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Trento
07 giugno | 19:14

Fine Vita, Fratelli d'Italia contro una legge provinciale: "Non sono necessarie accelerazioni, serve cornice normativa nazionale: il rischio è il turismo del fine vita"

A prendere posizione sul tema del fine vita è Fratelli d'Italia del Trentino attraverso le parole della presidente Francesca Gerosa e del capogruppo Daniele Biada: "L’eventuale presenza di discipline differenti tra territori, nei nostri addirittura all’interno della stessa regione, rischierebbe di generare disparità, incertezze interpretative e situazioni che potrebbero finanche legittimare un “turismo del fine vita”, con cittadini che transiterebbero da una regione o provincia all’altra per beneficiare delle differenze normative"

di Redazione

TRENTO. "Una materia così delicata come il fine vita deve essere disciplinata attraverso una cornice normativa che abbia efficacia sull'intero territorio nazionale". È questa la posizione espressa da Fratelli d'Italia del Trentino, attraverso le parole della presidente Francesca Gerosa e del capogruppo Daniele Biada, che entrano nel dibattito sull'eventualità di una norma provinciale sul tema.

 

Secondo il partito, infatti, l’eventuale presenza di discipline differenti tra territori, "nei nostri addirittura all’interno della stessa regione", rischierebbe di generare disparità, incertezze interpretative e situazioni che potrebbero finanche legittimare un turismo del fine vita”.

 

Gerosa e Biada specificano, sottolineando come la posizione sia stata condivisa anche nel recente coordinamento regionale del partito, come "quando si affrontano questioni che coinvolgono i valori fondamentali della persona, la vita, la dignità umana, la salute e gli spazi di esercizio di tali diritti", il ruolo di chi rappresenta una forza politica imponga "una responsabilità che va oltre le convinzioni individuali", nella convinzione poi che sarebbe irresponsabile innescare una “tifoseria” nel merito, affrontando il tema sul piano strettamente della sensibilità personale.

 

Al contrario, prosegue Fratelli d'Italia, "pur nel rispetto delle sensibilità individuali, riteniamo di circoscriverne la trattazione esclusivamente nell’ambito del ruolo istituzionale e politico che siamo chiamati a svolgere".

 

E poi i dettagli della considerazione di partito sul tema del fine vita.

 

"Una materia così delicata deve essere disciplinata attraverso una cornice normativa che abbia efficacia sull’intero territorio nazionale. Riteniamo infatti – prosegue la nota – che questioni di questa portata, che incidono su diritti, doveri e principi fondamentali, richiedano uniformità di trattamento e certezza del diritto per tutti i cittadini italiani, indipendentemente dal territorio in cui risiedono".

 

Poi lo sguardo sull'eventuale presenza di discipline differenti tra i territori.

 

"Questa rischierebbe di generare disparità, incertezze interpretative e situazioni che potrebbero finanche legittimare un turismo del fine vita, con cittadini che transiterebbero da una regione o provincia all’altra per beneficiare delle differenze normative: una prospettiva che riteniamo non auspicabile oltre che inopportuna su un tema che necessita, invece, di equilibrio, chiarezza e omogeneità".

 

Il confronto politico e istituzionale su queste questioni, specificano i due esponenti FdI, merita rispetto, serietà e senso di responsabilità. E poi l'auspicio "che il dibattito possa svilupparsi senza strumentalizzazioni e con la consapevolezza che temi di tale rilevanza richiedano un approccio condiviso e una riflessione che coinvolga l’intero Paese".

 

Poi l'analisi si allarga su scala nazionale. "Deve essere inoltre considerato – scrivono Gerosa e Biada – che l’ordinamento italiano già consente, in presenza di determinati presupposti previsti dalla legge, il rifiuto o l’interruzione dei trattamenti sanitari, con conseguenze che possono incidere sull’evoluzione della malattia e sull’esito finale del percorso clinico".

 

Per questo motivo viene rimarcato che Fratelli D'Italia ritiene che ogni ulteriore intervento in materia "debba essere affrontato all’interno di una disciplina nazionale organica e uniforme, capace di garantire uguaglianza di trattamento e certezza del diritto per tutti i cittadini".

 

"Proprio perché siamo di fronte a una materia estremamente complessa e delicata – prosegue la nota – riteniamo che il confronto debba svilupparsi con un approccio rigoroso e di un ascolto il più possibile ampio e qualificato. In questa direzione va il lavoro avviato anche da parte di Fratelli d’Italia in seno alla competente Commissione consiliare, dove sono state individuate e proposte specifiche audizioni finalizzate ad acquisire contributi, valutazioni e competenze da parte di soggetti qualificati sotto il profilo medico, giuridico, etico e sociale. Con la convinzione che non siano necessarie accelerazioni di alcun tipo".

 

Viene poi sottolineato che "su questioni che investono la dignità della persona, i diritti individuali e le responsabilità delle istituzioni sia necessario sottrarsi a semplificazioni e contrapposizioni ideologiche" e che ad essere privilegiato debba essere invece "un percorso di approfondimento serio e responsabile, per tutto il tempo necessario".

 

"Anche alla luce di questi elementi – conclude la nota – la nostra posizione secondo la quale l’eventuale definizione di una disciplina in materia debba trovare una cornice normativa nazionale che parta dal Parlamento, capace di garantire uniformità, certezza del diritto e parità di trattamento per tutti i cittadini. Fratelli d’Italia continuerà a contribuire al confronto con spirito costruttivo, nel rispetto delle istituzioni e della sensibilità che una materia così complessa e delicata richiede, e che tocca il vissuto più intimo delle persone e delle famiglie".

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