Alla Risiera di San Sabba un migliaio di persone alla cerimonia per il 25 aprile: presenti autorità civili, militari e religiose, poi il corteo e le contestazioni
A Trieste un migliaio di persone alle celebrazioni del 25 aprile alla Risiera di San Sabba e un centinaio scarso al successivo corteo, non sono mancate contestazioni all'interno e all'esterno

TRIESTE. Sono state poco più di un migliaio le persone che hanno presenziato alla cerimonia della festa della Liberazione alla Risiera di San Sabba di Trieste, assieme alle autorità civili, militari e religiose.
Erano presenti, tra gli altri, il prefetto Petronzi, il sindaco Dipiazza, il vescovo Trevisi e anche il rabbino Meloni, che nel proprio discorso ha rimarcato l'importanza della data del 25 aprile per tutti gli ebrei italiani, che in questo giorno di 81 anni fa “si riappropriarono della propria dignità”.
Eppure non sono mancate le contestazioni all'interno degli ambienti della Risiera, dove proprio durante il discorso del rabbino un gruppetto di giovani ha estratto delle bandiere della Palestina, in aperto contrasto con il divieto categorico di esibire bandiere e vessilli, salvo essere subito stati intimati a ripiegarle.
Ma la contestazione è avvenuta anche all'esterno della Risiera, dove andava organizzandosi il corteo che sarebbe partito qualche minuto dopo, alle 12. Lì una donna ha imbracciato il megafono e ha accusato le autorità di non averla fatta entrare in Risiera assieme a sua figlia di quattordici anni per assistere alla celebrazione, senza che alcuna spiegazione le venisse fornita.
Il corteo è così partito dal rione di Valmaura in direzione piazza Perugino, comunque non nel centro città, disposizione evidentemente valutata congrua nell'ottica di scongiurare eventuali problemi di ordine pubblico, e ha visto una partecipazione modesta, di neanche un centinaio di persone, che hanno sfilato sbandierando e urlando slogan principalmente rivolti a contestare i fatti di Gaza e Palestina nonché il governo.
Tra i cori di protesta come “mentre a Gaza ammazzano i bambini, in Italia finanziano gli assassini”, e altri, ad un certo punto c'è stato anche un attacco verbale rivolto ai giornalisti presenti, al grido ripetuto di “giornalista terrorista”.
Una giornata che nel complesso ha fatto registrare presenze e partecipazione incoraggianti se paragonati ad esempio a quelli davvero miseri della giornata della Memoria, lo scorso 27 gennaio sempre in Risiera, ma certo ben lontani dai numeri record dell'anno scorso, e dove tuttavia si è confermata ancora una volta modesta la presenza di ragazzi giovani di età scolare, anche nel corteo, dove l'età media superava approssimativamente i trent'anni.












