Accoglienza a Bolzano, arrivano 235 posti letto invernali e un bonus di 1.800 euro per i Comuni che aprono le porte
Tra polemiche sul calendario e strutture periferiche in arrivo, la Provincia prova a spalmare la pressione su tutto il territorio per alleggerire il capoluogo

BOLZANO. L'inverno si avvicina e la macchina provinciale prova a farsi trovare pronta, o quantomeno organizzata sulla carta.
La giunta provinciale ha dato il via libera alle nuove linee guida per i centri di accoglienza notturna, che entreranno in vigore dal primo novembre per chiudere i battenti il 15 aprile.
Complessivamente saranno 235 i posti messi a disposizione nei ricoveri sparsi sul territorio tra Bolzano, Bressanone, Brunico, Laives e Merano, a cui si aggiungono i 25 storici posti del "Dormizil" nel capoluogo.
La coperta resta comunque calibrata sulle reali esigenze dei territori, con una ripartizione che vede Bolzano ancora una volta fare la parte del leone ma con qualche paletto in più rispetto al passato.
L'assessora comunale Patrizia Brillo non ha nascosto qualche perplessità sulla rigidità del calendario: "Se a inizio novembre si gira con la giacchina non capisco che necessità ci sia di aprire il centro di via Avogadro", ha commentato, pur comprendendo i tempi tecnici necessari agli operatori per rimettere in moto la complessa macchina organizzativa.
Il sistema prevede 70 posti nei ricoveri invernali e 20 di emergenza a Bolzano (questi ultimi sbloccabili solo quando tutto il resto in provincia sarà esaurito), 45 posti a Merano (di cui 25 per sole donne) più 5 di emergenza, 20 più 5 sia a Bressanone che a Brunico, e 20 a Laives.
Fuori dal perimetro puramente stagionale dell'emergenza gelo, la Provincia prova a spalmare il carico dell'accoglienza migratoria su scala territoriale.
L'accordo integrativo approvato prevede un contributo forfettario di 1.800 euro al mese ad alloggio per i Comuni che aderiscono al servizio di accompagnamento abitativo per famiglie con background migratorio: soldi destinati a compensare i costi amministrativi generali delle amministrazioni, con una durata prevista dell'accoglienza di 24 mesi e spese mensili per le famiglie comprese tra 120 e 504 euro a seconda del nucleo e della situazione economica.
I numeri registrati in estate fotografano una situazione in evoluzione: a metà agosto il capoluogo contava poco meno di un migliaio di presenze di migranti tra strutture, alberghi e strada. Sulla carta, la delibera originaria chiedeva a 94 Comuni di fare la loro parte.
La risposta del territorio si muove però a geometria variabile, come ha spiegato l'assessora provinciale Rosmarie Pamer: "In 44 hanno già dato la disponibilità di un tetto ed altri 22 lo stanno cercando. Sono 28 i Comuni che non hanno trovato niente". La stessa Pamer ha poi aggiunto: "Attualmente abbiamo sistemato un primo contingente di 29 alloggi e andiamo avanti", promettendo l'elenco dei Comuni ospitanti per le prossime due settimane.
Sul fronte logistico si muove intanto anche l'assessore Christian Bianchi, impegnato nel recupero di un edificio provinciale fuori Bolzano per ampliare la disponibilità di posti e alleggerire la pressione sul capoluogo, rispondendo così alle sollecitazioni arrivate dal sindaco di Bolzano Claudio Corrarati.
















