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Trento
03 luglio | 15:47

Pronto soccorso nel caos: sistema informatico in tilt all'ospedale di Trento. Dagli esami oscurati al triage rallentato: “Aumenta per i medici il rischio di errori”

Il sistema informatico si è bloccato più volte e ha oscurato lo storico dei pazienti che consente ai medici di formulare o escludere diagnosi con maggiore precisione; gli esami non erano visibili né potevano essere stampati ma dovevano essere cercati manualmente per ogni singolo paziente; a causa del malfunzionamento del sistema i tempi necessari al triage sono passati da tre minuti ad almeno otto minuti a paziente

TRENTO. Dati degli esami non più visibili, tempi per il triage raddoppiati se non triplicati e lo storico sulla situazione sanitaria dei pazienti oscurato. Caos al Pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara di Trento nelle scorse ore. Il nuovo sistema informatico definito un “progetto strategico, finanziato con le risorse del Pnrr, volto a migliorare la qualità dell'assistenza e a ottimizzare i processi” sembrerebbe essere andato in tilt creando non pochi problemi.

La denuncia arriva dai segretari delle associazioni di categoria, Sonia Brugnara (Cimo-Fesmed Trentino), Miriam Sanó (Anaao Assomed Trentino), Luca Filetici (Aaroi Emac Trentino) e Fulvio Campolongo (Anpo Trentino). 

 

I problemi registrati oggi hanno creato una situazione a dir poco allarmante, causando disagi notevoli ai pazienti, costretti a lunghe attese, e al personale sanitario, esposto ad un elevato rischio di commettere errori. 

 

Il sistema, viene spiegato,  si è infatti bloccato più volte e ha oscurato lo storico dei pazienti che consente ai medici di formulare o escludere diagnosi con maggiore precisione; gli esami non erano visibili né potevano essere stampati ma dovevano essere cercati manualmente per ogni singolo paziente; a causa del malfunzionamento del sistema i tempi necessari al triage sono passati da tre minuti ad almeno otto minuti a paziente; alcuni pazienti ritrasferiti dalla gestione fast track sparivano dalla lista dei pazienti da valutare. Insomma, un vero e proprio caos, tra l’altro in un momento in cui gli accessi in Pronto soccorso registrano in tutta Italia un aumento di circa il 10%. 

 

“È come se a un pilota di aereo non funzionasse il radar – spiegano Sonia Brugnara, Miriam Sanó , Luca Filetici  e Fulvio Campolongo – e in assenza di un radar funzionante si vola a vista, con tutte le possibili conseguenze sulla sicurezza del volo. Nonostante tutto, il personale medico ed infermieristico è riuscito a garantire ai pazienti le cure necessarie. I tecnici sono al lavoro, ma il problema, causato esclusivamente dal sistema informativo, al momento ricade unicamente sul personale e sui pazienti: sui primi pende la spada di Damocle del burnout, sui secondi quella del rischio clinico”.

 

Se essere al secondo posto della sanità nazionale significa questo, concludono Cimo-Fesmed Trentino,  Anaao Assomed Trentino, Aaroi Emac Trentino e Anpo Trentino, “vogliamo tornare ad essere meno eccellenti. Ne va della salute dei pazienti e della salute mentale degli operatori sanitari”.

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