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Trento
18 ottobre | 06:00

Università, una singola fino a 550 euro al mese. Affitti alle stelle e alloggi introvabili. “Mi hanno detto di adattarmi a case in cattive condizioni”, il dramma dei fuorisede

I 1400 posti messi a disposizione dall’Opera non bastano a soddisfare la domanda e il mercato privato offre affitti spesso inaccessibili, anche fuori dal centro. Intanto, sul fronte dalla residenzialità universitaria, sono attesi 703 nuovi posti letto tra le residenze di Piedicastello, San Bartolameo, ex Manifattura di Rovereto e gli interventi privati sostenuti con fondi pubblici

Università, una singola fino a 550 euro al mese
di Giuseppe Fin, Maria Vittoria Letrari

TRENTO. A Trento, trovare una stanza singola per uno studente universitario significa mettere in conto tra i 450 e i 550 euro al mese. Tantissime volte non sono incluse le utenze. Una spesa che, su base annua, può superare i 6 mila euro e che grava pesantemente sui bilanci delle famiglie, chiamate a sostenere anche le altre spese legate al percorso universitario, dal vitto ai trasporti, dai libri al materiale didattico. È la realtà che ancora oggi stanno vivendo molti studenti che si trovano a fare i conti con i rincari ma anche con appartamenti spesso proibitivi.

 

Basta girare per le università e le biblioteche e controllare gli annunci che stanno riempiendo le bacheche. Alle Albere una singola si può trovare a 380 euro mensili più le bollette, a Trento sud, però, può superare i 500 euro a cui si aggiungono, ovviamente le spese.

 

Le doppie arrivano a 290/300 euro (sempre escluse le spese). Gli annunci sono tanti e anche i tentativi di attirare l'attenzione elencando gli optional che vengono forniti dall'internet super veloce, all'aria condizionata, lavastoviglie fino ad arrivare ai locali protetti per le proprie bici. Trovare l'affare giusto è diventato sempre più difficile. Le stanze a prezzi ragionevoli sono ormai inesistenti e quelle che rimangono sono un salasso. Anche allontanarsi dal centro città non garantisce necessariamente una soluzione accessibile. 

 

“Trovare un appartamento all'inizio è stato davvero difficile, soprattutto perché la maggior parte degli annunci che trovavo proponeva prezzi per me del tutto inaccessibili” ci racconta una studentessa fuorisede. “Le mie esigenze erano chiare: cercavo una casa in buone condizioni, vicina alla stazione e ai supermercati, ma soprattutto a un prezzo sostenibile per le mie tasche. Ho provato diverse cose, mi sono iscritta a vari gruppi Facebook dedicati agli annunci per studenti, ma inizialmente c'erano poche offerte e quasi tutte con affitti troppo alti” ci racconta.

 

“Ho provato a rivolgermi alle agenzie immobiliari, ma anche lì i costi erano fuori dalla mia portata. Su suggerimento di un'amica – ccontinua - ho persino provato a girare per la città per controllare le bacheche fisiche, ma non ho trovato nulla. Durante la ricerca non sono mancati interlocutori poco disponibili, che di fronte alle mie difficoltà economiche hanno risposto con scarsa comprensione, sostenendo che a prezzi più bassi non avrei trovato nulla o che avrei dovuto accontentarmi di un alloggio in cattive condizioni”.

 

Di porta in porta, a visitare immobili vecchi o tenuti male presenti sul mercato. “Ho visto case – ci racconta ancora la studentessa - con un solo bagno per cinque persone proposte a prezzi altissimi, del tutto paragonabili a quelli di strutture di recente costruzione. Alla fine, grazie anche ai consigli di mia sorella, dopo circa 4 o 5 mesi sono riuscita a trovare una stanza ad un prezzo onesto”. Una testimonianza che racconta quanto può diventare lunga e complessa una ricerca.

 

“A Rovereto nel mercato privato troviamo posti letto a 400 euro. E' un esempio ma questa situazione è certamente pesante per moltissime famiglie” è il commento che arriva da Gianni Voltolini, direttore dell'Opera Universitaria di Trento. L'ente strumentale della Provincia Autonoma di Trento che si occupa del diritto allo studio sta lavorando da tempo per riuscire ad implementare i posti letto pubblici ma il lavoro da fare è ancora tanto.

 

Ad oggi l'Opera offre 1400 posti e non sono abbastanza. Basta pensare che sono oltre 11 mila gli studenti fuorisede, tanti sono pendolari ma sono molti anche quelli che hanno bisogno di un letto e di una casa. “Le richieste fatte da studenti meritevoli e in particolari situazioni sono state tutte soddisfatte” spiega il direttore dell'Opera Universitaria. “Siamo consapevoli che ci sono prezzi elevati sul mercato privato. Stanze singole a Trento  arrivano a 500 – 600 euro, l'impegno nostro è quello di continuare a fornire un maggior numero di posti”.

 

A confermare l'impegno in questo senso è stata pochi giorni fa anche la Provincia. “Investire nella residenzialità universitaria significa investire nella capacità del Trentino di attrarre e accogliere studentesse e studenti – ha spiegato nelle scorse settimane  l'assessore provinciale Achille Spinelli durante l'inaugurazione della nuova residenza Santa Margherita - che qui hanno la possibilità di costruire il proprio percorso di studio e di vita. Per questo stiamo lavorando per aumentare in modo significativo l’offerta di alloggi dedicati agli studenti, con quasi 38 milioni di euro di finanziamenti provinciali destinati agli interventi in corso e in programma, per un totale di 703 nuovi posti letto tra pubblico e privato”.

 

Nel medio periodo saranno disponibili 515 posti nelle nuove residenze di Piedicastello, San Bartolameo e nell’area ex Manifattura di Rovereto, mentre altri 188 posti arriveranno a breve grazie agli interventi promossi da soggetti privati con il sostegno della Provincia. L'obiettivo è uno solo: dare una risposta concreta alla questione dell’abitare sempre più sentita da studenti e famiglie ma, allo stesso tempo, anche alleggerire la pressione sul mercato. I nuovi posti letto annunciati sono certamente importanti ma la sfida sarà quelli di trasformarli in risposte concrete nel più breve tempo possibile.

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