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Trento
22 aprile | 11:20

Clara Marchetto, 54 sì all'intitolazione della sala di rappresentanza della Regione. Gli unici a votare contro i quattro esponenti di Fratelli d'Italia

La vicenda legata all'intitolazione della sala di rappresentanza a Clara Marchetto, una vera e propria icona per gli autonomisti trentini, è stata oggetto di un durissimo dibattito politico lungo due mesi, con la vicenda che - nei mesi scorsi - è approdata anche in Parlamento (ovviamente su "richiesta" trentina) con il ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida che la definì "una spia criminale"

Clara Marchetto, 54 sì all'intitolazione della sala di rappresentanza della Regione

TRENTO. La sala di rappresentanza del Palazzo della Regione sarà intitolata a Clara Marchetto.

 

Il principale spazio, situato a piano terra del Palazzo di piazza Dante a Trento, dove si svolgono convegni, assemblee e incontri pubblici, porterà dunque il nome dell'autonomista e antifascista trentina, che nel 1948 venne eletta in consiglio regionale, ma non poté mai sedere in aula perché gravata da una condanna maturata durante il Ventennio, con successiva incarcerazione a Perugia, prima di essere liberata dagli alleati.

 

Cinquantaquattro i voti a favore, quelli di (quasi) tutte le forze politiche presenti nell'aula e solamente quattro contrari. A dire "no" - come del resto ampiamente annunciato e comunicato - sono stati i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia, i trentini Francesca Gerosa e Daniele Biada e gli altoatesini Anna Scarafoni e Marco Galateo.

 

La vicenda legata all'intitolazione della sala di rappresentanza a Clara Marchetto, una vera e propria icona per gli autonomisti trentini, è stata oggetto di un durissimo dibattito politico durato due mesi, con la vicenda che è approdata addirittura in Parlamento (ovviamente su "richiesta" e spinta trentina) con il ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida che la definì "una spia criminale" (Qui articolo).

 

L'assessora provinciale e presidente trentina di Fratelli d'Italia Francesca Gerosa, invece, aveva parlato di "figura complessa e controversa" e di "necessità di prudenza", scatenando le indignate reazioni da parte del Patt e creando più di un dissapore (l'ennesimo) all'interno della maggioranza provinciale.

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