“Una casa su dieci rimane sfitta. Basta appartamenti vuoti: l’Alto Adige deve imparare dal Trentino”, la ricetta dei Verdi per affrontare la crisi abitativa
"Il mercato immobiliare dell'Alto Adige è fortemente sbilanciato: il 70 per cento della popolazione risiede in abitazioni di proprietà, mentre il mercato degli affitti è limitato da alloggi turistici e immobili sfitti". I Verdi propongono di copiare il progetto trentino LocAzione, istituendo un soggetto che faccia da intermediario tra proprietari e inquilini

BOLZANO. “Una casa su dieci rimane sfitta. Basta appartamenti vuoti: l’Alto Adige deve imparare dal Trentino”. A parlare è il Gruppo Verde in consiglio provinciale e il problema è l’ormai famigerata emergenza abitativa della provincia altoatesina. “Il tema dell’accesso a un’abitazione dignitosa e a costi sostenibili è diventato una delle principali sfide sociali ed economiche per la nostra provincia. L’Alto Adige è infatti tra le realtà più care d’Italia”, scrivono i rappresentanti del gruppo.
Le famiglie altoatesine spendono ogni anno di più: nel 2025, secondo l’Unione Nazionale Consumatori, l’inflazione in Alto Adige si è attestata al 2,5 per cento: quasi un punto percentuale in più rispetto alla media italiana (1,6 per cento). A farla da padrone nei conti delle famiglie sarebbe proprio la spesa abitativa, che Astat stima attorno al 41 per cento del reddito familiare. Una percentuale estremamente alta, soprattutto considerando che generalmente si considera sostenibile dedicare il 30 per cento del proprio reddito alla casa.
Secondo quanto ricostruito dai Verdi, la crisi abitativa dell’Alto Adige è da imputare ad un mercato “fortemente sbilanciato”.
“Il sistema altoatesino è storicamente orientato alla proprietà – scrivono –. Il 70 per cento della popolazione risiede in abitazioni di proprietà, mentre il mercato degli affitti rimane estremamente limitato, attestandosi attorno al 10 per cento del totale. Tale offerta è ulteriormente ridotta dall’utilizzo turistico degli alloggi (circa il 7 per cento) e dalla presenza di abitazioni vuote (circa il 10 per cento)”.
Ed è proprio sulle abitazioni vuote che i Verdi vogliono porre l’accento: “In un contesto di emergenza abitativa, questo dato evidenzia come il problema non sia soltanto la mancanza di nuove costruzioni, ma anche la difficoltà di attivare il patrimonio esistente”.
Tenere gli immobili sfitti, infatti, riduce l’offerta e alza fisiologicamente il prezzo degli alloggi che finiscono effettivamente sul mercato degli affitti. Ma cosa spinge i proprietari a mantenere vuoti queste abitazioni? Secondo il Gruppo Verde si tratta di “timori legati alla morosità, complessità nella gestione dei contratti, mancanza di adeguate garanzie economiche e assenza di soggetti intermedi in grado di costruire fiducia tra proprietari e inquilini".
Per questo propongono di guardare al Trentino e in particolare al progetto LocAzione, iniziativa cominciata nel 2023 con l’obiettivo di aumentare la disponibilità di alloggi in affitto sul mercato privato e migliorare l’accesso alla casa per la cosiddetta “fascia grigia” della popolazione, ovvero chi ha un reddito troppo alto per accedere alle case popolari, ma troppo basso per sostenere i costi del mercato immobiliare libero.
“Il progetto LocAzione si fonda su un approccio integrato che combina strumenti di intermediazione sociale e garanzie economiche, offrendo ai proprietari selezione e profilazione degli inquilini, coperture assicurative, consulenza tecnica e amministrativa e accompagnamento per tutta la durata del contratto, e agli inquilini supporto nella ricerca dell’alloggio, tutoraggio abitativo ed educazione all’abitare – spiegano i Verdi –. Elemento centrale del progetto è la costruzione di un rapporto fiduciario tra le parti, che consente di ridurre il rischio percepito dai proprietari e favorire l’immissione sul mercato di alloggi altrimenti sfitti”.
Il progetto per il momento ha ottenuto risultati positivi, intercettando una sessantina di proprietari che hanno deciso di rimettere i propri immobili sul mercato e trovando quindi una sistemazione a 41 soggetti: 15 singoli e 26 nuclei familiari. Sulla base di questa esperienza, nel 2025 è stata costituita la Fondazione Trentino Abitare, soggetto giuridico stabile nato per consolidare e ampliare le attività di LocAzione e operare come piattaforma integrata pubblico-privata nel sistema abitativo trentino.
“L’esperienza trentina dimostra dunque come sia possibile trasformare un progetto sperimentale in uno strumento stabile ed efficace, capace di attivare il patrimonio immobiliare esistente, sostenere le fasce intermedie della popolazione e contribuire in modo concreto alla riduzione delle tensioni del mercato abitativo. Alla luce di queste considerazioni, appare opportuno valutare l’introduzione anche in Alto Adige di strumenti analoghi, capaci di rispondere in modo innovativo, efficace e strutturale alle criticità del mercato abitativo locale”, concludono i Verdi.
Il gruppo ha quindi presentato una mozione in consiglio provinciale per la creazione di un soggetto simile anche in Alto Adige.
Proposte simili sono arrivate anche dalla popolazione. Come abbiamo raccontato su Il Dolomiti, l’assemblea Abitare Bozen ha presentato una proposta di iniziativa popolare per istituire un soggetto simile che faccia da intermediario tra proprietari e inquilini, offrendo garanzie ai primi e abbassando i canoni di affitto per i secondi (Qui articolo).













