Affitti alle stelle? "Così c'è il rischio di fuga dei giovani, di attrattività per i lavoratori e di tenuta dei servizi. Non è solo un problema dei centri turistici ma è trasversale"
Gli affitti sono sempre più costosi e pesano sullo stipendio, in alcuni casi si può arrivare a quasi il 50% della busta paga. Il sindaco di Pinzolo e presidente del Consiglio delle Autonomie locali, Michele Cereghini: "Non è un tema ma il tema. Serve un ragionamento complessivo politico, imprenditoriale e sociale"

TRENTO. "Non è solo una questione che riguarda i grandi centri turistici ma una situazione più o meno trasversale su tutto il territorio provinciale". Queste le parole di Michele Cereghini, il sindaco di Pinzolo e presidente del Consiglio delle autonomie locali commenta i dati dei prezzi di affitto in Trentino. "E' un tema assolutamente prioritario, però molto profondo che richiede un approccio politico ma più generale".
Un migliaio di euro a Campitello di Fassa e Pinzolo, un esborso in affitto che pesa per circa il 50% dello stipendio. La prime posizioni sono occupate da Canazei, Predazzo e Tesero, Molveno, Dro, Panchià, Riva del Garda e Primiero San Martino di Castrozza. La città di Trento si colloca a ridosso della top 10. Una classifica - che considera l'affitto mensile centrale Omi (secondo semestre 2025) per 80 metri, per 12 mesi, diviso il reddito netto medio per contribuente dell'anno d'imposta 2024 (Dipartimento delle Finanze, dopo Irpef e addizionali) - guidata dalle aree a forte vocazione turistica (Qui articolo).
Tuttavia nel 2026 gli affitti sono in media ulteriormente cresciuti un po' ovunque: si è passati per esempio da circa 400 euro a 600 euro a San Michele all'Adige. Per motivi diversi trovare una casa, in particolare per una giovane coppia o un lavoratore, non è impresa facile. "Questo non è un tema quanto il tema", dice Cereghini. "E' un argomento che riveste una priorità nella amministrazioni ma è molto complesso. Non è una questione che riguarda esclusivamente l'ente pubblico perché richiede un dialogo e un percorso in grado di coinvolgere anche i privati. Serve un ragionamento complessivo politico, imprenditoriale e sociale".
La predominanza di affitti brevi nelle località turistica, locazioni rivolte agli universitari e prezzi che si alzano un po' ovunque. Il rischio però è quello di depauperare il patrimonio sociale di un territorio, cioè che le persone decidano di abbandonare i centri storico per l'insostenibilità degli affitti, con ripercussioni a cascata sui servizi e sulla vivibilità di una zona.
Stipendi sostanzialmente fermi ma carovita sempre più alto e gli affitti non sono esclusi da questa dinamica al rialzo. Così è più difficile attrarre lavoratori e giovani, in modo più ampio è una sfida trattenere o incentivare l'arrivo di residenti. C'è poi il problema che se c'è un calo della residenzialità, le ripercussioni incidono poi sui servizi stessi che potrebbero subire una graduale riduzione perché diventa più complicato mantenerli e alimentare la macchina pubblica. Insomma, tutto è collegato e rientra poi nella qualità della vita.
"E' chiaro che c'è il rischio di fuga dei giovani. E indubbiamente una comunità è viva se ci sono i residenti che usufruiscono dei servizi durante tutto l'anno, altrimenti la tenuta degli uffici può essere messa in discussione nel tempo", evidenzia Cereghini. "E' un equilibrio delicato perché se c'è richiesta significa che una determinata zona è richiesta e quindi si registra un adattamento dei costi. E' necessario inoltre mappare la dotazione di appartamenti e se c'è una mancanza di posti che possa spingere un aumento dei prezzi. In quest'ultimo caso diventa ancora più necessario comprendere le ragioni di un proprietario che non mette sul mercato un immobile, neppure per un affitto breve. Ci sono tanti dati da analizzare e da valutare che rendono questa sfida particolarmente complessa".
In ballo ci sono alcune iniziative varate dalla Provincia per provare a rispondere alla tensione dettata dalla carenza abitativa. Il progetto Ri-Val, con Cassa del Trentino e Cassa Depositi e Prestiti, intende riqualificare e mettere a disposizione circa 300 alloggi con un investimento da 60 milioni a costo accessibile in aree svantaggiate oppure a forte vocazione turistica dove i lavoratori faticano a trovare abitazioni. E il bando Ri-Urb, il fondo immobiliare di rigenerazione urbana destinato a fasce medie della popolazione, anziani autosufficienti e studenti nei centri maggiori del Trentino, quindi lungo l'asta dell'Adige, nell'Alto Garda e in Alta Valsugana. Sì è agito sull'acquisto prima casa per giovani e ristrutturazione per tutti. E' uscito il bando zone svantaggiate. Si cercano soluzioni.
"La politica è chiamata a monitorare la situazione, così come a valutare quali investimenti portare avanti per contrastare il caro casa e gli affitti a livelli troppo elevati con il conseguente rischio spopolamento", conclude Cereghini.














