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Trento
01 novembre | 13:28

Assumere giovani costa sempre di più, ma in busta paga arriva molto meno: l’allarme di Cna "Per garantire 100 euro a un giovane, un’impresa ne spende 180"

Il presidente Cantisani: "Dobbiamo permettere alle aziende di pagare meglio i propri collaboratori senza essere soffocate dal costo del lavoro. Con gli stipendi attuali e il costo delle abitazioni rischiamo di perdere i nostri giovani"

Assumere giovani costa sempre di più, ma in busta paga arriva molto meno

TRENTO. "In Alto Adige e in Trentino trovare personale qualificato è sempre più difficile, ma altrettanto complicato è riuscire a trattenerlo sul territorio". A dirlo è uno studio della Cna che spiega inoltre come le imprese devono "confrontarsi con un costo del lavoro elevato, mentre i giovani devono fare i conti con stipendi che spesso non consentono di affrontare serenamente il costo della vita, a partire da quello delle abitazioni".

 

Una situazione, viene sottolineato dall'associazione, che rischia di diventare un problema strutturale per il futuro dell’economia locale. Nello studio, nel dettaglio, emerge che per garantire a un lavoratore di 25 anni uno stipendio netto annuo di 24 mila euro, una piccola impresa italiana deve sostenere un costo complessivo di circa 43.500 euro.

 

In sostanza, viene spiegato, per ogni 100 euro netti che arrivano nelle tasche del lavoratore, l'azienda ne spende oltre 180 e si parla di "un valore superiore a quello registrato negli altri cinque Paesi europei analizzati, Germania, Portogallo, Spagna, Francia e Irlanda, dove il costo aziendale per garantire lo stesso reddito netto risulta inferiore".

 

“Questi numeri - afferma Cristiano Cantisani, presidente di Cna Trentino Alto Adige - evidenziano un problema che noi imprenditori affrontiamo quotidianamente. Da una parte abbiamo bisogno di personale qualificato e vorremmo poter riconoscere stipendi sempre più adeguati, dall’altra ci troviamo a sostenere costi enormemente superiori rispetto a quanto arriva effettivamente nelle tasche dei nostri collaboratori. È un sistema che finisce per penalizzare entrambi, imprese e lavoratori”.

 

Lo studio evidenzia però anche un’altra criticità, la temporaneità delle agevolazioni per l’assunzione dei giovani: ipotizzando un esonero contributivo di 6 mila euro annui per i primi due anni, il costo aziendale passa da circa 37.500 euro durante il periodo agevolato a oltre 43.500 euro alla sua conclusione, con un incremento del 16 per cento, senza che il lavoratore percepisca un solo euro in più.

 

“Non possiamo continuare a incentivare le assunzioni per due anni – chiosa Cantisani - e poi lasciare le imprese da sole a sostenere un aumento improvviso dei costi. Un imprenditore che assume un giovane non sta facendo una scelta per i prossimi 24 mesi, ma sta investendo su una persona che vorrebbe formare, far crescere e mantenere in azienda per molti anni. Per questo servono regole stabili e una riduzione strutturale del costo del lavoro, non una continua successione di bonus temporanei”.

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