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Bolzano
13 settembre | 09:34

Accoglienza migranti, FdI: "Ancora 162 persone negli hotel del capoluogo. Bolzano fa sempre tutto da sola"

Il partito rivendica la paternità del piano provinciale per l'accoglienza: 1.800 euro al mese ai Comuni che ospitano le famiglie migranti

Accoglienza migranti, FdI: Ancora 162 persone negli hotel del capoluogo

BOLZANO. Fratelli d'Italia si è dato appuntamento in piazza Mazzini a Bolzano, davanti all'hotel Asterix, per intestarsi il nuovo modello di accoglienza diffusa appena approvato dalla Provincia.

 

Presenti il vicepresidente della Provincia Marco Galateo, la consigliera Anna Scarafoni, l'assessora comunale al sociale Patrizia Brillo che non hanno perso occasione per ricordare come il piano provinciale ricalchi punto per punto quanto proposto dal partito in campagna elettorale.

 

La ricetta è nota: distribuzione più equilibrata sul territorio, accoglienza a tempo di 24 mesi al massimo, un contributo alle spese di affitto a carico delle famiglie e un percorso di inserimento lavorativo.

 

Insomma, Brillo lo descrive come un cammino di due anni pensato per portare le famiglie all'indipendenza economica e farle uscire definitivamente dal sistema di accoglienza.

 

Il tutto per evitare che il peso continui a scaricarsi soprattutto su Bolzano. E la Provincia, va detto, ci guadagna pure sui conti: la spesa scenderà da circa 4 milioni a poco meno di 2 milioni l'anno.

 

Peccato che, festeggiamenti a parte, il capoluogo non si sia affatto liberato del suo carico.

 

A Bolzano restano ancora 162 persone sistemate in quattro alberghi, tra 70 adulti e 92 minori, per un totale di 56 famiglie, a cui si sommano altri 108 migranti ospitati nell'ex Inpdap di via Pacinotti, in 28 nuclei familiari.

 

Un conto salato per una città che, secondo Scarafoni e Brillo, dovrebbe poter restituire i suoi alberghi ai turisti, come succede ovunque in Alto Adige tranne che qui. L'Asterix, complice anche la spinta del presidente Arno Kompatscher, è tornato a fare il suo mestiere.

 

Ma l'Ariston di via Roma, il Chris di via Mendola, il BHouse e lo Stay Cooper restano pieni, e nel frattempo una nuova emergenza ha portato altre famiglie in un hotel low cost di viale Druso.

 

Insomma, un passo avanti e due di lato.

 

I numeri, del resto, raccontano di un piano che procede con il freno a mano tirato. Da giugno a oggi si sono spostate solo 29 famiglie sulle 94 interessate dal piano di redistribuzione, tutte beneficiarie di protezione internazionale. Altre 44 dovrebbero traslocare a breve, mentre le rimanenti sono ancora in attesa.

 

Molti Comuni, pur avendo aderito, lamentano di non riuscire a trovare alloggi disponibili sul proprio territorio, un ostacolo che la Provincia spera di superare proprio grazie al nuovo incentivo economico.

 

L'obiettivo dichiarato è arrivare alla redistribuzione completa entro un anno, anche se i tempi, avvertono le stesse fonti, potrebbero allungarsi ulteriormente.

 

Ed è qui che entra in gioco il contributo da 1.800 euro al mese per alloggio, destinato non alle famiglie ma ai Comuni che hanno aderito al piano, come tiene a precisare lo stesso Galateo, per coprire i costi organizzativi della misura.

 

Le famiglie, dal canto loro, continueranno comunque a pagare un affitto proprio, fino a 168 euro al mese a persona, il che per un nucleo di tre persone significa una cifra che varia dai 120 ai 504 euro mensili a seconda del reddito.

 

Vittoria dichiarata, insomma, ma con parecchio lavoro ancora da fare, e con l'orologio che intanto continua a scorrere.

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