Addio alle gare automobilistiche e alle manifestazioni motoristiche sulle strade altoatesine: arriva il divieto. E' scontro: "Così si cancellano tradizioni storiche"
La provincia imbocca la via del divieto totale per le gare con motori a combustione interna, una scelta che ha innescato un acceso botta e risposta tra il consigliere provinciale Jürgen Wirth Anderlan e il governatore Arno Kompatscher

BOLZANO. Sulle strade dell'Alto Adige sta per calare un silenzio definitivo, almeno per gli amanti del motorsport, ed è un silenzio che fa rumore nelle stanze della politica bolzanina. La Giunta provinciale ha infatti deciso di imboccare la via del divieto totale per le gare automobilistiche con motori a combustione interna, una scelta che ha innescato un acceso botta e risposta tra il consigliere provinciale Jürgen Wirth Anderlan e il governatore Arno Kompatscher.
A far saltare la mosca al naso all'ex comandante degli Schützen è stata la prospettiva di vedere cancellata per sempre la storica corsa della Mendola (Mendelrennen), una competizione che per decenni ha richiamato piloti e spettatori sulle storiche curve della val di Non. Attraverso un'interrogazione dai toni decisamente polemici, Anderlan ha preso le difese degli appassionati di motori, definendo lo stop un taglio pesante e ingiustificato a una tradizione che nei paesi della zona ha sempre avuto il sapore autentico di una grande festa popolare.
La replica arrivata dal palazzo di piazza Silvius Magnago, a firma dello stesso Kompatscher, non lascia però spazio a marce indietro o sfumature. Il Presidente della Provincia ha confermato che la decisione di principio è stata presa dalla Giunta già il 14 novembre dello scorso anno e che i tecnici degli uffici competenti sono attualmente al lavoro per redigere il decreto ufficiale. Un provvedimento che, numeri alla mano, vieterà le corse automobilistiche e le manifestazioni motoristiche sulla stragrande maggioranza delle strade e nelle zone di maggior pregio del territorio altoatesino. Una scelta radicale che il governatore difende richiamando gli impegni presi con i documenti strategici della Provincia, come "Everyday for future" e il "Piano Clima Alto Adige 2040", nati proprio con l'obiettivo di ridurre drasticamente il volume del traffico a motore sulle strade di casa, senza dimenticare la tutela paesaggistica dovuta a gran parte delle Dolomiti in quanto patrimonio mondiale dell'Unesco.
Anderlan, nella sua offensiva, aveva punzecchiato la Giunta chiedendo se esistessero statistiche reali capaci di dimostrare che una gara di qualche giorno potesse inquinare più delle migliaia di auto che ogni santo giorno scalano il passo della Mendola, domandando polemicamente se simili studi fossero stati fatti anche per muovere i flussi turistici di colossi intoccabili come il Giro d'Italia, la Coppa del Mondo di sci o le imminenti Olimpiadi. Su questo punto Kompatscher ha dovuto ammettere che non ci sono dossier specifici sui gas di scarico della corsa della Mendola, anche perché l'ultima vera edizione si è disputata nell'ormai lontano 1988.
Il governatore ha però scovato un altro argomento per blindare il no, spostando il mirino sull'inquinamento acustico. I dati raccolti dicono infatti che, nonostante la presenza dei silenziatori, i bolidi da corsa toccano una punta di 98 decibel: una quota che supera di venti punti il normale rumore del traffico quotidiano e che sbatte violentemente contro il muro degli 85 decibel, considerati la soglia massima di tollerabilità per l'organismo umano. Quanto ai grandi eventi sportivi invernali e ciclistici, la Provincia liquida la polemica spiegando che per appuntamenti di portata nazionale vengono elaborati piani di mobilità specifici, escludendo così qualsiasi paragone.












