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Bolzano
14 ottobre | 09:45

Accoglienza migranti, l'opposizione: "Persa una vera chance di integrazione nella nostra realtà". Il consiglio boccia la proposta di Abitare Bozen

L'assemblea aveva proposto l'adesione del Comune al Sai, il sistema di accoglienza e integrazione, per "trasformare l’accoglienza a Bolzano da risposta temporanea all’emergenza a una politica pubblica stabile, organizzata e inclusiva”. I 15 voti a favore non sono bastati

Accoglienza migranti, l'opposizione: "Persa una vera chance di integrazione nella nostra realtà"

BOLZANO. Il Comune di Bolzano, almeno per ora, resta fuori dal Sistema di accoglienza e integrazione (Sai). Il consiglio comunale ha respinto la proposta di iniziativa popolare presentata dall'assemblea Abitare Bozen, che chiedeva di avviare il percorso per aderire alla rete nazionale e sviluppare progetti di accoglienza diffusa. La votazione si è conclusa con 15 favorevoli, 21 astenuti, 3 voti non espressi e 6 assenti. Una decisione arrivata a meno di un mese dalla scadenza del bando ministeriale, fissata al 10 novembre.

 

Ma cos'è il Sai e in cosa consisteva la proposta?

 

Il Sai è la rete di enti locali che realizzano progetti di accoglienza integrata tramite le risorse messe a disposizione dal Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. Grazie anche alla collaborazione delle realtà del terzo settore, gli enti mettono in campo interventi di accoglienza integrata che, oltre ad assicurare servizi di vitto e alloggio, prevedono anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

 

Bolzano non ha mai aderito al Sai e si tratta di un'eccezione sul territorio nazionale: è una delle poche città di più di 100 mila abitanti che non fanno parte della rete. Da qui la proposta di Abitare Bozen: aderire al Sai e "trasformare l'accoglienza a Bolzano da risposta temporanea all'emergenza a una politica pubblica stabile, organizzata e inclusiva".

 

L'adesione e la conseguente creazione di progetti Sai, secondo l'assemblea, avrebbero permesso di creare "una microaccoglienza diffusa delle persone senza fissa dimora, con piccoli alloggi invece di grandi strutture", con l'obiettivo di favorire l'inserimento delle persone nel tessuto sociale, invece di mantenerle in strutture isolate.

 

Il tutto attraverso l'accesso a finanziamenti nazionali ed europei, anziché facendo affidamento esclusivamente sulle risorse comunali.

 

La proposta ha riscontrato pareri favorevoli soprattutto tra i partiti e i movimenti dell'opposizione, che hanno anche ricordato come questa sia la prima delibera di iniziativa popolare portata in consiglio comunale. Diversi consiglieri hanno chiesto di cogliere l'opportunità di aderire al Sai, superando quello che viene definito un "modello emergenziale" a favore di un sistema più strutturato e diffuso, che "rappresenta una vera chance di inserimento nella nostra realtà".

 

A sostegno di questa posizione sono stati presentati gli esempi di altri territori, altoatesini e non, che hanno aderito al Sai e ottenuto risultati giudicati positivi dai sostenitori della proposta. Tra questi Merano, Bressanone e l'Alta Val Venosta.

 

Dalla maggioranza, invece, sono arrivate posizioni contrarie alla proposta. Tra chi non vuole «accogliere più migranti», chi contesta i tempi ristretti per richiedere l'adesione al Sai e chi chiede che cosa accadrà ai partecipanti una volta conclusi i progetti, i rappresentanti della maggioranza hanno espresso le proprie perplessità.

 

Il sindaco Claudio Corrarati dichiara: "Prendo atto della partecipazione attiva della cittadinanza, che è sempre un fatto positivo. Più partecipiamo meglio è per il Paese, per la nostra terra e per la nostra città. Non si può distinguere il tema sicurezza dall'immigrazione: sono collegati tra di loro e con il tema della progettualità, che in questa provincia è mancata nell'ambito dell'accoglienza. Si tratta di un tema a competenza provinciale e la progettualità non si fa in un mese rincorrendo i soldi, ma si fa rincorrendo i progetti per dare continuità, sempre in accordo con la Provincia".

 

Il consiglio comunale ha quindi respinto la proposta di Abitare Bozen. Il Comune, almeno per il momento, non avvierà il percorso richiesto dall'assemblea per entrare nella rete Sai. Il termine per candidare nuovi progetti al bando attualmente aperto è fissato al 10 novembre: senza un cambio di indirizzo e la presentazione di una domanda nei tempi previsti, Bolzano non potrà accedere a questa specifica opportunità di accoglienza.

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