Il Trentino poteva abbatterne 8 ma nel 2025 nessun orso pericoloso ,"ma attenzione sempre alta". Failoni: "Avanti con la rimozione del lupo della Lessinia"
A differenza della rimozione del lupo sulla Lessinia (e con ancora un esemplare nel mirino, nonostante la presenza dei 4 cuccioli nel branco), nessun decreto è stato a oggi emesso sul fronte orsi: non ci sono plantigradi considerati troppo confidenti o pericolosi. L'intervista all'assessore Roberto Failoni sui grandi carnivori

TRENTO. Nessun plantigrado attualmente viene considerato pericoloso, mentre la Provincia - con i Comuni e le Comunità di valle - prosegue nell'installazione dei bidoni anti-orso e nel posizionamento dei cartelli. Nulla cambia per quanto riguarda i lupi, si cerca ancora un animale sulla Lessinia ma la "scoperta" dei cuccioli probabilmente appartenenti al branco dell'esemplare abbattuto, tuttavia questo non comporta modifiche operative.
"E' stata quasi completata l'installazione di 700 bidoni per un finanziamento complessivo di 4,3 milioni. Un impegno previsto per il 2025 con l'impegno di Provincia, Comuni e Comunità di valle", commenta l'assessore Roberto Failoni. "A oggi sono state realizzate 18 isole ecologiche semi-interrate e 42 gusci anti-orso per l’organico, che diventeranno 184 entro fine anno. Sempre quest’anno abbiamo finanziato l’installazione di ulteriori 22 isole e 120 gusci per un totale di 2,54 milioni di euro, con completamento entro giugno del prossimo anno".
In previsione ci sono poi altri investimenti. "Abbiamo poi in programma altri interventi fino al 2028 sempre con l’obiettivo di rendere le aree meno vulnerabili", dice Failoni. "Ringrazio gli enti che, con responsabilità e prontezza, hanno aderito ai finanziamenti provinciali: il loro contributo è la chiave per tutelare il futuro dei nostri territori di montagna".
Il Trentino pensa di modificare il piano Pacebace, un aggiornamento delle regole di ingaggio e delle procedure nella gestione della specie orso. Non è un processo immediato ma c'è stata un'apertura di Ispra. "Si possono considerare alcune modifiche", le parole a il Dolomiti di Piero Genovesi, responsabile fauna selvatica dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. "E' una proposta accettabile perché oggi abbiamo più esperienza e più conoscenze nella gestione dei grandi carnivori. Alcune procedure possono essere sicuramente riconsiderate in modo più snello e con iter più veloci" (Qui articolo).
Una base di partenza dell'eventuale revisione è lo studio - sempre dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - con il Muse, redatto dopo la tragedia di Caldes e la morte di Andrea Papi.
E' il rapporto "La popolazione di orsi del Trentino: analisi demografica a supporto della valutazione delle possibili opzioni gestionali" che ipotizza in linea teorica la rimozione di un massimo di 8 orsi all'anno, di cui massimo 2 o 3 femmine riproduttive (ma nel caso si proceda su un terzo esemplare il rischio estinzione diventa alto). Un intervento che dovrebbe potare a una stabilizzazione, sul lungo periodo, sul fronte della pressione dei grandi carnivori e dare risposte anche in termini di sicurezza pubblica (Qui articolo).
"La rimozione degli orsi deve avvenire sempre nel rispetto del Pacobace, anche a fronte dello studio di Ispra, tenendo conto dei criteri di pericolosità stabiliti dal piano", evidenzia Failoni. "Con le azioni messe in campo dalla Provincia, nel corso del 2024, è stato possibile procedere alla rimozione degli esemplari che avevano evidenziato atteggiamenti pericolosi o eccessivamente confidenti. Questo dimostra come le politiche di gestione contribuiscano a garantire la sicurezza dei nostri cittadini e dei nostri ospiti".
Quest'anno - fino a oggi - è trascorso in modo piuttosto tranquillo sul fronte orsi e rispetto al recente passato sembra esserci stato un cambio di passo, anche in termini di informazione e comunicazione, un salto di qualità evidenziato anche da Ispra. Attualmente ci sono due orsi radiocollarati ma non ci sarebbe qualche plantigrado nel mirino perché ritenuto eccessivamente confidente o considerato pericoloso. Non sono state firmate delibere di rimozione.
"L’attenzione da parte della Provincia resta massima, sebbene non si siano rilevati finora episodi di orsi pericolosi o particolarmente confidenti", continua Failoni. "Fin dall’inizio del mio mandato ho considerato centrali gli investimenti in informazione e comunicazione perché la prevenzione passa dalla consapevolezza. Negli ultimi mesi abbiamo continuato l’installazione della cartellonistica dedicata, implementandola nei parcheggi principali. Prosegue inoltre la campagna informativa sui comportamenti da adottare nel caso di incontro con l’orso nei confronti della popolazione residente e dei turisti".
I risultati di un recente sondaggio di Doxa, commissionato da Trentino Marketing, evidenzia che la presenza degli orsi non incide sulle scelte della vacanza e che sono di più le persone incuriosite che spaventate (Qui articolo). La tensione c'è in alcuni casi sul territorio, anche se i "referendum" si sono poi rivelati un flop in termini di affluenza. Preoccupazioni che talvolta sfociano in reati, come il cucciolo di orso ucciso, scuoiato e lasciato al parco giochi in val di Non.
La Provincia ha subito e fermamente condannato l'episodio: "Il bracconaggio è illegale e non appartiene alla cultura delle nostre comunità" (Qui articolo). Un concetto che viene rafforzato.
"Ribadisco che il bracconaggio non fa parte della cultura delle nostre comunità e che va fermamente condannato perché è una pratica illegale", ribadisce l'assessore provinciale con delega ai grandi carnivori. "Come Provincia crediamo da sempre nel valore della prevenzione e del monitoraggio costante del territorio, solo così potremmo garantire la sicurezza dei cittadini e salvaguardare la biodiversità".
Se sul fronte orsi non ci sono criticità per il momento, diversa la situazione in materia lupi. In Lessinia è stato rimosso un esemplare nelle scorse settimane. L'associazione "Io non ho paura del lupo" ha successivamente riferito della presenza dei quattro cuccioli probabilmente appartenenti al branco del lupo abbattuto. Nel mirino c'è ancora un animale. Questa novità cambia qualcosa?
"Il decreto di abbattimento riguarda fino a due lupi del branco della Lessinia trentina, senza distinzione di sesso o di età degli esemplari target. Si tratta di un’azione analoga a quanto avviene in Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Alto Adige", prosegue Failoni. "Questo è stato possibile dal recepimento della direttiva europea relativa alla modifica dello status di protezione del lupo che abbiamo approvato in Consiglio provinciale nel luglio scorso. Un passo in avanti concreto in questa problematica di non semplice risoluzione".
Prima ancora di ottenere l'autorizzazione sulla Lessinia - provvedimento che ha resistito ai ricorsi delle associazioni avanti a Tar e Consiglio di Stato (Qui articolo), ci si era mossi in piazza Dante per la Valsugana. Il parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale è stato negativo per quanto riguarda la rimozione degli esemplari del branco "Campelle-Calamento". In sostanza non sono state rispettate le tre condizioni previste dalla legge provinciale e dalla direttiva Habitat (Qui articolo): nel 70% dei casi non c'erano misure di protezione, tanto che la Provincia ha invitato i sindaci a fare di più sulla prevenzione (Qui articolo).
"La prevenzione rimane e rimarrà prioritaria, a prescindere dagli interventi di abbattimento/ e controllo, come quello recente della Lessinia, che sono solo un ulteriore strumento. Come fatto per gli orsi, investiremo in informazione e comunicazione, anche attraverso l’organizzazione di serate informative con le comunità interessate dalla presenza dei lupi per fare in modo che allevatori e 'hobbisti' conoscano tutti le misure di prevenzione e di risarcimento dei danni garantite dalla Provincia", conclude Failoni.












