"Non sono italiano. L'Italia non è il mio Paese. L'Alto Adige non ha nulla a che fare con questo", il consigliere provinciale Knoll contro la Festa della Repubblica
L'esponente della Süd-Tiroler Freiheit, Sven Knoll: "L'Alto Adige non ha nulla a che fare con la festa nazionale italiana di oggi". Stesso tenore per Jürgen Wirth Anderlan, consigliere provinciale della lista Jwa

BOLZANO. "Non sono italiano. L'Italia non è il mio Paese". Questo il messaggio di Sven Knoll, consigliere provinciale in quota Süd-Tiroler Freiheit. "L'Alto Adige non ha nulla a che fare con la festa nazionale italiana di oggi". Simili le parole di Jürgen Wirth Anderlan (Lista Jwa): "A giugno l'Italia celebra il referendum del 1946. Noi dell'Alto Adige stiamo ancora aspettando il referendum sull'appartenenza a questo paese straniero".
E' polemica sui post pubblicati sui social network dall'esponente della Süd-Tiroler Freiheit e da Jwa. Un doppio attacco nel giorno dell'80esimo anniversario della Festa della Repubblica.

"Il 2 giugno non è un festivo", scrive Knoll. "Ecco perché anche oggi lavoriamo per il popolo e per la patria".
Componente degli Schützen e dello Heimatpflegeverband, co-fondatore della Süd-Tiroler Freiheit, dal 2005 al 2008 consigliere comunale a Scena, e ininterrottamente dal 2008 in Consiglio provinciale e in Consiglio Regionale, Knoll è capogruppo del movimento altoatesino.
Nulla di nuovo nei concetti della Süd-Tiroler Freiheit, movimento secessionista che ha eletto nell'ultimo consiglio provinciale 4 rappresentanti.
Nelle polemiche che hanno investito Katharina Zeller per aver sfilato la fascia tricolore nel giorno dell'insediamento come sindaca di Merano, Knoll aveva ribadito che gli altoatesini non sono mai stati italiani, non sono italiani e mai saranno italiani. L'unica bandiera per la Freiheit è quella bianco e rossa dell'Alto Adige.












