Orsi, il Trentino punta all'abbattimento di M38 e F89: "Siamo in netto dissenso sul parere contrario di Ispra". E si torna a invocare gli spray per chi frequenta i boschi
L'assessore Roberto Failoni: "Tra le richieste della Provincia a Roma figura anche l’estensione dell’utilizzo dello spray anti-orso a custodi forestali, allevatori, boscaioli e altre categorie che operano nei boschi". Posizione di "netto dissenso" sul parere negativo di Ispra rispetto alla rimozione di due esemplari: "La volontà è di proseguire nella richiesta"

TRENTO. C'è la volontà di estendere l'utilizzo dello spray anti-orso nei boschi e la Provincia è rimasta delusa dal parere negativo di Ispra ma l'intenzione è sempre quella di rimuovere M38 e F89, esemplari ritenuti "particolarmente dannosi", appena possibile. Questo emerge nella risposta dell'assessore Roberto Failoni a Roberto Stanchina (Campobase) in Aula.
Il consigliere provinciale di Campobase ha affrontato il tema della presenza degli orsi in prossimità delle abitazioni ma anche con riferimento alle predazioni registrate, in particolare, in val di Sole. E' stato soprattutto l'episodio di Vermiglio quello che ha portato gli amministratori locali a scrivere alla Provincia per chiedere "un cambio di passo nella gestione dei grandi carnivori" (Qui articolo).
Vertice che c'è stato e in quella sede è stato comunicato che due esemplari sono stati dotati di radiocollare.
L'assessore ha ribadito dell'attività svolta dal Corpo forestale, con il posizionamento di due trappole a tubo e la cattura, il 28 settembre, dell’orso M38, successivamente dotato di radiocollare, e di un secondo giovane maschio, M118, che potrebbe essere l’esemplare responsabile dei problemi segnalati nell’abitato di Ossana.
"La Provincia ha inoltre chiesto a Ispra il parere per procedere alla rimozione degli esemplari M38 e F89 - ribadisce Failoni in Aula - ma abbiamo ricevuto una prima valutazione negativa per l’assenza di elementi sufficienti a qualificarli come pericolosi".
Un "No" a fronte di dati e numeri ritenuti non sufficienti per avallare la decisione contenuta (Qui articolo).
"Innanzitutto non ci sono stati forniti i dati completi dei danni, compresi quelli di una media storica da poter confrontare per una valutazione complessiva", le parole a il Dolomiti di Piero Genovesi, responsabile fauna selvatica dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. "Nel trattare i lupi, per esempio, sono stati calcolati dei valori e dei massimali per definire il concetto di 'danno elevato' ma per questi orsi non ci sono metri di paragone. Inoltre non c'è chiarezza sulle responsabilità. Per M38 c'è qualche prova genetica in più mentre l'ascrizione delle responsabilità a questi individui, pur senza mettere in dubbio il fondamento, è ancora non sufficientemente supportata dai dati per procedere con un parere positivo" (Qui articolo). La raccolta di dati diventa pertanto fondamentale per una rivalutazione di Ispra. E per questo si punta sull'intensificazione del monitoraggio.
L'assessore ha espresso "il netto dissenso della Giunta rispetto a questa posizione" e ha ribadito la volontà di "proseguire nella richiesta di rimozione degli orsi ritenuti dannosi", Failoni ha quindi richiamato l’incontro del 28 ottobre del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza del presidente Fugatti, del prefetto e dei sindaci della Val di Sole, nel quale è stata riaffermata la priorità della sicurezza delle persone.
La questione, riferisce ancora Failoni, è stata inoltre sottoposta dal presidente Fugatti al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, mentre il prefetto si è impegnato a portare le preoccupazioni del territorio all’attenzione delle autorità competenti.
"Tra le richieste della Provincia figura anche l’estensione dell’utilizzo dello spray anti-orso a custodi forestali, allevatori, boscaioli e altre categorie che operano nei boschi", aggiunge Failoni. "L’intenzione di utilizzare tutti gli strumenti consentiti dalla normativa vigente e di continuare a sollecitare un aggiornamento delle regole sulla gestione dei grandi carnivori".
Nella replica Stanchina ha ringraziato l’assessore per la risposta esaustiva e per il lavoro svolto dal Corpo forestale, inoltre ha espresso apprezzamento per "l’impegno della Giunta a estendere l’utilizzo dello spray anti-orso alle categorie che operano nei boschi, tema sul quale aveva presentato un ordine del giorno a luglio e per il quale ha assicurato anche il sostegno delle minoranze. Ma non ci si può accontentare degli strumenti attuali: la riforma dello Statuto di autonomia avrebbe dovuto garantire alla Provincia maggiori margini di intervento nella gestione dei grandi carnivori. Il parere negativo di Ispra sulla rimozione degli esemplari M38 e F89 dimostra il permanere di vincoli che limitano l’autonomia decisionale del Trentino". L'auspicio dell'esponente di Campobase è di un intervento del governo per ampliare le competenze provinciali, alla luce della crescente presenza degli orsi in prossimità dei centri abitati e delle conseguenti preoccupazioni delle comunità locali.


















