Addio al geologo Franco Vaia: "Perdiamo un valente scienziato e una persona altruista"
Morto a 86 anni uno dei simboli della geologia in Friuli Venezia Giulia

GEMONA DEL FRIULI. Si è spento la mattina di mercoledì 15 luglio, all'età di 86 anni, Franco Vaia, professore nonché figura di spicco della geologia in Friuli Venezia Giulia, dove fu anche testimone e protagonista nel momento che ha rappresentato uno dei grandi spartiacque per gli studi scientifici, in regione e in tutta Italia: il terremoto del Friuli del 1976.
Originario di Trento, era stato docente di geomorfologia all'Università di Trieste sin dagli anni Settanta, e il ricordo che lascia è quello di una persona buona e benvoluta, così come di un geologo appassionato che si è speso anche nel sociale, un impegno che in anni più recenti lo vedeva coinvolto anche nella direzione, e nella conduzione di corsi di geologia, presso l'Università della Terza età di Gemona, dove risiedeva.
“Era un uomo che non passava inosservato – ricorda per Il Dolomiti Paolo Paronuzzi, geoarcheologo di Trieste e docente di geologia applicata dell'Università di Udine -. Prima di tutto per via di una corporatura fisica davvero imponente. Ma era un gigante buono, che amava la geologia e aveva un rapporto fantastico con noi studenti, per questo molti sceglievano di fare la tesi con lui. Era originario di Trento, ma l'allora direttore della facoltà era Giulio Antonio Venzo, anch'egli trentino, e per questo aveva portato a Trieste diversi professori suoi concittadini. Franco Vaia era una persona sempre di buon umore e incline allo scherzo. Quando andavamo fuori sede per fare dei rilevamenti indossava spesso un cappello tipo sombrero che, grazie anche alla sua stazza, gli conferiva un aspetto singolare. Ma allo stesso tempo era serio ed esigente, basti pensare che al suo esame ci sottoponeva una carta morfologica e ci metteva alla prova sulla nostra capacità di argomentare l'evoluzione della morfologia di un territorio”.
E poi venne il terremoto, che oltre alle conseguenze drammatiche in termini di vite umane e di devastazioni, vide anche la mobilitazione di buona parte dell'ambiente scientifico italiano. Vaia era infatti tra i geologi che si recarono sul posto dopo il disastro, come ricorda Paronuzzi: “Nei luoghi del terremoto del '76 andai anche io – racconta Paronuzzi -, e ricordo bene cosa quel momento rappresentò per la scienza e per il mondo dell'Università. Franco Vaia fu tra coloro che in quel contesto, per la comprensione di quel fenomeno, capirono che bisognava ripartire da zero. Fino a quel momento gli studi geologici erano pochissimi in tal senso e quasi non c'erano stazioni sismiche. Tutta la conoscenza moderna della geologia applicata nasce in quel momento storico. Successivamente è andato a vivere nel Gemonese, non a caso uno dei luoghi per i quali si era maggiormente dedicato già in quel periodo. Perdiamo un valente scienziato e una persona altruista”.
Attorno alla figura di Franco Vaia si è stretta l'intera comunità di Gemona, e al grande cordoglio si sono uniti anche il sindaco della città Roberto Revelant e la vicesindaca Flavia Virilli. Lascia il figlio Mattia e la moglie Fernanda.














