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Trento
25 aprile | 21:13

25 aprile, diverse visioni in Fratelli d'Italia. Ambrosi in piazza: "Democrazia e Liberazione valori non negoziabili". Gerosa non ne parla e attacca Elly Schlein (VIDEO)

Tutti si sono espressi riguardo la liberazione, dalla deputata di Fdi Ambrosi, al Governatore Fugatti, al vice presidente provinciale Spinelli, autore di un lungo intervento durante le celebrazioni ufficiali dal sindaco Ianeselli a diversi esponenti politici del territorio. Tranne l'assessora provinciale alla cultura e istruzione, nonché presidente trentina di Fdi, Francesca Gerosa, che ha invece postato un video in cui parla del decreto sicurezza, attacca la segretaria dem Elly Schlein e i parlamentari di centro sinistra. Non una parola sul 25 aprile

TRENTO. Fratelli d'Italia si divide anche sul 25 aprile.

 

Se da un lato c'è chi, come la deputata Alessia Ambrosi, partecipa alla manifestazione ufficiale assieme alle altre autorità - il vice Governatore Achille Spinelli, il sindaco di Trento Franco Ianeselli, la deputata dem Sara Ferrari, la presidente del consiglio comunale di Trento Silvia Zanetti e il prefetto di Trento Isabella Fusiello - ed emette una nota ufficiale dai contenuti significativi, dall'altro è "assordante" (ma non una novità: Qui articolo) il silenzio della presidente di Fratelli d'Italia del Trentino nonché assessora provinciale all'istruzione e cultura Francesca Gerosa.

 

A pochi giorni dalla lunghissima (più di sei ore) discussione, con successiva votazione, in Consiglio Regionale sulla mozione contro Mussolini, per la rimozione della cittadinanza onoraria al Duce e di tutti i nomi di vie e luoghi che rimandino al periodo fascista (Qui articolo) con il gruppo consiliare di Frateli d'Italia che ha votato a favore solamente di un punto, ben guardandosi dall'approvare gli altri (premessa e altri tre punti, tutti approvati), anche la festa della Liberazione pone in clamorosa evidenza la spaccatura all'interno del centro destra trentino tra il partito meloniano e tutte le altre forze che compongono la coalizione e, allo stesso tempo, in seno alla stessa forza politica.

 

"Ho oggi partecipato volentieri e doverosamente, da donna di destra, alle celebrazioni per il 25 aprile a Trento - queste le parole di Ambrosi -, ritenendo la libertà e la democrazia, fulcro della Costituzione repubblicana, valori non negoziabili così come la Liberazione dal nazifascismo e da ogni forma di razzismo. Ma non sia questa giornata, come purtroppo da molti anni accade, teatro di sterili polemiche. Gli errori del passato, lo spaventoso tributo di sangue versato, siano piuttosto monito per un futuro sempre migliore".

 

La presidente trentina di Fdi ha invece condiviso un video sui propri canali ufficiali durante il quale l'argomento Festa della Liberazione non vengono "toccati minimamente". Gerosa parla del decreto sicurezza, rivolgendosi direttamente alla segretaria del Pd Elly Schlein e ironizzando sul comportamento dei parlamentari di centro sinistra.

 

 

I commenti degli utenti? Pochissimi quelli favorevoli, mentre sono tantissime le critiche. Con una constatazione, l'ultima di una lunga serie, cioè che in Trentino - tra le fila di Fratelli d'Italia - di fascismo, antifascismo e tutto ciò che è connesso c'è anche chi fa gran fatica solamente a parlarne.

 

Il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha parlato di "giorno in cui il nostro paese riconquistò la libertà e pose le basi della nostra democrazia".

 

"Oggi celebriamo una data importante per la nostra storia - scrive il Governatore sui propri canali social -: il 25 aprile, giorno in cui il nostro paese riconquistò la libertà e pose le basi della nostra democrazia. Ricordare il 25 aprile in una terra di autonomia come la nostra significa avere chiari i confini all'interno dei quali i valori dell'autogoverno si sono potuti sviluppare e quali sono i principi fondanti e non negoziabili della nostra terra, che non hanno a che fare con gli autoritarismi, di qualsiasi specie essi siano. Valori che continuano a guidare anche oggi l'impegno delle istituzioni e delle nostre comunità. Il Trentino, terra di confine e di identità forti, custodisce una memoria preziosa fatta di sacrificio, coraggio e senso d'appartenenza. Una memoria che deve unire, non dividere, e che ci richiama ogni giorno alla responsabilità di costruire un futuro fondato su libertà, rispetto, coesione e autogoverno".

 

A fare le veci della Giunta e della Provincia in occasione della cerimonia ufficiale che si è svolta per le vie di Trento è stato il vice presidente della Giunta Achille Spinelli, che ha sottolineato il legame che unisce due date fondamentali per la Repubblica Italiana, il 25 aprile e il 2 giugno.

 

"Esiste un nesso inscindibile che lega il 25 aprile al processo fondativo dell’Italia repubblicana: dalla Liberazione nasce la Repubblica, e con essa i valori democratici che ancora oggi fondano la nostra Autonomia - queste le parole di Spinelli -. Rivendicare questo nesso significa riconoscerci nei valori della Costituzione".

 

Evidenziando poi il principio dell'Autonomia "garanzia per rispettare le peculiarità e le diversità dei territori, ma anche anticorpo contro le possibili degenerazioni autoritarie e centralistiche che il fascismo aveva generato in virtù della propria idea di Stato. Autonomia, e non è un caso, diventata strumento per promuovere e garantire i diritti delle minoranze linguistiche e la convivenza tra gruppi etnici".

 

Il vicepresidente ha richiamato il ruolo dei costituenti, ricordando figure come Elsa Conci e Maria de Unterrichter, e il contributo determinante di Alcide De Gasperi, sottolineando come il 2026 segnerà anche l’80esimo anniversario dell’Accordo di Parigi firmato con Karl Gruber. Un passaggio storico reso possibile dalla sconfitta dei totalitarismi e fondamentale per il futuro dell’Autonomia trentina, ricordando successivamente il peso della storia locale: oltre 40.000 trentini coinvolti nella Seconda guerra mondiale, 10.000 internati militari nei lager nazisti, migliaia di perseguitati politici e partigiani.

 

"Credo che giovi alla memoria pubblica del Trentino ricordare che le cosiddette opzioni vennero estese, con conseguenze laceranti e drammatiche, anche ai mocheni, ai cimbri e ai ladini. È un patrimonio di esperienze che alimenta il senso di responsabilità e la partecipazione democratica" ha aggiunto il vice Governatore trentino.

 

Che poi ha concluso: "Alle nostre madri e ai nostri padri costituenti, così come a figure come Manci ed Emile Chanoux, dobbiamo guardare con rinnovata attenzione: possono essere guide e ispiratori per tutte le forze democratiche", ribadendo l’impegno a custodire e rinnovare i valori della Liberazione.

 

Il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha utilizzato poche righe per ribadire il senso di una giornata che va (o dovrebbe, visto quanto accaduto in più città d'Italia) oltre l'appartenenza partitica.

 

"Il 25 aprile non è una festa di parte: appartiene a tutti coloro che credono nella democrazia e mettono al primo posto la dignità della persona, in ogni circostanza e nessuno escluso - scrive il primo cittadino del capoluogo -. Il 25 aprile appartiene alle milioni di persone che ancora oggi, nelle piazze del mondo, gridano: "Mai più tiranni", mai più soprusi arbitrari, mai più paura. E intonano Bella Ciao, il canto partigiano diventato a ogni latitudine un inno universale alla libertà e alla fratellanza. Buona Festa della Liberazione!".

 

Più articolato è il pensiero del consigliere comunale dem di Trento Alex Benetti, che torna su quanto accaduto recentemente, sia a Palazzo Thun che in piazza Dante.

 

"Nei giorni in cui una certa destra fatica ancora, dopo più di ottant'anni, a fare davvero i conti con il passato - scrive Benetti - e a condannare senza ambiguità gli orrori del fascismo, celebriamo il 25 aprile. Fa ancora più riflettere che, nel 2026, ci sia chi fatica perfino a revocare la cittadinanza onoraria concessa a Benito Mussolini a Trento. E' il segno di un rapporto con il passato che, per alcuni, resta ancora ambiguo. È una ricorrenza che ci ricorda il periodo più buio della storia italiana: un tempo in cui molti non potevano esprimersi liberamente, in cui non tutti godevano degli stessi diritti e in cui i più deboli venivano vessati e derisi. Credo che il significato di questa giornata sia ancora profondamente attuale. Sono ancora troppi i regimi autoritari e totalitari che destabilizzano gli equilibri mondiali, opprimendo interi popoli e minacciandone altri. Troppo spesso la supremazia della forza viene anteposta al dialogo, il conflitto alla diplomazia, la propaganda alla verità. Credo anche che alcune responsabilità riguardino tutti noi. È innegabile che ancora oggi molte persone cedano al fascino dell’uomo forte. Per questo il 25 aprile non è soltanto una data da ricordare, ma un impegno civile da rinnovare ogni giorno. Significa difendere la democrazia, la libertà e i diritti conquistati con il sacrificio di chi ha lottato contro la dittatura. Significa riconoscere il valore della memoria, perché dimenticare il passato rende più facile ripeterne gli errori. Significa avere rispetto delle idee diverse, perché sono il sale della democrazia. Significa avere la consapevolezza che questa è una festa di tutti, di destra e di sinistra, perché nessuno dovrebbe vivere in un Paese oppresso da un regime  Celebrare questa giornata vuol dire scegliere da che parte stare: dalla parte della libertà, della giustizia e della dignità umana. Oggi come allora, la Resistenza ci insegna che nessuna conquista democratica può essere data per scontata".

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