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Bolzano
10 febbraio | 13:48

Turismo, la Svp conferma il freno ai posti letto: stop alla crescita illimitata, ma deroghe mirate per salvare i comuni più fragili

Un tema che mette alla prova la coesione interna della Stella Alpina, che alla fine sceglie di blindare il limite alle nuove licenze turistiche

BOLZANO. Ci sono volute tre ore di serrato dibattito per trovare una quadra, o almeno una sintesi. E il confronto, nel parlamentino della Südtiroler Volkspartei, è stato acceso. Anche perché il tema del limite ai posti letto turistici è un tema decisamente sentito per la Stella Alpina, i suoi membri, i suoi elettori. 

 

La normativa, nata nel 2022 sotto la spinta dell'ex assessore Arnold Schuler per porre un freno alla proliferazione dei posti letto, è tornata al centro della scena politica a causa dell'imminente scadenza fissata alla mezzanotte tra il 21 e il 22 settembre. Entro quella data, le autorizzazioni per i posti letto già concessi ma non ancora realizzati rischierebbero di decadere, un tema che ha acceso gli animi ben oltre i confini della consueta dialettica interna.

 

Sebbene l’assessore al turismo Luis Walcher avesse inizialmente ipotizzato una proroga generalizzata di cinque anni e una parte del partito spingesse per una totale sovranità decisionale dei comuni, la linea emersa dalla riunione riflette una volontà di rigore più marcata, pur concedendo respiro alle aree che ne hanno effettivamente bisogno per sopravvivere.

 

L'accordo raggiunto stabilisce infatti che la scadenza dei termini rimarrà invariata per la maggior parte del territorio, segnando un punto a favore della visione del presidente Arno Kompatscher, il quale ha rivendicato con forza la paternità politica di questo limite massimo alla crescita turistica. Tuttavia, per evitare che un eccessivo rigore penalizzi le zone meno dinamiche della provincia, è stata prevista un’eccezione mirata: i comuni strutturalmente deboli e a rischio spopolamento potranno beneficiare di una proroga, a patto che il consiglio comunale si esprima favorevolmente e che i nuovi hotel non superino la soglia dei 150 posti letto.

 

È interessante notare come la competenza nel definire quali centri ricadano in questa categoria di fragilità non spetterà alle amministrazioni locali, bensì alla Giunta provinciale, garantendo così una visione d'insieme che eviti una gestione frammentata. Questa scelta dimostra una consapevolezza che supera la dimensione puramente locale: il problema della gestione dei flussi e della pressione antropica è una sfida che accomuna tutte le grandi destinazioni mondiali, e l'Alto Adige si trova oggi a dover fare da apripista in un modello di regolamentazione che altri territori osservano con attenzione.

 

Nonostante i contrasti interni, il compromesso ha raccolto un consenso quasi unanime, con soli sei voti contrari su circa settanta partecipanti, confermando la capacità di mediazione del partito in momenti di forte tensione.

 

L'Obmann Dieter Steger ha sottolineato con orgoglio che la SVP non si limita a "discussioni all'acqua di rose", ma affronta i nodi strutturali del futuro economico della regione con realismo. Il riconoscimento che circa 25 comuni necessitino di una deroga per non perdere la propria prospettiva di sviluppo è un atto di pragmatismo che tiene conto della diversità geografica e sociale del territorio.

 

Ora la proposta dovrà passare al vaglio dei partner di coalizione prima di tornare in Giunta per la votazione definitiva, ma il segnale politico è chiaro: la crescita illimitata non è più l'unico paradigma possibile. In fondo, come ben sappiamo, non si può sempre pretendere di correre al 100% della velocità senza mai fermarsi a riflettere sulla sostenibilità del percorso, e questa decisione sembra proprio voler garantire che lo sviluppo turistico non diventi un peso insostenibile per le generazioni future. "In alcune zone della provincia abbiamo raggiunto la capacità turistica massima. Pertanto, la conferma del termine di scadenza è fondamentalmente giusta", ha sottolinrato Dieter Steger. 

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