Contenuto sponsorizzato
Trento
25 aprile | 06:01

25 Aprile, la Giunta si divide. Gerosa non ci sarà: "Dirsi antifascisti? Anacronistico". Tonina: "Impossibile non partecipare" e Marchiori: "L'Autonomista è antifascista"

Le parole pronunciate dalla vicepresidente Francesca Gerosa hanno creato nei giorni scorsi diverse polemiche. Anche all'interno dell'esecutivo provinciale le posizioni sono diverse. Il presidente del Consiglio, Claudio Soini: "Una data che bisogna ricordare, da sindaco ho sempre partecipato alla cerimonia e continuerò a farlo”

TRENTO. Giunta provinciale divisa sul 25 aprile. Se da un lato la vicepresidente Francesca Gerosa ha spiegato di non partecipare ad alcuna cerimonia, di passare la giornata in famiglia e che è “anacronistico definirsi antifascisti perché non esiste il fascismo oggi”,  altri esponenti dell'esecutivo guidato da Fugatti hanno spiegato di non aver alcun problema nel partecipare alle cerimonie che si terranno nel corso della giornata.

 

Le parole della vicepresidente nei giorni scorsi hanno già fatto molto discutere. “Io non parteciperò alla cerimonia” ha spiegato a il Dolomiti Francesca Gerosa. “Il giorno delle libertà io lo passerò con la  mia famiglia. Non è che devo farmi dire dalla sinistra che per essere democratici bisogna andare in piazza il 25 aprile”. 

 

La vicepresidente continua spiegando che oggi “è anacronistico definirsi antifascisti. Non c'è il fascismo. Non è che ci facciamo tirare dalla giacchetta dal Pd per dire quello che loro vogliono sentirsi dire. Noi sappiamo chi siamo, siamo un esempio di democrazia, un partito aperto e non abbiamo bisogno del Pd che ci faccia  una lezione. E nemmeno abbiamo bisogno di essere in piazza il 25 aprile”.

 

Gerosa chiarisce non di aver mai partecipato alla cerimonia del 25 aprile negli scorsi anni. “Per me – continua - è una giornata di festa e la passo con la mia famiglia. Se andassimo in piazza il 25 aprile toglieremmo un tema di cui parlare al centrosinistra. Gli facciamo un favore, visto che contenuti non ne hanno e ad aprile possono parlare di questo”.

In Giunta provinciale non la pensano tutti nello stesso modo. Lo dimostrano le parole che sono state espresse dall'assessore alla Salute, Mario Tonina, vice presidente nella scorsa legislatura. “Ma come si fa a non partecipare al 25 aprile?” si chiede Tonina. “Io ho sempre partecipato, il 25 aprile è la festa della Liberazione, se noi oggi possiamo presentare il Trentino così è anche grazie a quei momenti e a quelli successivi, al riconoscimento della speciale autonomia e tanto altro. Da lì è partita la crescita del Trentino. Ma soprattutto ricordiamo che è finito un periodo che è stato decisamente negativo e che nessuno più vorrebbe vivere”.

 

Un pensiero, Tonina, l'ha voluto rivolgere alle persone anziane “a cui dobbiamo tanto rispetto – continua – perché sono loro che oggi ci permettono di vivere quei benefici, quel benessere che abbiamo”.  Fondamentale per l'assessore è anche possibilità di trasmettere i valori del 25 aprile ai giovani. “Come facciamo – spiega - a non ricordare il 25 aprile e a viverlo ma soprattutto  a trasmetterlo ai giovani. Va vissuto in prima persona da chi ha soprattutto delle responsabilità”. Infine un ricordo due personaggi  importanti per il Trentino “che hanno reso possibile la rinascita oltre che ristabilire i veri valori che hanno distinti la notra terra: don Lorenzo Guetti, fondatore della cooperazione e Alcide Degasperi”.

Sulla stessa linea anche il capogruppo della Lega, Mirko Bisesti, che ha spiegato di aver sempre partecipato alla cerimonia del 25 aprile. “Per motivi di famiglia – ci spiega - non so se riesco quest'anno. E' però una data importante ed è ovvio che non devono esserci strumentalizzazione sia da una parte che dall'altra”. “In passato – spiega - la sinistra troppo spesso l'ha strumentalizzata questo data ma ora non va strumentalizzata dall'altra parta. Negli ultimi anni si era raggiunto anche un certo equilibrio”.

 

L'autonomista è per definizione antifascista” chiarisce l'assessore provinciale e segretario del Patt, Simone Marchiori. “Non ho nessun problema a partecipare al 25 aprile. Per anni ho partecipato alle cerimonie il 24 aprile del circolo Gaismayr in cui viene ricordata la prima vittima della violenza fascista in Trentino Alto Adige, Franz Innerhofer. Non lo vedo come ci possa essere un limite o un problema”. 

 

Marchiori spiega di non vedere un “rischio del ritorno di una dittatura, ma vi è la necessità oggi di contestualizzare la storia per quello che è stato, senza sconti verso una dittatura, verso delle politiche che non sono state per nulla a favore della nostra terra, della cultura trentina e del Paese intero”. 

Presente alla cerimonia del 25 Aprile, salvo imprevisti, anche il presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini. “E' una data importante per la nostra nazione. Una data che bisogna ricordare, da sindaco ho sempre partecipato alla cerimonia e continuerò a farlo”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
| 25 aprile | 21:08
Da Milano a Roma, da Bologna a Perugia, una Festa della Liberazione ad alta tensione. Il presidente di +Europa e dei Radicali, Matteo [...]
Sport
| 25 aprile | 19:58
Intervista alla groenlandese Ukaleq Slettermark, biathleta e attivista: "Gli sforzi per rendere la neve artificiale più 'sostenibile' ci [...]
Cronaca
| 25 aprile | 19:02
L'aliante si è schiantato durante il sorvolo del gruppo delle Maddalene: il pilota è morto. Complesso intervento dei soccorritori a 2 mila [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato