Orsetto scuoiato, interviene la Provincia. Failoni: "Il bracconaggio è illegale e non appartiene alla cultura delle nostre comunità"
"La Provincia Autonoma di Trento condanna fermamente, come già fatto in passato, ogni episodio di bracconaggio - dichiara l'assessore provinciale, tra le cui deleghe vi è anche quella alla gestione dei grandi carnivori - collaborando da sempre con le forze dell’ordine all'accertamento della verità, come nel caso del ritrovamento dei resti del giovane orso a Fondo. Il bracconaggio è illegale e non appartiene alla cultura delle nostre comunità"

TRENTO. Ormai si parla apertamente di "atto di bracconaggio" e la condanna è unanime, mentre sono in corso le indagini per risalire all'autore o agli autori dell'ignobile gesto.
La notizia del ritrovamento della pelle di un giovane esemplare di orso all'interno del parco giochi di Fondo - una frazione del comune di Borgo d'Anaunia -, ha varcato ormai i confini provinciali ed è diventata di "respiro" nazionale.
Si tratta di un atto gravissimo, d'inaudita violenza, che ha provocato enorme indignazione: l'orsetto è stato evidentemente ucciso e poi scuoiato e chi l'ha fatto, come ha commentato il sindaco di Borgo d'Anaunia Daniele Graziadei, raggiunto da Il Dolomiti (Qui articolo), "chi ha fatto ciò sapeva dove mettere le mani. Un atto di bracconaggio voluto e pensato: quella pelle d'orso è stata messa appositamente in quel punto. Non è arrivata lì trascinata da qualche selvatico".
L'episodio è stato condannato anche dall'assesso provinciale Roberto Failoni, tra le cui deleghe vi è anche quella alla gestione dei grandi carnivori
"La Provincia Autonoma di Trento condanna fermamente, come già fatto in passato, ogni episodio di bracconaggio - dichiara in una nota ufficiale Failoni -, collaborando da sempre con le forze dell’ordine all'accertamento della verità, come nel caso del ritrovamento dei resti del giovane orso a Fondo. Il bracconaggio è illegale e non appartiene alla cultura delle nostre comunità. Al primo posto per la Provincia, insieme alla tutela della biodiversità, c'è la sicurezza dei cittadini e dei turisti. Il nostro impegno in questo senso, sempre nel rispetto delle leggi, resta al massimo e mira a intervenire a tutti i livelli politici e istituzionali per poter migliorare le misure di prevenzione e consentirci di intervenire tempestivamente".
Il rinvenimento è avvenuto nella giornata di ieri - giovedì 25 settembre - da parte di alcuni operai del verde, che stavano lavorando all'interno del parco giochi di Fondo. Una macabra scoperta.
Sull'episodio stanno indagando le forze dell'ordine: i resti dell'animale, recuperati dal Corpo forestale del Trentino, che ha provveduto anche a prelevare i campioni biologici per l'analisi genetica, sono stati inviati all'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, che effettuerà tutti gli approfondimenti del caso.












