“Sanità trentina nel caos, la salute dei cittadini non può andare in blocco”. L'appello di Ora!: “Subito chiarezza sui disservizi”
La sezione trentina del movimento politico fondato da Michele Boldrin e Alberto Forchielli dice la sua sulla sanità trentina dopo le problematiche registrate la scorsa notte dai sistemi informatici di Asuit: “La sanità è un patrimonio pubblico costruito in decenni e non può essere messa a rischio dall'improvvisazione”

TRENTO. Blocco del sistema informatico dei pronto soccorso di Asuit, dopo le recenti problematiche registrate in Provincia la sezione trentina di Ora! lancia un appello: “Servono una verifica indipendente e un piano di emergenza per garantire le cure”. Per i rappresentanti del movimento politico fondato da Michele Boldrin e Alberto Forchielli, infatti, la sanità trentina “è nel caos” e “non è più un 'problema tecnico'”.
“Quando i sistemi informatici si bloccano – scrive il coordinamento di Ora! Trentino Alto Adige – si fermano visite, diagnosi, cure. Si ferma la salute delle persone. E questo non è accettabile. La salute dei cittadini non può subire continue interruzioni”. Per Ora!, in altre parole: “Non possiamo più assistere allo stesso copione: promesse, rinvii e poi di nuovo tutto fermo. E ogni volta la colpa è 'di qualcun altro'. Basta! La politica ha un compito chiaro: assumersi la responsabilità di ciò che non funziona e risolverlo, non scaricarla su aspetti tecnici o su altri livelli decisionali”.
“Da luglio 2025 – si legge nella nota dei responsabili del partito in Trentino – quando il pronto soccorso del Santa Chiara ha subito interruzioni con attese fino a dieci ore, passando per i disservizi del centro di prenotazione e dei laboratori a gennaio 2026, fino al recente ritorno alle cartelle scritte a mano in aprile, si assiste a una dinamica ripetuta e allarmante. L'azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, guidata dal direttore generale Antonio Ferro, sotto la responsabilità dell'assessore Mario Tonina e del presidente Maurizio Fugatti, mostra una fragilità strutturale profonda. Lo scorso 19 gennaio l'assessore aveva rassicurato che entro un mese le criticità sarebbero state risolte, ma a distanza di oltre tre mesi la situazione è invariata: il personale medico è sottoposto a uno stress cronico, le liste d'attesa aumentano e i cittadini sono esposti a ritardi”.
“Per Ora! Trentino Alto Adige – continuano – si tratta di un evidente fallimento di gestione. Il nodo centrale non riguarda i programmi software, ma l'introduzione di strumenti senza adeguate prove sul campo, la dipendenza da fornitori esterni priva di un controllo reale, l'incapacità di prevedere piani di continuità e i palesi conflitti tra livello politico e tecnico. Il partito chiede quindi un'assunzione chiara di responsabilità politica e trasparenza totale su cause e costi. Tre le richieste immediate: una verifica indipendente sui sistemi informativi, un programma di interventi pubblico e misurabile, un piano di emergenza per garantire l'operatività e il reale coinvolgimento degli operatori sanitari nelle scelte tecnologiche. La sanità è un patrimonio pubblico costruito in decenni e non può essere messa a rischio dall'improvvisazione”.












