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Trento
29 marzo | 06:00

Orsi, dopo un biennio nero e un 2025 di "tregua", il Trentino riparte da due esemplari radiocollarati e il tentativo di trasferire M49: "Obiettivo liberare il Casteller"

Dopo le prime segnalazioni a febbraio, l'innalzamento delle temperature e la primavera segnano l'intensificarsi dell'attività per l'orso. Stanziati i finanziamenti per installare altri bidoni e in arrivo il posizionamento di altri cartelli nei boschi. L'assessore Roberto Failoni: "Vogliamo liberare il Casteller e ci sono alcune interlocuzioni ma non c'è esattamente la fila per ospitare M49" 

TRENTO. Due plantigradi radiocollarati e M49 sempre ospitato al Casteller. L'anno scorso un contatto con un cane ferito e nessun abbattimento (nonostante la teorica possibilità di arrivare fino a 8 rimozioni) dopo un'estate trascorsa piuttosto tranquilla. La stima sul 2024 è un range - escluso i cuccioli - di circa 100 orsi mentre si attendono i risultati sul 2025. Intanto la Provincia ha stanziato altri 2,4 milioni per la messa in sicurezza del territorio, cioè il posizionamento di bidoni anti-orso. L'arrivo della primavera segna l'uscita della popolazione ursina dall'ibernazione e il Trentino riparte da qui.

 

Il mese scorso, si legge nel report Grandi carnivori della Provincia, non sono pervenute segnalazioni attendibili di attività ursina (avvistamenti, fototrappolaggi, piste su neve o altri indici di presenza recenti). Il primo dato certo di questo 2026 è stato quello del 13 febbraio (impronte su fango a Tenno). Poi alcune sporadiche segnalazioni, tra le quali spicca il primo danno da orso (le visite del 15 e 17 febbraio) a due pollai di Toss di Ton: oltre a cibarsi di alcune galline, l’orso ha ferito anche un cane presente in loco (Qui articolo).

 

Con l'aumento delle temperature cresce anche l'attività dell'orso e per questo piazza Dante è tornata a spingere per mettere a terra la terza fase del piano provinciale - avviato nel 2024 - per la messa in sicurezza dei sistemi di raccolta dei rifiuti: altri 2,4 milioni di euro dedicati ai territori. Al momento le richieste presentate dagli enti locali riguardano 18 isole ecologiche, per un totale di 97 contenitori, e 5 gusci anti-orso per il rifiuto organico e un valore complessivo che supera il milione di euro (Qui articolo).

 

Il 2023 è quello della morte di Andrea Papi, un anno nero. Un annus horribilis anche per gli orsi con una decina di esemplari morti. Pure il 2024 è stato abbastanza teso con 6 plantigradi rinvenuti senza vita, ai quali si devono aggiungere 3 plantigradi pericolosi rimossi: M90, KJ1 e M91. Proprio M91, responsabile di aver seguito un turista nella zona di Molveno è l'ultimo esemplare rimosso su disposizione della Provincia.

 

Certo, l'accettazione sociale non si è rialzata nel 2025 e ci sono stati degli episodi gravi, come l'orso ucciso e scuoiato abbandonato al parco giochi a Fondo in val di Non (Qui articolo) e il cane ferito in addestramento nell'area del parco naturale (Qui articolo), ma si può considerare un anno di "tregua" sul fronte delle rimozioni (Qui articolo).

 

Attualmente e ormai da un paio di anni ci sono due orsi muniti di radiocollare nell'ambito dei monitoraggi dei possibili esemplari considerati problematici: F89 con un'areale tra la val di Sole e la val di Non e F7 che si muove in particolare sull'Altopiano della Paganella e la valle dei Laghi.

 

Il 2025 è stato anche l'anno del trasferimento di Jj4, l'orsa responsabile nel 2023 della morte di Andrea Papi, che è stata prelevata dal Casteller e trasferita in Germania. L'adattamento non sembra semplice per Luna, così ora si chiama, ma l'impegno del personale del Parco alternativo del lupo e dell'orso nella Foresta Nera è massimo (Qui articolo).

 

L'unico orso che resta al Casteller è M49, alias Papillon. Si trova lì dal 2020 dopo le incredibili due fughe dall'area e le conseguenti catture.

 

Un esemplare che la Provincia non ha mai nascosto di voler trasferire all'estero, anche per svuotare il Casteller e riportare l'area alle funzioni iniziali: una struttura creata come ricovero temporaneo per ospitare momentaneamente orsi feriti o bisognosi di cure per poi essere rimessi in libertà e non per essere reclusi a vita.

 

A ogni modo le possibili soluzioni per M49 sono sempre un po' le stesse: Romania, Germania e Svizzera. Però la pratica fatica a sbloccarsi. "Ci sono alcune interlocuzioni in corso, anche attraverso il ministero, perché la volontà dichiarata è sempre quella di liberare il Casteller", conferma l'assessore Roberto Failoni. "Tuttavia non c'è esattamente la fila per accogliere l'orso".

 

Un "ridimensionamento" che andrebbe anche - e in parte - a rispondere a un'esigenza operativa, cioè togliere "un'alternativa" spesso evidenziata nelle pronunce dei giudici nell'accogliere le richieste di sospensione dei decreti di abbattimento della Provincia promosse dalle associazioni animaliste e ambientaliste: la morte non è reversibile e c'è il Casteller, che se è piccolo e poco adatto la colpa non è imputabile agli orsi.

 

Non solo bidoni anti-orso. Si punta sulla prevenzione e sull'attività informativa. E anche per quest'anno si prevede l'installazione dei cartelli e dei pannelli nelle aree di presenza dei plantigradi con le principali regole di comportamento. "L'attenzione resta sempre alta e la sicurezza delle persone viene prima di ogni altra valutazione. L'obiettivo è di rafforzare il messaggio e di invitare gli escursionisti a consultare le informazioni corrette per vivere i boschi sicuri", conclude Failoni. 

 

La Provincia ricorda alla cittadinanza la possibilità di richiedere materiali per la realizzazione di recinzioni elettrificate a protezione di pollai, apiari e animali da reddito ad alto rischio di predazione (ovicaprini, asini, camelidi, pony di piccola taglia, bovini giovani e puledri). Tramite il corpo forestale del Trentino, l’amministrazione fornisce gratuitamente tali materiali e per l’allestimento di recinzioni elettrificate particolarmente strutturate possono essere concessi contributi a finanziamento.

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