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| 18 luglio | 17:39

Ieri si faticava per costruire, oggi si imbratta con ''Free Palestine'' e ''No Milanesi'': ''Da 58 anni brilla sulla 'nostra' Sentinella. Degrado e ignoranza si combattono, non si subiscono''

Negli scorsi giorni la notizia che la cosiddetta ''astronave'' della Grignetta, il bivacco Ferrario, era stato deturpato da idioti. Ecco la 'risposta' del Cai Sezione di Lecco "Riccardo Cassin" che pubblica le immagini di come è nata quella struttura che ha quasi 60 anni e che fu inaugurata nel '68 perché in precedenza ''il primo tentativo di installazione, avvenuto tramite elicottero, fallì a causa delle forti raffiche di vento, che fecero rovinosamente cadere la costruzione nel canale sottostante''. In queste ore in azione volontari per pulirlo

MANDELLO DEL LARIO. ''In queste ore piene di rabbia e dispiacere non possiamo che raccontare la storia e il valore di questa stella che da 58 anni brilla sulla “nostra” Sentinella, la “nostra” Grignetta. Degrado e ignoranza si combattono e non si subiscono, la nostra stella argentata tornerà a brillare, così come ogni altra volta che qualcuno la sfregerà''. C'è amarezza ma anche voglia di non arrendersi all'idiozia di certi esseri umani nelle parole dei volontari del Cai di Lecco. Quel che è successo ve lo abbiamo raccontato pochi giorni fa. L'astronave, il bivacco Ferrario in cima alla Grignetta è stato preso d'assalto da idioti armati di bomboletta che hanno ricoperto la struttura in acciaio con scritte e scarabocchi da ''Free Palestine'' a ''Vota Potere al Popolo'' da ''Antifa'' a ''No Milanesi'' per arrivare a un'orgia di firme orrende e insulse.

 

 

Il Cai di Lecco ha deciso di replicare agli imbecilli pubblicando una breve storia di quel manufatto anche per far capire la fatica che c'è stata per realizzarlo e sensibilizzare il camminatore della domenica che magari si arma pure di bomboletta spray per lasciare il suo inequivocabile (in quanto a stupidità) segno anche in quota su come in montagna tutto sia più difficile, impegnativo, complicato (non che questo giustifichi i vandalismi in città, anzi, ma indubbiamente andare a ripulire certe schifezze in cima a una montagna è meno agevole e ancor meno scontato). ''Quelle che vedete sono alcune delle foto presenti in uno degli album di Riccardo Cassin e testimoniano la vicenda del Bivacco Ferrario'', spiega il Cai di Lecco che prosegue così:

 

“A ricordare il noto alpinista Bruno Ferrario, scomparso in una sciagura sul ghiacciaio del Ventina assieme ad Arnaldo Tizzoni, la vedova Signora Giannina Ferrario ha voluto che il marito fosse ricordato sulla sua Grignetta. […] Nacque così l’idea di creare una piccola cappelletta che ricordasse l’alpinista scomparso ma che allo stesso tempo potesse servire quale modesto bivacco di fortuna. A questo scopo la Sezione di Milano del Club Alpino Italiano ha messo a disposizione il terreno di sua proprietà in vetta alla Grigna Meridionale ed è diventato proprietario dell’igloo affidandone l’uso e la manutenzione al Gruppo Ragni di Lecco”.

 

 

Questo è quanto si legge in un documento conservato in archivio, risalente al 1965. Purtroppo però il primo tentativo di installazione, avvenuto tramite elicottero, fallì a causa delle forti raffiche di vento, che fecero rovinosamente cadere la costruzione nel canale sottostante.

 

 

Siamo nel settembre del 1967 e bisognerà aspettare l’anno successivo per vedere l’inaugurazione del bivacco Ferrario.

 

In seguito all’incidente, il CAI Lecco e il Gruppo Ragni decisero di trasportare pezzo per pezzo il bivacco, per poi assemblarlo in cima. L’inaugurazione avvenne finalmente il 4 novembre 1968 con una Messa celebrata da Monsignor Gandini, Prevosto di Seregno.

 

Nel 2019, poi, fu riportato al suo antico splendore dai volontari del Cai di Lecco. Una struttura unica a forma ottagonale, con esterno in alluminio e interno in legno e sughero. Di diametro di circa tre metri e mezzo, viene soprannominato “igloo” o “astronave” ed è un rifugio d’emergenza, con un tavolo e due panche interne, di proprietà del Cai Lecco, accessibile in qualsiasi periodo dell’anno e può ospitare 6/8 persone. 

 

Nelle ultime ore alpinisti volontari sono saliti in quota con il preciso intento di pulirlo e di cancellare le scritte. 

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