Scontro totale in Comune: il Pd attacca, il sindaco viene definito "il nulla assoluto" e la maggioranza perde pezzi (forse)
Numeri risicati in consiglio comunale, la numero due de "La Civica per Bolzano" che se ne va, l'opposizione che accusa il primo cittadino di immobilismo

BOLZANO. Per un sindaco che si definisce “uomo del fare”, c'è un capogruppo dell'opposizione che parla di “nulla cosmico”.
Per un primo cittadino Claudio Corrarati che punta a una Bolzano Capitale, e che ha sempre dichiarato di voler gestire il capoluogo come un'azienda, c'è un ex assessore Stefano Fattor che non le manda a dire. E che si scaglia con tutta la sua forza contro il sindaco e la sua maggioranza, rei di non essersi mossi di un millimetro dal momento del loro insediamento.
Quindi, da una parte c'è il sindaco di una coalizione di centrodestra, nuova al governo di un città guidata per decenni dal centrosinistra, dall'altra c'è un centrosinistra che non governa più e che non si fa sfuggire nemmeno un'occasione per ricordare all'attuale primo cittadino e alla sua giunta, che non ne stanno facendo una giusta. Ruoli inediti e invertiti, dunque.
“Il gruppo consiliare del Partito Democratico è costretto a fare una contro narrazione per ristabilire un po’ di verità - spiegano i consiglieri comunali del Pd, capitanati da Fattor, che analizzano passo per passo quello che secondo loro, non è stato fatto dalla maggioranza.
“Dall’inizio della consiliatura sono passati 7 mesi e non è arrivata in consiglio comunale nessuna delibera se non quelle rare e banali di ordinaria gestione (pareri obbligatori ma non vincolanti su delibere provinciali o rinnovi di convenzioni già in essere) – dichiarano all'unisono i consiglieri Dem - L’unica delibera “in proprio” è stata quella di approvazione del bilancio, impostato peraltro al 90% sul bilancio della precedente amministrazione”.
E poi c'è il tema di Bolzano Capitale, quella definizione che, in parole povere, si traduce in “Mettiamo Bolzano al centro”.
“A parte il fatto che Bolzano è un “capoluogo” e non una capitale – dicono i Dem – constatiamo che non avendo idee in proprio è costretto a rubarle agli altri, vedi il programma del centrosinistra alle elezioni provinciali 2023 e comunali 2025, il protocollo d’intesa con la Provincia fatto sottoscrivere dall’allora assessore Tommasini per il riconoscimento di Bolzano come città capoluogo e il preambolo della legge urbanistica provinciale territorio e paesaggio voluto dall’amministrazione comunale in cui la Provincia ammetteva un ruolo speciale per Bolzano capoluogo. Risultati pratici? Zero ovviamente”.
“Adesso che c’è il filotto della destra al governo Stato-Provincia-Comune le promesse erano di una “make Bozen great again” che nell’SVP (alleata di Corrarati e in giunta da 77 anni) nessuno si fila – aggiungono ancora i consiglieri Dem.
Ma queste criticità sono solo le prime di un lunghissimo elenco studiato dal PD.
“Dice il sindaco che scopre dai giornali che la provincia chiude il Laubenparking, e ha ammesso in consiglio di non aver saputo nulla della ristrutturazione degli ex telefoni di Stato e dell’utilizzo delle ex caserme Gorio, e tanto altro. Il filotto di cui sopra /Stato-Provincia-Comune evidentemente non funziona molto bene neanche qui – sottolinea Fattor, che aggiunge - A Bolzano ci sono 1250 migranti e solo 100 negli altri 115 comuni. Bella scoperta… Ma per la cronaca: i 1250 migranti a Bolzano erano 400 prima che il governo nazionale di destra (Salvini ministro, leader della Lega alleata di Corrarati) facesse demolire i CAS distribuiti nei vari comuni dell’Alto Adige”.
“In poche parole già si preannunciano 5 anni di nulla, neppure un progetto di massima per un nuovo quartierino. Sarebbe bello se almeno realizzasse un po’ di quel poco che si è fatto negli ultimi 30 anni, citiamo a caso i quartiere di Firmian, Casanova, Prati di Gries o perlomeno un’operazione criticata tipo Waltherpark (che per quanto criticabile si è però portata a termine). L’areale è fermo al palo – aggiunge Fattor ricordando che - oltre a quello già progettato, programmato e soprattutto finanziato con 60 milioni dalla precedente amministrazione che cosa c’è? Niente. A parte l’apertura già prevista di ponte Resia che si è voluta anticipare senza attendere di creare la rotonda davanti al distributore di via Volta e senza ridefinire quella di Ötzi, creando incidenti a raffica. Le aperture invece (non previste) di via Claudia Augusta e viale Trento stanno, quelle sí, creando un disastro a Oltrisarco”.
“Scoprire la realtà fa tornare coi piedi per terra, ma almeno i bolzanini elettori devono sapere che la distanza tra le promesse elettorali e il mondo reale non si può colmare solo con un po’ di marketing”, conclude il Pd.
Se si fa un passo indietro e si osserva il quadro generale con il giusto distacco, quello che sta accadendo a livello di parole è chiaro: un'opposizione non abituata a essere tale, tuona contro una maggioranza non abituata ad essere tale. Chi fino a pochi mesi fa era abituato a fare e a venire criticato, ora si trova nella posizione opposta e quindi critica quello che fanno gli altri.
Qualsiasi cosa sia.
Come facevano gli altri prima di lui.
Lo straordinario gioco della politica, insomma.
Politica che però non è fatta di sole parole, di sole accuse reciproche di immobilismo, di critiche (sensate o no) che vengono avanzate ogni giorno. Ma la maggioranza, qualsiasi essa sia, può sopravvivere alle parole e al dibattito rimandando le accuse al mittente. Ma poi deve scontrarsi con i numeri. E i numeri, in questo momento, non sono esattamente dalla parte del sindaco Corrarati.
La maggioranza attuale è composta da 24 consiglieri su 45. Risicata. Però c'è. Per ora.
Con Carlo Vettori auto sospesosi e indagato per violenze in famiglia e Barbra Pegoraro che da un momento all'altro abbandona "La Civica" di Roberto Zanin, il momento è delicato.
Perché in questo scenario, il suo posizionamento può cambiare tutto. Quindi “tutti la vogliono”. I Fratelli, i Forzisti, i Gennaccari.
Chi è cosa fa? Poco importa. In questo momento è il possibile ago della bilancia.
E assume un'importanza determinante.












