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Trento
03 novembre | 18:52

Contributo prima casa, duri i sindacati: “Una lotteria. Di fronte a un'emergenza servono misure strutturali non click day”

Per Cgil, Cisl e Uil la Giunta ha ridotto le politiche per la casa “ad una lotteria”

Contributo prima casa, duri i sindacati: “Una lotteria
di Redazione

TRENTO. “Di fronte all'emergenza abitativa che pesa sul Trentino non si possono mettere in atto misure come quella dell'ultimo bando casa. Né più né meno di una lotteria dove l'unica discriminante, a parità di requisiti, è il fattore fortuna. È un esempio di pessima declinazione della nostra autonomia”. Sono queste le parole dei vertici di Cgil, Cisl e Uil sul contributo prima casa aperto la scorsa notte in Provincia di Trento. Ad essere criticate duramente sono state in particolare le modalità del bando, che nella notte tra l'1 e il 2 novembre, dicono le sigle: “Ha tenuto inchiodati davanti al Pc centinaia di giovani e famiglie speranzose di arrivare per prime per guadagnare il sostegno economico”.

 

Una sorta di “click day”, per usare le parole degli stessi sindacati, interessato tra l'altro anche da diverse problematiche di natura tecnica segnalate dagli utenti.

 

“Se prendiamo atto che esiste un problema casa importante sul nostro territorio – fanno notare Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Largher – come sembra aver consapevolezza anche l'assessore Marchiori, allora bisogna costruire politiche strutturali stabili e di lungo periodo per rispondere a questo bisogno, sulla base di criteri equi e stanziando le necessarie risorse. La casa è un bene importante e le spese relative ad acquisto e affitto incidono in modo pesante e crescente sui redditi delle famiglie. Avere politiche strutturali vuol dire mettere in atto anche misure che contrastino l'impoverimento di fasce sempre più ampie della nostra comunità e che ne rafforzino la tenuta sociale. Dall'Autonomia ci attendiamo maggiore capacità di programmazione e innovazione”.

 

Esiste poi, aggiungono i sindacati, un tema legato alla quantità delle risorse stanziate: “È evidente a questo punto, visto il numero delle domande che resteranno insoddisfatte, che le cifre messe a disposizione non sono sufficienti”.

 

C'è infine un altro aspetto che lascia le sigle perplesse: la retroattività del bando. “La possibilità di accedere al contributo anche per chi ha acquistato casa a partire dal 1 gennaio 2026 – dicono – introdotta attraverso un emendamento della maggioranza nell'ultima legge di assestamento, solleva una questione di fondo: quale funzione incentivante può avere un contributo riconosciuto a chi ha già effettuato l'acquisto? In questo modo lo strumento rischia di perdere la sua natura di sostegno a una scelta abitativa e di trasformarsi in un bonus riconosciuto a posteriori, senza incidere realmente sulle decisioni di acquisto delle famiglie”.

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