Dichiaravano di essere un'associazione sportiva dilettantistica: gestivano un bar con tanto di slot machine. La finanza scopre redditi non dichiarati per 130mila euro
Nell’ambito dei compiti di polizia economico-finanziaria finalizzati al contrasto dell’economia sommersa e dell’evasione fiscale, i finanzieri del Comando Provinciale di Belluno hanno portato a termine un’articolata indagine nei confronti di una sedicente associazione sportiva dilettantistica rivelatasi essere, in realtà, una vera e propria attività commerciale

BELLUNO. Si definiva associazione sportiva dilettantistica eppure vendeva bevande e alimenti da bar e tavola calda e aveva anche gestito 3 slot machine. Il tutto incamerando entrate senza imposizione erariale. Alla fine la guardia di finanza è riuscita a recuperare qualcosa come 130mila euro di imposte dirette e una maggiore Iva per oltre 10mila euro.
Nell’ambito dei compiti di polizia economico-finanziaria finalizzati al contrasto dell’economia sommersa e dell’evasione fiscale, i finanzieri del Comando Provinciale di Belluno hanno portato a termine un’articolata indagine nei confronti di una sedicente associazione sportiva dilettantistica rivelatasi essere, in realtà, una vera e propria attività commerciale.
Gli accertamenti svolti dalla Tenenza di Auronzo di Cadore hanno infatti permesso di acclarare la natura fittizia dell’ente sportivo che di fatto, spiegano i finanzieri, avrebbe svolto, in via esclusiva, un’attività di somministrazione di bevande ed alimenti (bar e tavola calda), destinata a qualsiasi utente, disattendo le prescrizioni previste dalla normativa tributaria.
Sarebbe emerso infatti come l’associazione, in relazione all’esercizio effettivo di un’attività commerciale, non avrebbe richiesto l’attribuzione della partita Iva, omettendo l’istituzione delle scritture contabili obbligatorie, l’installazione del registratore telematico nonché la presentazione delle dichiarazioni fiscali ai fini delle imposte dirette, dell’Iva e dell’Irap. I finanzieri hanno altresì scoperto che il citato ente avrebbe gestito anche 3 slot machines, incamerando ulteriori entrate, anch’esse sottratte ad imposizione erariale.
I successivi approfondimenti investigativi, condotti mediante la consultazione delle banche dati in uso al Corpo, la somministrazione di appositi questionari inviati ai fornitori del soggetto economico ispezionato ed un mirato scambio informativo con l’Agenzia delle Entrate, hanno quindi permesso di definire la reale dimensione dell’attività commerciale “occulta” e di recuperare a tassazione una base imponibile netta ai fini delle imposte dirette per circa 130 mila euro ed una maggiore Iva per oltre 10 mila euro.
Il risultato conseguito, per il quale il contribuente ha manifestato l’intendimento di aderire al verbale di constatazione redatto, ha consentito all’Agenzia delle Entrate di emettere in tempi rapidi gli avvisi di accertamento afferenti alle contestazioni mosse.












