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Bolzano
05 ottobre | 18:20

Accoglienza non solo a Bolzano. Migranti ospitati in 29 Comuni dell'Alto Adige: dalla Provincia 1.800 euro al mese per l'accoglienza

Al via il progetto della Provincia per la decentralizzazione del sistema di accoglienza altoatesino. Sono 29 i Comuni che accoglieranno famiglie con background migratorio. Pamer: "Vogliamo garantire una situazione abitativa stabile, affinché l’integrazione sul territorio possa avere successo”

Accoglienza non solo a Bolzano

BOLZANO. Sono 29 i Comuni che accoglieranno famiglie con background migratorio. Lo ha annunciato la Provincia in una conferenza stampa oggi, lunedì 5 ottobre. Il progetto ha un obiettivo chiaro: alleggerire la pressione sulle strutture di Bolzano, decentralizzando il processo di accoglienza e integrazione.

 

Per raggiungere l’obiettivo si è pensato di provare a spostare alcune famiglie dal capoluogo verso altri Comuni dell’Alto Adige. Possono partecipare solo famiglie in possesso di un permesso di soggiorno e che abbiano concluso positivamente la procedura di asilo. “Vogliamo garantire una situazione abitativa stabile, affinché l’integrazione sul territorio possa avere successo”, spiega l’assessora alla coesione sociale Rosmarie Pamer.

 

Chi accetta di partecipare deve però garantire certe condizioni per favorire l’integrazione, spiegano dalla Provincia. Le famiglie dovranno infatti partecipare attivamente al processo d'integrazione, contribuire ai costi finanziari con una tariffa socialmente differenziata e gestire l’alloggio in modo responsabile, oltre che lavorare e frequentare i corsi di lingua. Si tratta di un vero e proprio patto vincolante, che le famiglie firmano per entrare nel programma.

 

Per incentivare i Comuni a prendere parte all’iniziativa è previsto un contributo forfettario di 1.800 euro al mese. Di questi, una parte andranno a coprire il canone, a cui comunque contribuiranno anche le famiglie che, in linea generale, hanno un lavoro, mentre il resto serve anche a coprire eventuali costi (per esempio di segreteria) in cui potrebbero incorrere i Comuni che aderiscono.

 

Al momento i Comuni che accoglieranno delle famiglie sono 29, ma l’assessora Pamer afferma che ci sarà presto un’altra tranche di una ventina di Comuni. L’obiettivo sarebbe arrivare almeno a 50, per “proseguire il progetto di decentralizzazione”.

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