"L'overtourism non esiste, è solo un'invenzione della stampa di sinistra per danneggiare il settore": si infiamma il dibattito sul turismo
Mentre si discute sul limite al numero dei posti letto, c'è chi punta il dito contro chi vuole "rovinare il settore del turismo"

BOLZANO. La gestione del turismo in Alto Adige torna a infiammare il dibattito in Consiglio provinciale.
Al centro della discussione la mozione n. 387/26, presentata dai consiglieri Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler del Gruppo Verde, che mirava a introdurre vincoli più stringenti e trasparenza sul tetto massimo dei posti letto.
La proposta, articolata in sei punti, chiedeva tra le altre cose il coinvolgimento delle commissioni legislative prima di definire i "comuni a rischio spopolamento", la creazione di una banca dati pubblica entro il 2026 e un limite di 150 posti letto per zona anziché per singolo esercizio, per tutelare le strutture a conduzione familiare.
Madeleine Rohrer ha aperto il dibattito citando numeri da record: nel 2025 i pernottamenti hanno superato i 38 milioni (+3% rispetto al 2024) e i posti letto sono saliti a 261.574, circa 30.000 in più rispetto a tre anni fa, segno che lo "stop" annunciato dalla precedente Giunta si sarebbe rivelato, nei fatti, inefficace.
Il fronte delle opposizioni ha espresso un sostegno quasi corale, pur con diverse sfumature.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha parlato provocatoriamente di un'"accelerazione" anziché di uno stop, criticando anche il consumo di suolo agricolo.
Bernhard Zimmerhofer ha denunciato la perdita di fiducia dei cittadini dovuta ai continui "ammorbidimenti" della norma, che favorirebbero le multinazionali a scapito delle piccole aziende locali.
Brigitte Foppa ha ricordato con nostalgia il limite storico di 229.000 posti letto dell'era Durnwalder, sottolineando come le troppe deroghe abbiano innescato una corsa all'accaparramento.
Anche Paul Köllensperger (Team K) e Sandro Repetto (PD) hanno puntato il dito sulla mancanza di trasparenza e sulla pressione che il turismo esercita sul mercato immobiliare e sulle infrastrutture, con Köllensperger che ha definito "tipico" della Giunta fare marcia indietro davanti alle pressioni delle grandi lobby.
Dura la posizione della Süd-Tiroler Freiheit: Sven Knoll ha accusato la Giunta di non essere sincera, parlando di un paesaggio ormai dominato dalle gru, mentre Hannes Rabensteiner ha evidenziato come l'eccesso di edificazione stia portando al collasso delle capacità artigianali e dei servizi locali.
Di parere opposto Andreas Colli (Noi cittadini), che ha difeso la necessità di tutelare chi ha investito nelle zone turistiche pagando le relative tasse, definendo il tema dell'overtourism come "un'invenzione" della stampa di sinistra.
Anche nella maggioranza SVP si sono registrati toni diversi: se Waltraud Deeg ha invocato una discussione basata sulla certezza del diritto e dei dati per promuovere uno sviluppo sostenibile, Harald Stauder ha criticato lo stile comunicativo dei Verdi, ritenuto eccessivamente emotivo e colpevole di "aizzare gli animi" contro i comuni più fragili.
La replica della Giunta è stata affidata all'assessore Luis Walcher e al presidente Arno Kompatscher.
Walcher ha difeso il valore storico del turismo per l'autonomia economica delle famiglie altoatesine, respingendo le accuse di subire pressioni dalle lobby e invitando a non danneggiare la reputazione del settore.
Kompatscher ha invece precisato che le decisioni sullo sviluppo turistico spettano ai singoli consiglieri comunali attraverso i Piani Urbanistici Comunali (PUC) e che la possibilità di prorogare zone turistiche nei comuni depressi è uno strumento di pianificazione, non un automatismo. Il presidente ha esortato l'aula a tornare ai fatti, negando che la Giunta decida tutto d'imperio.
Nonostante il lungo confronto, la mozione è stata respinta in ogni suo punto dal voto dell'aula.












