Terremoto ai vertici dell'edilizia sociale: il piano dell'assessora Mair cancella i vertici Ipes. Via anche il direttore generale. Clima sempre più teso in maggioranza
Le critiche: "Questi tagli non risolveranno la lentezza burocratica"

BOLZANO. L’edilizia sociale altoatesina si prepara a una primavera di profondi cambiamenti, con una scadenza a maggio che promette di rivoluzionare i vertici dell’Ipes.
Il cuore della contesa è la proposta di delibera dell’assessora Ulli Mair, intenzionata ad abolire il consiglio di amministrazione — attualmente guidato da Francesca Tosolini — per creare un asse diretto tra l'assessorato e la direzione generale, nel nome di una maggiore efficienza operativa.
Tuttavia, questa manovra sta sollevando un polverone politico all'interno della stessa maggioranza: se il vicepresidente Marco Galateo e Angelo Gennaccaro si dicono contrari a un indebolimento della struttura democratica dell'ente, l’assessore Christian Bianchi invita alla cautela, chiedendo dati oggettivi prima di procedere a tagli radicali.
La tensione è palpabile, anche perché a maggio scadrà pure il mandato dello storico direttore generale Wilhelm Palfrader, colonna portante dell'istituto dal 2016, che rimarrà in sella solo fino a novembre per traghettare l’ente verso la pensione.
Il cuore del piano di Ulli Mair prevede la cancellazione definitiva del Consiglio di amministrazione e della figura del presidente, attualmente ricoperta da Francesca Tosolini, per centralizzare il potere decisionale nelle mani della direzione generale.
Una mossa che andrebbe dunque ad accorciare la catena di comando, garantendo all'assessora un rapporto diretto con l’ente.
La strategia della Mair si basa sulla ricerca di una maggiore efficienza operativa. Secondo l'esponente dei Freiheitlichen, l'Ipes deve agire come un ente tecnico snello e non come un terreno di scontro partitico o un bacino per l'assegnazione di poltrone.
L'assessora sostiene che l'assenza di un Cda non solo velocizzerebbe le decisioni, ma garantirebbe anche un risparmio economico e una maggiore professionalità, eliminando quelle dinamiche di spartizione politica spesso malviste dai cittadini.
La consigliera della Svp Waltraud Deeg critica aspramente il piano Mair, definendolo un’illusione pericolosa.
Secondo l'ex assessora, eliminare il cda non risolverà la lentezza burocratica: al contrario, l'Ipes avrebbe bisogno di più fondi, più aree edificabili dai Comuni e una guida solida per affrontare una crisi che oggi colpisce non solo i più deboli, ma anche i giovani e i lavoratori che arrivano da fuori provincia.
È una partita delicata che si giocherà lunedì in una riunione di maggioranza decisiva, dove si dovrà capire se la coalizione è pronta a seguire la linea della rottura o se prevarrà la via del compromesso e del rafforzamento dell'ente che gestisce oltre 13 mila alloggi e dà un tetto a 30 mila persone.













