Fattor, è (ancora) polemica, questa volta sul consumo del suolo: "Perché i meleti di Bolzano sono intoccabili mentre nelle valli vengono costruiti ecomostri ovunque?"
L'ex assessore bolzanino contro la provincia: "Dal megahotel di Riscone, al progetto di un 4 stelle in val Martello, passando per il bacino per l'innevamento artificiale di Anterselva. Qui il problema del consumo di suolo non si pone, mentre a Bolzano non si possono costruire case? Che vadano tutti a quel paese!"

BOLZANO. Ci sono due dati oggettivi quando si guarda alla città di Bolzano: il problema, enorme e a quanto pare irrisolvibile, del caro casa, che mette in ginocchio i cittadini, e l'assoluta non considerazione del capoluogo da parte della provincia quando si parla delle grandi infrastrutture che riguardano la viabilità.
Bolzano è bloccata dal traffico, dai mezzi pesanti che costretti ad attraversare la città, totalmente priva di una circonvallazione, è una triste verità. Che l'assessore provinciale Daniel Alfreider inauguri rotonde e circonvallazioni in tutta la provincia, tranne che nel capoluogo, è un'altra verità. Sono anni che i cittadini di Bolzano si sentono dire “Si, è un problema, lo sappiamo. Ma non è un priorità”.
E poi, come detto, c'è il caro casa, in una città dove i prezzi delle case possono toccare anche gli 8mila euro al metro quadro.
Temi tanto cari all'ex assessore comunale Stefano Fattor, attuale capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale a Bolzano che, senza mezzi termini – come ormai ha abituato tutti – punta il dito contro la Provincia.
"E così Brunico avrà la seconda circonvallazione - scriveva Stefano Fattor lo scorso dicembre snocciolando numeri e dati -. Attenzione alla tempistica: delibera provinciale novembre 2025, inizio lavori 2028. Bolzano invece aspetta da due legislature, Assessori prima Lega-SVP ora FdI/FI-SVP. Il tunnel Monte Tondo era nell’Agenda Bolzano già nel 2018 ma l'assessore provinciale Daniel Alfreider ha affermato di recente che “il Tunnel costa molto" (QUI il link all'articolo completo).
Anche oggi Fattor si arma di social e si scaglia molto duramente contro la Provincia sul tema del consumo del suolo, ovviamente strettamente legato a quello del caro casa: “Torno sul consumo di suolo e sui due pesi due misure in provincia di Bolzano – dichiara Fattor -. Nel capoluogo mancano almeno 4000 alloggi, i prezzi delle case sono più alti che a Milano ma i meleti in città non si toccano per, si dice, evitare il consumo di suolo”.
Ma cosa succede fuori dal poco considerato capoluogo?
“Nelle valli il suolo si può consumare” - dichiara il consigliere comunale -. Partiamo dal mega hotel di Riscone, un ecomostro a 5 stelle da 142 posti letto, parcheggio interrato da 490 posti, cubatura da 39.000m³ per quattro piani fuori terra con tanto di spa, ristoranti e collegamento diretto con gli impianti di risalita. E il famoso “consumo di suolo”? Per il turismo a 5 stelle, hotel e impianti di risalita, non pervenuto. Vale invece per Bolzano; guai a toccare anche un solo meleto da destinare ad esempio all’edilizia pubblica. Evidente la strategia; stop agli alloggi nel capoluogo, soprattutto quelli pubblici. Sarebbero destinati a chi viene “da fuori” compromettendo gli equilibri da proporzionale”.
Ma no solo l'ecomostro, prosegue Fattor perché: “Oggi tocca alle 2 bandiere nere date da Legambiente all’Alto Adige per la montagna. La prima; il progetto di un nuovo hotel 4 stelle-140 posti letto a Gallenmahd, in val Martello. Così Legambiente; “l’hotel è in un’area protetta, a elevato rischio valanghivo, con conseguente consumo di suolo, disboscamento e incremento dell’artificializzazione dell’ambiente alpino”. Il secondo: il bacino per l’innevamento artificiale di Anterselva, capacità di 31.500mc in un’area a rischio che “rappresenta emblematicamente i limiti di sostenibilità dei Giochi Olimpici, dove la promessa di non consumare suolo si è rivelata solo formale”.”
Questa volta la misura è colma, o perlomeno questo pare, a leggere il proseguo della nota (pubblicata sui social) dell'ex assessore Fattor.
Questa volta, infatti, non aggiunge proposte alle polemiche, non tira fuori dal cappello idee o documenti di anni passati per provare – almeno – a mettere sul tavolo possibilità di soluzioni.
No.
Questa volta ha mollato il colpo pure Fattor, che conclude con un laconico: “Che vadano tutti a quel paese!”.












