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Trento
25 aprile | 19:49

Blocco informatico dei pronto soccorso, la Cisl Fp: "Prendiamo atto delle scuse di Tonina ma quelle che contano davvero dovrebbero arrivare dai vertici di Asuit"

Nel 2022 i sindacati, ricorda la Funzione pubblica della Cisl, avevano sottoscritto con la Giunta provinciale un protocollo specifico sui processi di reinternalizzazione dei servizi. La Cisl Fp con Giuseppe Pallanch e Sandro Pilotti: "E' troppo facile dire che la colpa è della ditta. E' una risposta che scavalca le responsabilità di chi ha scelto di esternalizzare, di chi ha introdotto il sistema senza adeguate garanzie di sicurezza e di chi avrebbe dovuto presidiare i rischi fin dalla fase di rodaggio"

di Redazione

TRENTO. "Il blackout informatico che ha paralizzato tutti e sette i pronto soccorso della provincia ha messo in ginocchio operatrici e operatori già sotto pressione". A intervenire Giuseppe Pallanch, segretario generale Cisl Fp, e Sandro Pilotti, segretario sanità Cisl Fp. "Una situazione che non può essere liquidata con le scuse all'utenza oppure con il dito puntato verso il fornitore del software".

 

Il blocco è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì, durante il fermo sono state attivate le procedure sostitutive per la gestione dei pazienti. L'operatività è stata ripristinata dal fornitore mentre l'Asuit si è scusata per i disagi e ha comunicato di aver avvisato i pazienti dell’allungamento dei tempi di attesa soprattutto dei codici non urgenti a cui è stato suggerito di tornare in un secondo momento in pronto soccorso (Qui articolo).

 

"Apprezziamo che l'assessore Mario Tonina abbia sentito il bisogno di scusarsi pubblicamente. Prendiamo atto del gesto di responsabilità politica", aggiungono Pallanch e Pilotti. "Ma le scuse che contano davvero devono venire dai vertici aziendali di Asuit, che hanno la responsabilità primaria di quanto accaduto".

 

Nel 2022 i sindacati, ricorda la Funzione pubblica della Cisl, avevano sottoscritto con la Giunta provinciale un protocollo specifico sui processi di reinternalizzazione dei servizi, "proprio per evitare che l'esternalizzazione accentuasse i rischi operativi e il carico sul personale di prima linea", evidenziano Pallanch e Pilotti. "La reinternalizzazione non è un semplice slogan: Asuit dispone di personale interno competente e motivato, che va valorizzato e sul quale occorre puntare con convinzione, investendo in formazione e in riconoscimento professionale invece di continuare a voler affidare all'esterno funzioni che potrebbero essere gestite con maggiore efficacia e continuità dall'interno".

 

Il protocollo prevedeva garanzie e presidi precisi. "Oggi vediamo le conseguenze di una scelta che ha invece proseguito nella direzione opposta, affidandosi ai Servizi informatici Asuit gestiti da società esterne senza le necessarie tutele per la continuità operativa e per chi lavora sul campo. E' troppo facile dire che la colpa è della ditta. E' una risposta che scavalca le responsabilità di chi ha scelto di esternalizzare, di chi ha introdotto il sistema senza adeguate garanzie di sicurezza e di chi avrebbe dovuto presidiare i rischi fin dalla fase di rodaggio".

 

Un allarme già evidenziato l'estate scorsa a fronte dei primi malfunzionamenti dei Servizi informatici nei pronto soccorso provinciali. "Quegli avvertimenti non furono ascoltati e il risultato è il caos di questa volta. I vertici di Asuit devono assumersi pubblicamente le responsabilità gestionali senza demandare agli altri le giustificazioni. La Provincia e Asuit aprano un tavolo di verifica serio su tutti i processi di esternalizzazione in sanità, a partire dal rispetto del protocollo del 2022, e vengano adottate misure strutturali per tutelare il personale sanitario dai contraccolpi di scelte tecnologiche e organizzative calate dall'alto".

 

Va aperta inoltre, per la Cisl, un'analisi puntuale sull'effettiva convenienza economica di queste esternalizzazioni: "La loro economicità è tutta da verificare e non può essere data per scontata, soprattutto quando i costi nascosti in termini di disservizi, aggravio sul personale e disagi per i pazienti, non vengono mai messi in conto. Parliamo di attività non core, che tuttavia operano a diretto supporto di servizi fondamentali per la salute dei cittadini: una distinzione che non attenua le responsabilità, ma le aggrava, perché chi affida funzioni così strategiche a soggetti esterni ha il dovere di garantirne la piena affidabilità. In questa analisi dovrà trovare spazio anche una verifica puntuale sul rispetto dei contratti di lavoro del personale impiegato nelle strutture esternalizzate: chi lavora per queste ditte non può essere lasciato in una zona grigia di tutele inferiori, e la committenza pubblica ha il dovere di vigilare".

 

La sicurezza informatica in sanità "non è una questione tecnica di secondo piano, riguarda la dignità del lavoro di chi opera in prima linea e la tutela concreta dei pazienti. Non è tollerabile che ogni nuovo stop dei Servizi Informatici Asuit si trasformi in un ulteriore aggravio per infermieri, medici e operatori che già reggono un sistema sotto pressione e che quella pressione l'hanno assorbita anche questa notte, carta e penna alla mano, senza mai smettere di fare il loro lavoro", concludono Pallanch e Pilotti.

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