“Case sempre più care in Trentino: nell'ultimo trimestre +14% e +10,5% per affitto e acquisto. Un'emergenza, servono misure urgenti”
L'appello arriva da Cgil, Cisl e Uil Trentino: “Bisogna mettere in campo interventi per disincentivare la speculazione immobiliare”

TRENTO. “Casa sempre più cara in Trentino. Servono misure urgenti per contrastare l'emergenza”. È questo l'appello che arriva dai sindacati – Cgil, Cisl e Uil del Trentino – mentre arrivano nuovi dati sugli aumenti legati al costo delle abitazioni in Provincia, sia che si tratti di affitto che del prezzo di acquisto di un immobile.
“L'ultima impietosa fotografia – scrivono infatti le sigle – la scatta l'osservatorio di Immobiliare.it Insights che parla di aumenti medi, nell'ultimo trimestre rispettivamente del 14% e del 10,5%, portando la nostra provincia ai vertici nazionali per l'incremento registrato nell'arco temporale di un anno. Una situazione che pesa sulle spalle delle famiglie più fragili, ma anche di molti lavoratori e lavoratrici che pur potendo contare su uno stipendio mensile non riescono a trovare un'abitazione”.
A intervenire per le tre sigle sono stati rispettivamente Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Largher, puntando il dito in primis contro tre aspetti: “Gli affitti brevi, che drogano il mercato, la lentezza delle ristrutturazioni Itea e l'esiguità delle abitazioni a canone sociale e moderato rispetto al reale fabbisogno abitativo”.
“Su un punto – dicono i tre – sembra siamo d'accordo in molti. Sul nostro territorio, ed in particolare su alcune aree a maggiore pressione abitativa, c'è una vera e propria emergenza. Il tema è affrontarla. Fino a questo momento abbiamo registrato poche azioni concrete”. In altre parole, per le tre sigle non servono misure tampone: “Ma un vero e proprio piano casa che aumenti il numero di alloggi pubblici disponibili sul territorio per ampliare l'offerta e agire anche da calmiere dei prezzi”.
Sul fronte affitto, per i sindacati è innanzitutto necessario “agire sulla leva fiscale e sul modello dei contributi per ristrutturazione di immobili destinati agli affitti agevolati, incentivando i proprietari di case sfitte a immetterle sul mercato e disincentivando con una tassazione equa le speculazioni legate agli affitti turistici; Cgil, Cisl e Uil ritengono inoltre che andrebbe rivisto anche il regime del canone concordato per renderlo più appetibile per proprietari ed affittuari”.
“La Giunta provinciale – dicono i tre sindacalisti – ha varato degli interventi per l'emergenza abitativa. E va dato atto all'assessore Marchiori di aver avviato un'operazione ascolto, seppur tardiva. Per quanto ci riguarda abbiamo sempre definito le misure introdotte comunque insufficienti a dare una risposta adeguata al problema. In ogni caso riteniamo che le valutazioni si facciano sui dati e, dunque, crediamo sia tempo che venga convocato il Tavolo provinciale sulla casa per discutere dell’impatto degli interventi e magari confrontarsi anche sulle politiche abitative da mettere in atto”.
Sullo sfondo, concludono, resta la preoccupazione per un altro problema che, se pur indirettamente legato al costo della casa, rischia di mettere in gravissima difficoltà le famiglie, cioè le spese condominiali e le spese legate alle utenze gas e luce: “Già in passato abbiamo assistito a rincari importanti che hanno portato, per gli inquilini Itea, anche a piani di rientro lunghi e onerosi. Siamo sicuramente alla vigilia di un altro inverno difficile e sarebbe opportuno che in vista della manovra finanziaria la Giunta studi misure specifiche a sostegno delle fasce più esposte”.













