"Mio padre morì improvvisamente, avevo vent'anni e decisi di portare avanti la sua bottega: oggi lavoriamo ancora il legno nel cuore delle Dolomiti"
Dalla morte improvvisa del padre Romeo nel 1974 alla scelta di portare avanti l'attività di famiglia: Patrizia Borelli racconta la storia della bottega artigiana di Cavalese, nata nel 1950 e oggi gestita assieme al figlio Gianpaolo. "Il legno è un materiale vivo, ogni pezzo è diverso dall'altro. Vogliamo tramandare un mestiere antico, mantenendo viva la cultura artigianale delle nostre Dolomiti"

CAVALESE. "Io avevo soltanto vent'anni, mio padre morì e mi trovai davanti a una scelta importante". Era il 1974 quando Patrizia Borelli, dopo la morte improvvisa del padre Romeo, si ritrovò assieme al giovane marito a guidare Artigianato Borelli, attività di Cavalese specializzata nella lavorazione del legno che, fino a quel momento, aveva conosciuto una crescita costante.
La storia era cominciata nel 1950 – racconta la titolare a il Dolomiti nell'intervista in cui ripercorre la nascita dell'impresa di famiglia – quando Romeo, mantovano di origine e impiegato a Canazei, aveva deciso di mettersi in proprio aprendo un piccolo laboratorio di sculture e decorazioni in legno. Da allora l'impresa, cresciuta anche grazie alle fiere di settore, ha progressivamente ampliato la propria produzione, affiancando alle sculture intagliate a mano vari accessori tra cui quelli da cucina, complementi d'arredo e giochi per bambini.
Oggi, settantasei anni dopo, Artigianato Borelli continua la propria attività nel cuore della Val di Fiemme, dove Patrizia e il figlio Gianpaolo hanno affiancato alle tecniche tradizionali le incisioni laser e il commercio online, con gli scalpelli che però non sono finiti in soffitta, nonostante un mercato nel quale l'artigianato deve misurarsi "con la produzione industriale e consumatori sempre più attenti alle spese". Sfida che, racconta la titolare, la famiglia Borelli affronta cercando di tenere insieme tradizione e innovazione, senza rinunciare a quel carattere artigianale che ne accompagna la storia da tre generazioni.
Partiamo dall'inizio: la vostra è una storia comincia più di settant'anni fa.
Tutto comincia nel 1950, qui a Cavalese, grazie all'intuizione e alla creatività di mio padre Romeo: era originario di Mantova ma nei primi anni Cinquanta lavorava come impiegato a Canazei. Aveva però sempre coltivato il sogno di avviare un'attività propria e così decise di trasferirsi a Cavalese, dove aprì un negozio e diede vita alla nostra impresa: inizialmente si trattava di un piccolo laboratorio dedicato alle sculture artigianali in legno e alla decorazione a mano. Poi, nel corso degli anni, il laboratorio si è trasformato ed è cresciuto, ma abbiamo cercato di mantenere intatto quello spirito della bottega artigiana trentina, dove la manualità rappresenta ancora oggi un elemento centrale.
Da quel piccolo laboratorio siete riusciti a costruire una realtà conosciuta anche al di fuori della Val di Fiemme. Quali sono state le tappe principali di questa crescita?
Un passaggio importante è stato sicuramente quello della partecipazione alle fiere di settore, che nel giro di pochi anni ci ha permesso di ampliare notevolmente la nostra presenza sul mercato e di assumere più dipendenti. Abbiamo progressivamente allargato sia la gamma dei prodotti in legno sia la rete di vendita, incontrando un riscontro sempre maggiore da parte della clientela: così le nostre lavorazioni hanno cominciato a superare i confini locali e il marchio Borelli si è consolidato a livello nazionale. È stato un percorso, possiamo dirlo, costruito attraverso la dedizione al lavoro delle diverse generazioni che si sono succedute, mantenendo sempre la volontà di realizzare prodotti di qualità.

La storia della vostra impresa è stata segnata anche da un momento particolarmente difficile, la scomparsa improvvisa di suo padre.
Esattamente, perché nel 1974 mio padre morì improvvisamente a causa di un infarto. Io avevo soltanto vent'anni e mi trovai davanti a una scelta importante: lasciare o continuare. Assieme a mio marito decidemmo però di portare avanti l'attività, nonostante fossimo entrambi molto giovani e senza esperienza. Fu un passaggio generazionale forzato, che ci costrinse a confrontarci con una realtà impegnativa: i nevitabilmente l'attività subì una riduzione rispetto agli anni precedenti e per un periodo ci concentrammo soprattutto sulla decorazione. Poi, con l'ingresso di mio figlio Gianpaolo, abbiamo ripreso anche la produzione, che oggi prosegue con continuità.
Entriamo nel laboratorio: in oltre settant'anni sono cambiate molte cose, anche nel modo di lavorare il legno. Come siete riusciti a conciliare la tradizione con l'innovazione?
La nostra filosofia parte dalla tradizione della lavorazione del legno trentino, ma anche dalla consapevolezza che non si finisce mai di imparare e migliorare. Vogliamo tramandare un mestiere antico, mantenendo standard qualitativi elevati, e per questo utilizziamo tecniche differenti: dagli strumenti tradizionali, che continuano ad avere un ruolo fondamentale, fino alle tecnologie più avanzate come il laser. Quest'ultimo, ad esempio, ci consente di realizzare soluzioni grafiche originali e di proporre oggetti che si adattano anche agli stili più moderni. L'importante, per noi, è che l'innovazione non faccia perdere le caratteristiche della lavorazione artigianale autentica.

Il vostro laboratorio si trova a Cavalese, in un territorio dove la lavorazione del legno ha radici profonde. Quanto conta questo legame con la Val di Fiemme?
È un legame fondamentale, perché lavoriamo in un territorio, quello delle Dolomiti e della Val di Fiemme, dove la cultura del legno è profondamente radicata. La nostra principale specializzazione è rappresentata dalle sculture artigianali, una lavorazione che richiede pazienza, esperienza e una grande attenzione ai dettagli e seguiamo le tecniche tipiche della valle, dalla sgrossatura iniziale fino alla decorazione pittorica. Utilizziamo strumenti tradizionali per scolpire i volti e realizzare dettagli dipinti a mano e attraverso questi oggetti cerchiamo di esprimere e mantenere viva la cultura artigianale del nostro territorio.
Prima ancora della lavorazione c'è la scelta della materia prima. Come selezionate il legno?
Per noi il legno è un materiale vivo, capace di respirare e di trasformarsi nel tempo senza perdere il proprio fascino: selezioniamo personalmente tavole e tronchi, scegliendo essenze che possano garantire stabilità e durevolezza strutturale. Ma c'è anche un altro aspetto che consideriamo molto importante, che ogni pezzo di legno è diverso dall'altro. Le venature, i nodi e le caratteristiche naturali della materia rendono ogni oggetto unico ed è proprio questa una delle differenze fondamentali rispetto alla produzione industriale seriale. Durante la lavorazione cerchiamo di rispettare e valorizzare queste particolarità, anche attraverso la tornitura e la finitura a mano, e in questo modo ogni manufatto conserva una propria identità.

Quali sono gli oggetti che realizzate?
La nostra produzione è piuttosto ampia e comprende sia manufatti semplici, strettamente legati alla tradizione, sia articoli più raffinati: ci sono, ad esempio, oggetti che appartengono alla cultura quotidiana delle nostre montagne come il mestolo, che chiamiamo "la canarola", oppure "il tabiel" per la polenta. Accanto a questi realizziamo accessori da cucina trattati per uso alimentare, articoli per la tavola, decorazioni da parete e piccoli complementi d'arredo. Realizziamo poi giochi per bambini, pensati per favorire un apprendimento semplice e concreto, oggetti decorativi, articoli funzionali per la casa e idee regalo. C'è un'idea di fondo per tutti: cerchiamo sempre di unire l'estetica alla praticità, valorizzando il materiale naturale e il lavoro artigianale.
Un altro aspetto della vostra attività riguarda le personalizzazioni.
Certo. Offriamo la possibilità di personalizzare gran parte dei nostri articoli in legno e possiamo intervenire attraverso incisioni laser oppure marcature a fuoco inserendo scritte, disegni, nomi, date e anche loghi. Tra gli oggetti che si prestano a queste lavorazioni ci sono, ad esempio, taglieri, portachiavi, cofanetti e altri manufatti compatibili ed è un servizio particolarmente richiesto da chi cerca un oggetto o una bomboniera per occasioni come battesimi, matrimoni, compleanni e altre ricorrenze. Inoltre il progetto grafico può essere concordato direttamente con il nostro laboratorio, così da definire la personalizzazione desiderata.

Dalla bottega artigiana del 1950 siete arrivati anche alla vendita online. Che ruolo ha oggi l'e-commerce nella vostra attività?
Accanto alla produzione abbiamo sviluppato anche un canale di vendita online, attraverso il quale proponiamo i nostri oggetti artigianali: si tratta principalmente di prodotti destinati all'arredamento domestico, all'utilizzo quotidiano oppure alle occasioni regalo. Gli articoli, nello specifico, vengono spediti direttamente dal nostro laboratori ed è un modo per raggiungere anche chi non ha la possibilità di venire personalmente a Cavalese.
Come si innesta il vostro lavoro nel panorama contemporaneo, votato al fast-commerce?
Farò una riflessione: è sicuramente un mondo difficile, perché parliamo di prodotti artigianali che non sono beni di prima necessità. Mi spiego, attraversiamo un momento storico in cui le spese e i costi sono tanti per tutti, e acquistare un oggetto come quelli che realizziamo non rappresenta necessariamente una priorità. Nonostante questo, continuiamo a essere apprezzati e cercati, sia dalle persone che vengono direttamente nel nostro punto vendita, sia da quelle che acquistano attraverso lo store online.
Lanciando uno sguardo al domani, come immagina il futuro del vostro laboratorio artigianale?
Mah guardi, oggi porto avanti l'attività assieme a mio figlio Gianpaolo e cerchiamo di mantenere la nostra impronta tradizionale, senza però chiudere gli occhi davanti alle nuove tecnologie. L'idea è naturalmente quella di proseguire su questa strada, continuando a valorizzare quello che sappiamo fare. Crediamo che il punto fondamentale sia continuare a dare valore al mestiere artigiano. Nel tempo sono cambiati gli strumenti, si è ampliata la produzione e abbiamo raggiunto nuovi mercati, ma alla base del nostro lavoro rimangono la manualità, la conoscenza del legno e la ricerca della qualità. Vogliamo continuare ad apprendere e migliorare, senza perdere il legame con le tecniche e la cultura artigianale che ci sono state tramandate. È questo che cerchiamo di portare in ogni oggetto che realizziamo.


















