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Bolzano
15 marzo | 19:17

Ötzi e la nuova sistemazione all'ex Enel: un trasloco che non convince nessuno. "La Provincia ha già deciso, ma è giusto che Bolzano possa dire la sua"

La location scelta viene bocciata praticamente da tutti, mentre tornano a galla le alternative come il Museion

Ötzi e la nuova sistemazione all'ex Enel: un trasloco che non convince nessuno

BOLZANO. La questione della futura collocazione di Ötzi a Bolzano continua a far discutere, alimentando un dibattito che vede contrapposti la decisione già ufficializzata dalla Provincia e una serie di dubbi sollevati da esponenti politici e osservatori locali.

 

Al centro della polemica c'è il progetto dell'ex Enel, la struttura situata a pochi passi da ponte Druso, una scelta definita da molti "affrettata" e urbanisticamente "schiacciata" tra strutture ingombranti come la Questura, la caserma dei Carabinieri e il carcere.

 

E' il sindaco Claudio Corrarati (che già si era espresso in merito, come avevamo raccontato in QUESTO articolo) ad intervenire ancora sul tema, sottolineando che, nonostante la Provincia di Bolzano abbia già deliberato, la città debba mantenere la libertà di riflettere su una collocazione che influenzerà lo sviluppo urbano dei prossimi dieci anni.

 

Corrarati cita le critiche di Reinhold Messner, il quale ha descritto la soluzione all'ex Enel come una "casetta" priva di quel respiro da grande landmark urbano necessario per la mummia del Similaun.

 

Sul fronte delle alternative, Sandro Repetto (Pd) sostiene con forza il progetto originario che prevede la riqualificazione del quadrante tra il Museo Archeologico attuale, il Museo Civico e la Biblioteca Civica.

 

L’idea è quella di creare un unico polo museale collegato, capace di integrarsi con il Museion e il futuro Polo bibliotecario, trasformando via Cassa di Risparmio in una zona a traffico limitato.

 

Secondo Repetto, la scelta dell'ex Enel sarebbe stata condizionata dal momento contingente, ignorando il potenziale di uno snodo culturale già parzialmente configurato e che beneficerà del futuro parcheggio sotto piazza Vittoria.

 

Sulla stessa linea si pone Paul Köllensperger (Team K), che critica aspramente la mancanza di spazi di sviluppo in via Dante.

 

Oltre alla questione estetica e logistica, il leader del Team K pone l'accento sul fattore economico: il collegamento tra l'attuale Museo Archeologico e il Civico costerebbe meno della metà rispetto alla ristrutturazione e all'ampliamento previsti all'ex Enel.

 

La sua proposta prevede l'abbattimento del muro lungo la salita verso ponte Talvera per creare un contesto più arioso, unito da una passerella o una galleria.

 

Una visione più radicale arriva da Stefano Fattor (Pd), che propone uno "switch" tra il Museo Archeologico e il Museion.

 

Secondo questa ipotesi, l'edificio sui prati del Talvera, attualmente sottoutilizzato e con pochi visitatori, sarebbe la teca perfetta per l'attrazione più celebre dell'Alto Adige.

 

Di contro, l'arte contemporanea troverebbe una collocazione più dinamica in via Museo, potendosi estendere con installazioni nel resto della città.

 

Infine, rimane sul tavolo come soluzione di mediazione il recupero dell'ex Ina di fronte a ponte Talvera, basato su un progetto firmato da Renzo Piano.

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