Crisi degli affitti, studenti senza casa e anziani soli: perché non metterli insieme? La proposta di Team K
Il gruppo provinciale vuole introdurre un modello di coabitazione intergenerazionale sul modello di Padova, dove sono state avviate 47 esperienze. Köllensperger: "Gli studenti troverebbero alloggi a canoni favorevoli, idealmente anche gratis". Previsti contratti regolari e un servizio per abbinare e accompagnare i partecipanti

BOLZANO. Da una parte studenti che faticano a trovare un alloggio. Dall’altra anziani che vivono da soli, spesso in abitazioni troppo grandi rispetto alle proprie esigenze. Perché non metterli insieme? È l’ultima proposta avanzata dal Team K in consiglio provinciale: “Vogliamo sviluppare un modello di coabitazione intergenerazionale, sulla falsariga di analoghe iniziative intraprese con successo in altre città italiane ed europee”.
L'idea è semplice: trovare persone anziane disponibili a concedere una stanza della propria abitazione a studenti universitari o giovani, attraverso regolari contratti di locazione e percorsi di accompagnamento.
“A Bolzano la situazione degli affitti è disastrosa e questo vale in particolare per gli studenti – spiega Paul Köllensperger, consigliere provinciale di Team K –. L’offerta è praticamente inesistente e in molti non possono permettersi una sistemazione, neanche in condivisione. Solo gli studentati vanno dai 600 ai 900 euro”.
“Per questo abbiamo pensato di proporre questo nuovo modello. Gli studenti troverebbero alloggi a canoni favorevoli, idealmente anche gratis. Gli anziani, invece, ne trarrebbero un vantaggio dal punto di vista umano e di servizio alla comunità”, prosegue il consigliere.
Il riferimento è l’esperienza di Padova: in meno di tre anni il progetto ha dato vita a 47 esperienze di coabitazione, coinvolgendo oltre 50 persone over 65 e 45 studenti.
“Non dobbiamo inventarci nulla – aggiunge Köllensperger –, basta riprendere quanto fatto nel padovano. A Bolzano un’esperienza simile inciderebbe ancora di più perché la nostra situazione è più critica e la popolazione studentesca è più piccola: di conseguenza, riuscire ad attivare una cinquantina di coabitazioni sarebbe un risultato ancora più rilevante in termini percentuali”.
Le coabitazioni sarebbero tendenzialmente uno a uno, ma nessuno vieta a chi ne avesse la possibilità di accogliere più studenti, fanno sapere dal movimento. Ma chi gestirebbe queste coabitazioni? Anche qui, il Team K guarda al padovano e propone una struttura organizzativa dotata di call center e che preveda percorsi di accompagnamento con incontri singoli e di gruppo per monitorare la situazione e intervenire in caso di necessità.
“L’organizzazione pubblicherebbe dei bandi a cui possono iscriversi sia gli anziani che gli studenti interessati. Una volta ricevute le richieste valuterebbe come procedere con le assegnazioni, idealmente accoppiando profili particolarmente compatibili, come per esempio un medico in pensione con uno studente di medicina", fa sapere Köllensperger.
La proposta verrà discussa ora in consiglio provinciale e Team K si augura un verdetto positivo: “Non c’è motivo di votare contro. Speriamo che i colleghi sappiano mettere da parte i colori politici e concentrarsi solo sul merito della questione”, conclude il consigliere.














