"Caccia ai cervi durante il periodo degli amori? Si compromettono dinamiche riproduttive delicate, il bramito va protetto: la Provincia faccia dietrofront"
La consigliera provinciale Lucia Coppola (Avs) sul calendario della stagione venatoria 2026/2027 deciso dalla Pat: "Riteniamo che la gestione della fauna debba fondarsi su solide basi scientifiche, sul principio di precauzione e su una visione che metta al centro la conservazione della biodiversità. Per questo chiediamo con forza alla Provincia di riconsiderare il provvedimento"

TRENTO. "Eliminare le limitazioni alla caccia al cervo durante il periodo degli amori è una scelta che rappresenta un arretramento significativo nella tutela della fauna selvatica e nella gestione sostenibile del territorio".
Sono parole cariche di preoccupazione quelle della consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra Lucia Coppola nel commentare la decisione della giunta di modificare il calendario della stagione venatoria in vista del periodo 2026-27. In particolare è proprio il passaggio sulla caccia agli ungulati ad allarmare il mondo ambientalista.
"Il bramito, che si svolge tra la fine di settembre e ottobre - prosegue Coppola - è una fase biologica cruciale per la specie. Intervenire con attività venatoria in questo momento significa compromettere dinamiche riproduttive delicate, alterare gli equilibri naturali e incidere negativamente sulla qualità e sulla stabilità delle popolazioni di cervo nel medio-lungo periodo. Durante questa fase, i maschi sono particolarmente vulnerabili, concentrati nella difesa dell’harem e meno diffidenti. Consentirne l’abbattimento in tali condizioni contraddice i principi fondamentali della caccia selettiva, che dovrebbe invece basarsi su criteri di equilibrio, etica e rispetto dei cicli naturali".
E poi c'è molto altro: "Oltre agli aspetti biologici - riprende la consigliera di Avs -, la scelta ignora il valore naturalistico e culturale del bramito: un fenomeno straordinario che richiama ogni anno appassionati, fotografi e osservatori della natura, contribuendo anche a forme di turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente".
"Riteniamo che la gestione della fauna debba fondarsi su solide basi scientifiche, sul principio di precauzione e su una visione che metta al centro la conservazione della biodiversità. Per questo chiediamo con forza alla Provincia di riconsiderare il provvedimento, ripristinando le necessarie tutele durante il periodo riproduttivo del cervo. La salvaguardia degli equilibri naturali non può essere subordinata a logiche di semplificazione gestionale o di breve periodo. Proteggere il bramito significa rispettare la natura, i suoi tempi e il patrimonio comune che rappresenta", conclude Coppola.












