Furti negli hotel di lusso, cocaina e bottini spediti in Albania: maxi operazione dei carabinieri, fermati tre gruppi criminali
La Procura cala il bis e rimettere le mani sulla rete criminale: in quattro finiscono in carcere, due ai domiciliari

BRESSANONE. Svuotavano alberghi di lusso tra una provincia e l'altra, spedivano i bottini in Albania e gestivano le piazze dello spaccio di cocaina sfruttando la copertura di lavori stagionali come la raccolta delle mele.
A due mesi dal maxi blitz che era stato parzialmente frenato da uno stop formale del Tribunale del Riesame, la Procura di Bolzano e i Carabinieri sono tornati a stringere il cerchio. I militari della Compagnia di Bressanone, supportati dai colleghi di Merano, hanno eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip su richiesta del procuratore capo Axel Bisignano.
Il provvedimento rimette quindi in piedi l'impianto d'accusa dopo che i giudici avevano fatto cadere per motivi formali le prime misure scattate lo scorso 10 luglio contro un gruppo di indagati di nazionalità albanese.
Di fronte a quella battuta d'arresto, la Procura ha subito reiterato le richieste per sette di loro, ottenendo quattro ingressi in carcere, due domiciliari e un obbligo di firma, quattro dei quali già eseguiti.
Dietro a questa nuova retata c'è l'inchiesta partita nella primavera dell'anno scorso, che ha permesso di scoperchiare un sistema criminale diviso in tre cellule ben oliate e radicate sul territorio.
La prima e più strutturata era una vera e propria associazione per delinquere, attiva non solo in Alto Adige ma capace di estendere i suoi raid tra le province di Trento e Belluno. A loro vengono contestati ben sessantacinque furti in alberghi e abitazioni private, portati a termine con una logistica da professionisti: basisti locali, auto pulite e un vero e proprio "pendolarismo criminale" per ripulire e trasferire i proventi illeciti direttamente in Albania.
Accanto a loro si muoveva il secondo gruppo, dedito sia ai furti, dieci gli episodi ricostruiti, sia allo spaccio di cocaina nel Meranese e nelle valli vicine.
Un'attività resa più semplice da una conoscenza perfetta della zona, spesso mimetizzata dietro impieghi occasionali.
Il terzo gruppo, con base operativa a Bressanone e forti legami con la prima batteria, teneva invece in mano una fetta pesante del mercato locale della droga, come confermano i circa tre chili di cocaina sequestrati complessivamente.
Il bilancio dell'intera indagine si chiude con i vari interventi in flagranza accumulati dai Carabinieri nel corso dei mesi: sei persone arrestate mentre svaligiavano le strutture ricettive, quattro fermate per droga e altre sette denunciate a piede libero.


















