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Bolzano
12 settembre | 13:29

Gli alberghi chiusi o dismessi diventano alloggi per i lavoratori

Le strutture ricettive non più operative dispongono già di camere, spazi comuni e servizi, senza bisogno di nuove costruzioni e senza un ulteriore consumo di suolo

Gli alberghi chiusi o dismessi diventano alloggi per i lavoratori

BOLZANO. Gli alberghi e le altre strutture ricettive che hanno chiuso i battenti potranno trasformarsi in alloggi per i lavoratori, senza dover passare per un cambio di destinazione d'uso.

 

È una delle novità contenute nella (ennesima) modifica alla legge provinciale "Territorio e paesaggio", il disegno di legge provinciale 75/26 approvato in Consiglio provinciale a Bolzano dopo due giorni di discussione articolata su 42 articoli, con un risultato finale di 17 sì, 10 no e 5 astensioni.

 

La misura riguarda i lavoratori di tutti i settori economici e punta a riutilizzare immobili già esistenti per rispondere a uno dei problemi cronici delle imprese altoatesine: trovare sistemazioni adeguate per i propri collaboratori in una Provincia dove il caro casa è ormai fuori controllo.

 

Le strutture ricettive non più operative dispongono già di camere, spazi comuni e servizi che possono essere riconvertiti all'accoglienza dei dipendenti, senza bisogno di nuove costruzioni e quindi senza ulteriore consumo di suolo.

 

Una novità che è stata accolta con favore dall'Unione Albergatori e Pubblici Esercenti. Per il presidente Hgv Klaus Berger si tratta di una soluzione pragmatica e al tempo stesso sostenibile, capace di dare una nuova funzione a immobili altrimenti destinati a restare inutilizzati. Un aspetto che pesa parecchio in un territorio dove trovare casa è ormai un'impresa quasi quanto trovare personale qualificato.

 

La misura, secondo l'Hgv, potrebbe avere ricadute anche sul mercato degli affitti, perché destinare le strutture dismesse all'alloggio dei collaboratori ridurrebbe la domanda di abitazioni sul libero mercato, liberando alloggi oggi contesi dalle aziende in cerca di sistemazioni per il proprio personale.

 

Il direttore Hgv Raffael Mooswalder chiede però che il provvedimento non resti un intervento isolato e indica la necessità di condizioni quadro più favorevoli e di incentivi mirati per le imprese che vogliono realizzare abitazioni per i propri dipendenti.

 

A raccontare la genesi meno patinata della norma è però l'aula del Consiglio provinciale, dove l'articolo 7 del dlp, quello che disciplina la destinazione d'uso delle costruzioni e che introduce la possibilità di riconvertire gli edifici ricettivi dismessi, non è passato senza discussioni.

 

Madeleine Rohrer del Gruppo verde ha infatti provato a mettere qualche paletto, chiedendo, ad esempio, che non ogni albergo chiuso possa trasformarsi in alloggio senza il controllo del Comune.

 

Rohrer ha richiesto inoltre chiarimenti riguardo il limite massimo di permanenza e che, per la superficie non utilizzata a fini abitativi, la Giunta stabilisca l'ammontare del contributo provinciale da restituire e la relativa scadenza.

 

L'unico emendamento che ha superato il voto d'aula porta però la firma di Paul Köllensperger del Team K, che ha ottenuto l'inserimento, dopo la parola "residenti", della condizione che il titolare dell'impresa vi abiti.

 

L'assessore provinciale Peter Brunner ha respinto le richieste di Rohrer sostenendo che il parametro degli spazi abitativi debba restare elastico, come concordato con il Consiglio dei Comuni, e ha precisato che l'attività disciplinata dall'articolo non ha nulla a che vedere con i contributi provinciali. Anche Sven Knoll di Süd Tiroler Freiheit ha chiesto lumi, in particolare sul comma che consente di destinare gli alloggi anche ad aziende di Comuni diversi da quello in cui si trova l'immobile, temendo che questo renda ancora più difficile trovare casa proprio dove gli alloggi si liberano.

 

Brunner ha risposto che non si tratta di appartamenti ma di alloggi per dipendenti, e che la flessibilità è necessaria. L'articolo è stato approvato con 21 sì e 11 astensioni.

 

Un capitolo collegato riguarda le zone produttive, dove un subemendamento di Josef Noggler della Svp ha alzato del 5 per cento la misura degli alloggi destinabili al personale delle aziende, accolto dall'assessore Brunner nonostante qualche perplessità di Sandro Repetto del Partito democratico sul possibile aggravio per le attività manifatturiere.

 

La legge nel suo complesso interviene su molti altri fronti, dalle abitazioni a prezzo calmierato ai vincoli preordinati all'esproprio, dal recepimento delle norme statali del decreto Salva Casa fino al più discusso tema dello stop ai posti letto turistici, su cui l'aula ha finito per accogliere un emendamento di Rohrer che ha portato al ritiro di un articolo giudicato troppo permissivo dalle opposizioni.

 

Ma è proprio sul destino degli alberghi vuoti, quelli che da anni restano chiusi e che punteggiano il paesaggio altoatesino, che si gioca una delle scommesse più concrete della riforma: trasformare un problema urbanistico in una risposta, seppur parziale, alla crisi degli alloggi per chi in Alto Adige un lavoro ce l'ha già, ma non sa dove dormire.

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