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Bolzano
10 marzo | 19:37

Caos Azienda Servizi Sociali, il PD accusa: "Annullamento del bando illegittimo e rischi di risarcimenti milionari. Giunta incapace e schiava dei veti di destra e SVP"

Il Comune decide non procedere alla nomina del Direttore Generale, dii azzerare la procedura e indire un nuovo bando. Durissima la reazione delle opposizioni

BOLZANO. La seduta della Giunta comunale di Bolzano di lunedì 9 marzo 2026 ha segnato un punto di svolta, non privo di tensioni, per il futuro dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano (ASSB).

 

Al centro del dibattito, la definizione del nuovo assetto di vertice di un ente che rappresenta il cuore pulsante del welfare cittadino.

 

L'esecutivo guidato dal Sindaco Claudio Corrarati ha deliberato all’unanimità ufficializzando la nomina della dottoressa Manuela Gotto alla vicedirezione generale.

 

La scelta di Gotto, che vanta un percorso professionale iniziato proprio all'interno di ASSB e successivamente arricchito in altri enti, viene presentata dalla Giunta come una sintesi ideale: una figura capace di garantire stabilità grazie alla conoscenza del contesto aziendale, portando al contempo uno sguardo esterno e nuove competenze organizzative.

 

Tuttavia, il clima di apparente compattezza della Giunta si scontra con la drastica decisione di non procedere alla nomina del Direttore Generale, nonostante la commissione tecnica avesse già selezionato tre profili idonei.

 

L'amministrazione ha infatti stabilito di azzerare la procedura e indire a breve un nuovo bando.

 

Secondo la nota ufficiale del Comune, l'obiettivo è individuare una figura con una visione ancora più marcata verso l'innovazione dei sistemi di controllo e delle metodologie d'intervento, necessari per rispondere alle evoluzioni dei bisogni di anziani, minori e soggetti fragili. "Vogliamo che ASSB continui a essere un punto di riferimento, ma con una capacità di risposta alle sfide sociali in continua evoluzione", hanno commentato il Sindaco e la Giunta, sottolineando come la qualità interna sia già elevata ma richieda un ulteriore salto di qualità gestionale.

 

La dura reazione delle opposizioni, e in particolare del Partito Democratico, non si è fatta attendere: in una nota di fuoco, infatti, il gruppo consiliare del PD ha denunciato quello che definisce "un atto dettato da logiche politiche o personali", parlando di "107.000 cittadini bolzanini tenuti in ostaggio da una giunta incapace di decidere". 

 

I Dem pongono l'accento sulla regolarità della procedura annullata, durata quasi sei mesi, e sollevano pesanti dubbi sulla legittimità amministrativa dell'operazione.

 

Secondo il PD, l'annullamento in autotutela senza una motivazione giuridica solida violerebbe l'obbligo di motivazione sancito dalla Legge 241/1990 e i principi di buon andamento e imparzialità previsti dall'articolo 97 della Costituzione.

 

Il Partito Democratico evidenzia inoltre quello che definisce un "evidente doppio standard": se i criteri di selezione erano validi per la vicedirezione, perché sono stati ritenuti insufficienti per la direzione generale?

 

Il rischio paventato dall'opposizione è che il Comune si esponga a onerosi ricorsi per "perdita di chance" da parte dei candidati esclusi, con potenziali danni erariali e conseguenze contabili. La critica si fa poi prettamente politica, con un attacco diretto all'assessora ai servizi sociali, accusata di inadeguatezza, e al Sindaco, colpevole secondo i Dem di un "silenzio assordante" e di essere subordinato agli equilibri interni della maggioranza composta da SVP e partiti di destra.

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