Crisi del Mart, la politica prova a gettare acqua sul fuoco. Gerosa: "Fiducia alla direttrice e grande prospettiva". Ma il Cda è diviso e Rovereto in subbuglio
L'assessora provinciale alla cultura prova a spegnere la polemica, richiama "all'ordine" (perché di questo si tratta) il Consiglio d'Amministrazione, conferma la fiducia alla direttrice (che, invece, è stata sconfessata per due volte - riguardo il piano museale 2027 - dal Cda) e derubrica lo scontro verbale a confronto da tenersi "nelle sedi istituzionali". Ma, intanto, l'intervento della politica non è bastato, nemmeno quello del Governatore Fugatti

ROVERETO. Una nota istituzionale, ufficiale, senza entrare nel merito della vicenda (e senza il minimo accenno ai "numeri" che, trattandosi di un museo, sono significativi in quanto indicatori dell'attrattività dell'offerta), totale fiducia alla direttrice e il tentativo, quello era scontato, di gettare acqua sul fuoco e di "pacificare" - o, per meglio dire, "normalizzare" - la situazione.
Sin qui "tutto come previsto", ma non può bastare per calmare una situazione che, come Il Dolomiti sta raccontando, è semplicemente "esplosiva", sia nella città di Rovereto, con gli esercenti che hanno lanciato un vero e proprio grido d'allarme riguardo l'attrattività del Mart tramite il proprio presidente (Qui articolo), con inevitabili ricadute sugli esercizi commerciali, che all'interno del Consiglio d'amministrazione del museo, dove la "rottura" sarebbe ormai totale (Qui articolo).
A tal punto che, nei giorni scorsi, vi è stato l'intervento diretto del governatore Fugatti, che ha cercato in prima persona, durante un breve incontro convocato "con urgenza", di "normalizzare" - ci ripetiamo, ma è il termine più adatto - la situazione, per far sì che, prima di ogni altra cosa, il piano museale per il 2027, proposto dalla direttrice Micol Forti, venisse approvato.
Operazione, questa, che non è andata a buon fine perché, dopo il primo respingimento, anche il secondo parere del Cda è stato negativo.
A cercare di spegnere la polemica è oggi l'assessora provinciale alla cultura Francesca Gerosa, che derubrica da "scontro verbale" (perché di questo si tratta, anche piuttosto acceso in alcune sue fasi) a "confronto", ricordando che tale confronto deve "svolgersi nelle sedi istituzionali".
"In relazione alle notizie emerse sulle dinamiche interne al Mart - scrive in una nota ufficiale l'assessora provinciale -, ritengo necessario intervenire in qualità di assessore alla cultura per ribadire un principio: il confronto interno è fisiologico, non qualcosa di anomalo, e può rappresentare un elemento di ricchezza, ma deve svolgersi nelle sedi istituzionali e nel rispetto delle rispettive competenze. Il Mart è un patrimonio pubblico di straordinario valore e tutti coloro che hanno responsabilità nella sua gestione hanno il dovere di operare nell’interesse dell’istituzione, tutelandone l’autorevolezza, la credibilità e il buon funzionamento".
Poi l'assessora provinciale ribadisce la totale fiducia alla direttrice, nominata dalla Giunta a novembre 2025 e in carica dal primo dicembre dello scorso anno.
"Confermiamo piena fiducia nella direttrice del Mart, Micol Forti, nella sua professionalità, nelle sue competenze e nel lavoro che sta portando avanti - prosegue Francesca Gerosa -. Allo stesso tempo, il Consiglio di amministrazione continuerà nell'impegno a cui è chiamato, nell’ambito delle proprie competenze e nell'interesse del museo. Ognuno nel proprio ruolo ben distinto e preciso, tutti insieme per concorrere in modo coordinato, seppur ciascuno secondo le proprie prerogative, al perseguimento dell’interesse del Mart. Il Mart ha una storia importante, un patrimonio straordinario e una grande prospettiva davanti a sé. È su questo che dobbiamo concentrare l’attenzione: sulla cultura, sulle mostre, sul pubblico e sul futuro del museo".
Due passaggi meriterebbero certamente un approfondimento: il "richiamo all'ordine" - perché di questo si tratta, in perfetto "stile" Fratelli d'Italia - al Consiglio d'amministrazione che, legittimamente, secondo quanto previsto dalle norme, si è espresso in maniera contraria, "semplicemente" perché assolutamente non convinto della proposta avanzata dalla direttrice (questo non è forse fare "bene" il proprio compito?) e la certezza che il museo di Corso Bettini abbia "una grande prospettiva davanti a sé" quando, invece, i numeri raccontano di un crollo dal 2023 ad oggi (in due anni si sono "persi" quasi 35mila visitatori), non dimenticando che il 43,50% degli utenti hanno beneficiato di ingressi gratuiti, come riportato dall'annuario on line redatto da Ispat (l'Istituto di Statistica della Provincia di Trento) visto che, del report 2025, non vi è ancora traccia nell'apposita sezione del sito ufficiale.
E, sulla questione numeri e calo (vistoso) degli ingressi non è stata spesa nemmeno una parola.
E' probabile che, nel giro di una decina di giorni, il Consiglio d'amministrazione del Mart venga riunito nuovamente. I tempi stringono, un piano deve essere approvato rapidamente per iniziare poi con la fase organizzativa e, soprattutto, il Mart necessita di rilancio. Un museo non deve essere - certamente - valutato solamente in base al numero di biglietti staccati, ma è altrettanto innegabile che il numero di biglietti dipenda direttamente dall'offerta. E, insomma, a questo punto qualcosa non torna, considerato l'exploit del 2023.
L'offerta è certamente molto diversa, ma se il Mart è una delle tre principali attrazioni museali - artistiche della provincia di Trento, allora il "mero" confronto sui numeri con Muse e Castello del Buonconsiglio è impietoso anche se, va detto, che entrambe le strutture hanno fatto segnare bruschi "rallentamenti" dal 2024 al 2025.
Lo scorso anno il Muse ha accolto 314.678 visitatori (183.730 paganti, 130.948 non paganti) e il Castello del Buonconsiglio 170.680, dei quali 119.646 paganti e 51.034 non paganti.
Dati molto positivi anche se inferiori rispetto a quelli del 2024, quando i visitatori al Muse furono 344.191 (181.952 non paganti, 162.239 paganti) e al castello del capoluogo accedettero 182.239 persone (118.704 paganti, 63.535 non paganti).













