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FVG
24 aprile | 16:57

Adunata degli Alpini lo stesso giorno del Pride? Le penne nere dicono ''no'' e danno pure un ultimatum al Comune: ''O noi o loro entro le 12 di martedì 28 aprile''

La polemica è scoppiata a seguito di una lettera perentoria inviata dalla sezione alpini di Udine al comune, nella quale le penne nere rimarcano l'incompatibilità del raduno con la compresenza del Fvg Pride. Gli alpini: “Non può esserci nemmeno un millimetro quadrato di sovrapposizione con Fvg Pride”

UDINE. “E' in corso in queste ore una riunione tra il vicesindaco e una delegazione dell'Associazione Alpini di Udine per trovare una soluzione. Abbiamo grande rispetto per gli alpini ma anche per il Pride, e come amministrazione è chiaro che da parte nostra non può esserci ostatività verso nessuna delle due manifestazioni”. Con queste parole il portavoce del sindaco di Udine de Toni, Pietro Antonini, raggiunto da Il Dolomiti, ha inteso chiarire la posizione del comune di Udine riguardo la polemica sollevata dalla sezione locale degli alpini che non ha preso di buon grado la notizia del coincidere di date della kermesse del “Fvg Pride” e del raduno nazionale delle penne nere, vale a dire il prossimo 26 settembre, inoltrando all'indirizzo dell'ufficio del sindaco una lettera perentoria. 

 

Una lettera in cui addirittura l'Ana definiva i termini dell'accordo, chiedendo “a questa amministrazione di comunicare entro le 12 di martedì 28 aprile, la decisione a quale associazione saranno dati gli spazi cittadini per la loro manifestazione”. “Il comune garantisce apertura verso chiunque voglia manifestare – specifica il portavoce del sindaco di Udine – fintanto che Prefettura e Questura avvallano la possibilità di organizzare anche più manifestazioni contemporaneamente, se non ci sono ragioni per cui esse possano andare in conflitto in termini di ordine pubblico, come amministrazione dobbiamo e vogliamo garantire a tutti dei luoghi deputati alle rispettive manifestazioni”. Pur trattandosi di una situazione ancora in evoluzione, per la quale ulteriori novità arriveranno al termine dei colloqui, è chiaro che se una decisione è da prendersi, ciò deve avvenire con la prerogativa della sicurezza, garantendo spazi adeguati per eventi che, in entrambi i casi, potrebbero vedere accorrere numerose persone.

 

Questo perché oltre al raduno degli alpini, manifestazione di importanza storica per Udine e il Friuli, sempre molto partecipata e sentita, c'è il Pride che è un evento che manca in città da molti anni e che certamente sarà altrettanto partecipato. Eppure, di condivisione degli spazi, dal fronte degli alpini, non se ne vuol sentire nemmeno parlare, come si apprende dal comunicato del presidente della sezione di Udine Mauro Ermacora: “Per una interminabile serie di motivi storici morali e statuali – si legge nella lettera inviata all'ufficio del sindaco di Udine - non riusciamo a trovare nemmeno un millimetro quadrato di sovrapposizione con Fvg Pride affinché le due manifestazioni possano coesistere nello stesso giorno in qualsiasi parte del territorio del comune di Udine”.

 

In queste ore anche la politica sta iniziando a schierarsi sul tema da varie parti della regione, come nel caso del post del consigliere comunale di Trieste Ugo Rossi, neo-vannacciano, che prende le parti degli alpini e scrive: “Piena solidarietà e sostegno alla richiesta del Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di Udine Mauro Ermacora. Il Sindaco De Toni dia la massima priorità a chi ha difeso e si è sacrificato per la nostra patria. Il Pride è incompatibile con i valori che l’Ana incarna, oltre che uno sfregio ai nostri caduti. Gli organizzatori del Pride Fvg – prosegue - portino rispetto e spostino il loro evento, e quel giorno si facciano una bella passeggiata al Tempio Ossario di Udine, dove ci sono oltre 20 mila caduti della prima guerra mondiale, tra cui uno dei più giovani, l’Alpino Riccardo Giusti, che morì a soli 20 anni. Inoltre – conclude Rossi - è vergognoso che nessun’altra forza politica a livello locale e nazionale abbia il coraggio di schierarsi dalla parte degli Alpini, in questo increscioso episodio che riguarderà Udine e il Friuli Venezia Giulia”.

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