Rientro dei cervelli, "Stipendi più bassi e case più care, almeno risparmiamo loro la burocrazia": approvato lo sportello unico per chi torna
Approvata dal Consiglio provinciale la proposta del Team K per accompagnare chi torna in Alto Adige tra pratiche amministrative, riconoscimento dei titoli e servizi per le famiglie. Köllensperger: "Vogliamo riportare queste preziose competenze e professionalità"

BOLZANO. Dal 2002 al 2025 il numero di persone che ogni anno scelgono di trasferirsi all’estero è cresciuto sensibilmente. Se nel 2002 erano 734 gli altoatesini usciti dai confini nazionali, nel 2025 siamo arrivati a 2.962 (dati Istat, il 2025 è ancora provvisorio, ndr). Il Consiglio provinciale, nella speranza di favorire il rientro di chi ha lasciato l'Alto Adige, ha approvato la proposta del Team K per l’istituzione di un punto di riferimento unico dedicato a chi desidera tornare a vivere e lavorare in provincia dopo un periodo di studio o lavoro all’estero.
“L'obiettivo è aiutare queste persone e le loro famiglie a orientarsi nelle procedure burocratiche, affiancandole con una persona dedicata all'interno di un apposito One Stop Shop – spiega il primo firmatario Paul Köllensperger –. Spesso queste persone devono già accettare stipendi inferiori e costi abitativi più elevati. Per questo motivo dobbiamo almeno alleggerire loro il peso della burocrazia. Vogliamo riportare in Alto Adige queste preziose competenze e professionalità”.
Chi decide di tornare potrebbe quindi contare su uno sportello dedicato ad aiutarlo con le pratiche relative al riconoscimento dei titoli di studio e delle esperienze professionali maturate all’estero, nei rapporti con gli uffici pubblici, nelle questioni sanitarie e fiscali, nell’iscrizione dei figli a scuola o all’asilo e in tutte quelle procedure amministrative che spesso rappresentano un ostacolo per il rientro, il tutto con un accompagnamento personalizzato.
“Chi torna si trova spesso ad affrontare un vero e proprio percorso a ostacoli burocratico. Questo Welcome Center potrebbe invece fornire consulenza e assistenza, predisporre checklist, aiutare nella preparazione dei documenti e dei moduli, nonché offrire consulenza fiscale, ad esempio sul cosiddetto ‘rientro dei cervelli’”, afferma Rudi Delvai, il ristoratore bolzanino ed ex presidente di lunga data dell'associazione mondiale del commercio equo e solidale, che ha ispirato la proposta del Team K.


















