Più alloggi per gli universitari, arrivano 315 nuovi posti letto (288 già pronti in Trentino): avranno prezzi inferiori di almeno il 15% rispetto al mercato
Una parte del 30% sarà destinato agli studenti capaci e meritevoli senza mezzi. Il ministro Bernini: "Questi posti letto sono una risposta concreta al bisogno di alloggi per i fuori sede e un investimento sul diritto di ogni studente di scegliere liberamente dove formarsi"

TRENTO. Più posti letto per gli studenti che decidono di studiare lontano da casa. Sono 315 in totale i nuovi alloggi destinati agli studenti universitari nella nostra regione grazie al Piano Housing del Ministero dell'Università e della Ricerca (Mur), sostenuto dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
Di questi 288 posti letto sono già pronti, possono essere utilizzati e si trovano tutti nella provincia di Trento. Per gli ulteriori 27, Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce la seconda tranche del bando per conto del Mur, ha completato la sottoscrizione di tutti gli atti d'obbligo. I nuovi alloggi saranno disponibili, con le stesse modalità, nel 2027.
"Il risultato raggiunto in Trentino-Alto Adige contribuisce a un traguardo fondamentale per tutto il Paese. Più alloggi rendono i nostri atenei più accessibili e attrattivi, rafforzando allo stesso tempo i territori che li ospitano" ha spiegato il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. "Questi posti letto sono una risposta concreta al bisogno di alloggi per i fuori sede e un investimento sul diritto di ogni studente di scegliere liberamente dove formarsi", ha concluso Bernini.
A livello nazionale sono complessivamente più di 63.200 i nuovi posti letto del Piano Housing, oltre 3.000 in più rispetto all'obiettivo di 60.000 previsto dal Pnrr. I posti aggiuntivi rispetto al target saranno finanziati con risorse nazionali messe a disposizione dal MUR.
Il Bando Housing prevede che almeno il 30% dei nuovi posti letto sia riservato agli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, individuati attraverso le graduatorie degli enti per il diritto allo studio. Per gli altri sono previste tariffe inferiori di almeno il 15% rispetto ai valori medi di mercato.














