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Bolzano
29 gennaio | 13:44

Paradosso Alto Adige: si vogliono limitare i turisti e si raddoppia la portata delle seggiovie. I Verdi: "Le montagne non sono un parco divertimenti"

L'allarme: "Il blocco dei posti letto è un intervento parziale che non ferma l'overtourism"

BOLZANO. Il dibattito sulla gestione dei flussi turistici in Alto Adige non può e non deve esaurirsi tra le mura delle strutture ricettive. Mentre la politica locale discute lo stop ai posti letto (QUI L'ARTICOLO SUL TEMA), i Verdi Grüne Vërc sollevano una questione centrale e spesso ignorata: la crescita esponenziale della capacità di trasporto degli impianti di risalita. Secondo la co-portavoce Elide Mussner, il blocco dei posti letto da solo non basterà a proteggere il territorio dal turismo di massa se non si interviene anche su ciò che porta le persone in quota, perché il turismo è un fenomeno complesso che non si misura soltanto con il numero dei letti.

 

La tendenza attuale, infatti, vede un potenziamento costante delle infrastrutture: si passa dalle seggiovie a quattro posti a quelle a sei, fino alle cabinovie ad alta portata, arrivando in alcuni casi a raddoppiare o triplicare le capacità esistenti. Casi emblematici sono i piani per la nuova funivia Furnes (Seceda), che punta a passare dagli attuali 800 a ben 2.360 passeggeri all'ora, o la seggiovia Steger Dellai sull’Alpe di Siusi, con un incremento dell’83% che la porterebbe a trasportare 2.200 persone l’ora. Anche a Selva di Val Gardena, il progetto per la seggiovia Ciampinoi punta a un balzo da 2.400 a 3.600 utenti ogni sessanta minuti.

 

"Il motivo di questi aumenti è molto spesso il costo delle revisioni imminenti", spiega Elide Mussner. "Il ragionamento è semplice: se si deve investire così tanto denaro, allora è meglio rinnovare completamente l’impianto andando ad aumentare la capacità. Più persone passano ogni ora dai tornelli, più si guadagna. Sembra quasi la formula magica per la moltiplicazione dei pani".

 

"Le nostre montagne però non possono accogliere una massa infinita di persone", prosegue la co -portavoce dei Verdi Grüne Vërc. "Lo spazio è limitato, così come lo sono le circostanze. È in parte negligente trasportare così tante persone a oltre 2.000 metri di altitudine; persone che molto spesso non sono affatto preparate alle condizioni estreme di un paesaggio alpino. Le montagne non sono un parco divertimenti!".

 

A ciò si aggiunge il fatto che queste folle devono anche raggiungere gli impianti di risalita, il più delle volte con mezzi di trasporto motorizzati, che siano auto, autobus privati o navette degli hotel. "Se però la capacità di trasporto di un impianto di risalita viene aumentata", sottolinea Mussner, "gli operatori non sono tenuti a presentare un piano di mobilità. È come se si aggiungessero 100 nuovi posti letto in un hotel senza dover predisporre i relativi parcheggi".

 

La speranza dei Verdi è dunque quella che ora si apra un dibattito serio intorno al tema. "Non possiamo e non dobbiamo permettere la massa da una parte e dall’altra volerla fermare", conclude Elide Mussner, "è una dinamica che porta a un cortocircuito".

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