Campeggio selvaggio in Alto Adige, arriva il giro di vite. Il consorzio dei comuni chiede regole ferree, i camperisti vogliono più aree di sosta autorizzate
Dopo che il Tar ha annullato il divieto di pernottamento per i camper a Selva di Val Gardena a causa di vizi formali, il Consorzio dei Comuni ha deciso di rispondere con una strategia legale più solida e strutturata, mirata a blindare i regolamenti municipali

BOLZANO. Il braccio di ferro sul "campeggio selvaggio" in Alto Adige entra in una nuova fase operativa.
Dopo che il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) ha annullato il divieto di pernottamento per i camper a Selva di Val Gardena a causa di vizi formali (QUI l'articolo nel quale avevamo parlato della vicenda), il Consorzio dei Comuni ha deciso di rispondere con una strategia legale più solida e strutturata, mirata a blindare i regolamenti municipali.
Per evitare nuovi annullamenti, l’ente ha inviato a tutti i sindaci della provincia un nuovo modello di ordinanza.
Non si tratterà più di un "no" generalizzato e indistinto alla sosta notturna, ma di un sistema di prescrizioni puntuali e specifiche.
Come spiegato all'Ansa da Dominik Oberstaller, presidente del Consorzio dei Comuni, l’obiettivo è fornire ai singoli municipi delle linee guida che permettano di prevenire il fenomeno in modo ferreo, resistendo a eventuali ricorsi legali.
Le nuove norme imporranno ai camperisti una serie di obblighi dettagliati, la cui violazione farà scattare sanzioni mirate invece di colpire l'intera categoria con divieti astratti.
Sul fronte opposto, il Camper Club Alto Adige pur condannando apertamente chi pratica il campeggio abusivo, esprime forte preoccupazione.
Il presidente Enzo Coco sottolinea come sia ingiusto penalizzare migliaia di turisti per il comportamento scorretto di una minoranza.
La posizione dell'associazione è chiara: la soluzione non risiede nei divieti, ma in una programmazione che veda il potenziamento delle aree di sosta autorizzate.
Secondo Coco, aumentare le strutture regolari non solo servirebbe a tutelare il decoro del territorio, ma permetterebbe di valorizzare una risorsa economica fondamentale per l’economia locale, trasformando un problema di gestione in un'opportunità di sviluppo turistico sostenibile.












