Il giallo dei 12.000 posti letto turistici: la Svp si spacca sul futuro del "Bettenstopp". La critica all'assessore Wacher: "Non conosce i dati e non vuole fornire informazioni"
I verdi: "Ci si chiede seriamente come sia possibile che un Assessore avanzi una proposta senza conoscerne le fondamenta"

BOLZANO. Il dibattito sul futuro del turismo in Alto Adige si accende ferocemente, trasformandosi in un vero e proprio caso politico che vede al centro dell'arena l'assessore provinciale Luis Walcher e la controversa gestione del limite ai posti letto.
La normativa sul tema, nata nel 2022 è infatti tornata al centro della scena politica a causa dell'imminente scadenza fissata alla mezzanotte tra il 21 e il 22 settembre. Entro quella data, le autorizzazioni per i posti letto già concessi ma non ancora realizzati rischierebbero di decadere, un tema che ha acceso decisamente acceso gli animi.
La Svp, nel corso di una riunione svolta il 9 febbraio ha confermato il freno ai posti letto, ma lo stop alla crescita illimitata vedrà deroghe mirate per salvare i comuni più fragili. Insomma si deciderà caso per caso. E questa decisione non è piaciuta al padre della legge, l'ex assessore della Svp Arnold Schuler, che è fortemente contrario a rivedere lo stop a nuovi alberghi.
Contrari a nuovi favori agli albergatori anche l'ala sociale della Svp e i Freiheitlichen, partner di giunta.
A portare avanti la battaglia è l'attuale assessore Luis Walcher che ora finisce nel mirino dei Verdi che pretendono risposte.
“Da settimane ormai mezza provincia discute la Sua proposta di allentare il limite ai posti letto deciso quattro anni fa, ancor prima che tale misura entri effettivamente in vigore – scrive infatti la consigliera provinciale Madeleine Rohrer rivolgendosi direttamente all'assessore Walcher.
“La stampa locale – dichiara la consigliera - parla di "12.000 posti letto turistici verso la proroga" proprio in riferimento alla Sua iniziativa. Ad oggi, al netto di questi dati, pare davvero sorprendente la sua risposta alla mia interrogazione del 18 febbraio 2026, in cui afferma di non sapere da dove derivi la cifra di 12.000 letti e di non voler fornire ulteriori informazioni a causa della natura incompleta e parzialmente errata dei dati disponibili”.
“Ci si chiede seriamente come sia possibile che un Assessore avanzi una proposta senza conoscerne le fondamenta – incalza Rohrer - Uno dei compiti primari del Consiglio provinciale è proprio quello di esaminare e controllare l'operato della Giunta, e non spetta certo agli assessori oggetto di controllo decidere come essere monitorati o quali informazioni divulgare”.
La consigliera dei Verdi incalza e sottolinea: “La sollecito nuovamente a rispondere con cortesia ai miei quesiti, spiegando nel dettaglio come venga calcolato il numero di 12.000 posti letto definiti come "diritti acquisiti", quali comuni non abbiano ancora comunicato alla Giunta i dati relativi a tali diritti sul proprio territorio, quali amministrazioni dispongano già di un piano di sviluppo turistico approvato specificando il numero di posti previsti e, infine, fornendo un elenco di tali diritti suddiviso per comune, distinguendo tra zone già edificate con potenziale residuo e zone non ancora edificate”.
E se non dovesse rispondere nuovamente? Rohrer è pronta anche a questa eventualità, e in quel caso si chiederebbe: “Ha forse proposto di allentare il blocco senza una base dati affidabile, ignorando se si trattasse di 12.000, 20.000 o 50.000 posti letto? È mai possibile che, dopo oltre due anni di mandato, l'Assessore al turismo non sappia realmente quali comuni abbiano un piano di sviluppo e quali no? Se non è in grado di rispondere alla mia interrogazione, ci troviamo nel migliore dei casi davanti a una trascuratezza che lascia sbalorditi. Personalmente sono convinta che il turismo in Alto Adige sia un tema troppo rilevante per non essere affrontato con onestà e serietà, specialmente ora che le crescenti critiche sugli effetti collaterali negativi dimostrano come l'equilibrio si sia spezzato”, conclude Rohrer.
Nel dibattito si inserisce anche l'ex assessore comunale e attuale capogruppo del Partito Democratico in consiglio, Stefano Fattor, che plaude all'operato di Arnold Schuler e alla sua lotta contro l'espansione incontrollata dei posti letto, che, di fatto, porta allo scontro interno alla Svp.
“Allora c’è qualche speranza – dichiara Fattor - Non tutta l’SVP è fatta di lobbisti alla Walcher. Stando ai media tedeschi non allineati, Arnold Schuler sta vivendo una nuova fase di popolarità grazie alla sua ferma opposizione all’allentamento del cosiddetto Bettenstopp (limite ai posti letto turistici)”.
“La sua battaglia? - prosegue Fattor - Il turismo è arrivato al limite producendo traffico, sovraffollamento, pressione sulle infrastrutture. Centrale è la richiesta di dati chiari e affidabili sui posti letto e sugli arrivi, per permettere una vera pianificazione politica. Nel passato si era schierato addirittura per un’agricoltura con filiere più sostenibili – aggiunge Fattor che poi conclude con una stoccata: “Che dire: un’altra SVP è possibile?”.

















