L'opposizione: "Atto intimidatorio della maggioranza che ha disturbato la nostra raccolta firme". Gli accusati si difendono: "Ricostruzione fantasiosa"
Uno scontro politico intorno a una raccolta firme, e ad un atteggiamento definito "intimidatorio"

BOLZANO. Il fattaccio sarebbe accaduto nel corso di una raccolta firme per chiedere la chiusura di via Claudia Augusta a Bolzano. Una raccolta firme che diventa una lotta tra rappresentanti della politica bolzanina sullo sfondo del mercato di quartiere del martedì. Tra il pollo arrosto e le mascherine di carnevale..
Le opposizioni, con il classico “banchetto” si sistemano in mezzo al mercato di quartiere per chiedere la partecipazione dei passanti, quando alcuni rappresentanti della maggioranza li intercettano, li filmano, li fotografano a chiamo le forze dell'ordine per verificare la regolarità della raccolta firme stessa.
“Un fatto estremamente grave e un atto intimidatorio”, così descriverà l'accaduto la capogruppo dei Verdi, ed ex consigliera comunale Chiara Rabini. “La partecipazione democratica non si intimidisce” tuonano, in un nota congiunta, i gruppi consiliari degli stessi Verdi, del Partito Democratico, della Lista Andriollo e di Sinistra-die Linke che ora chiedono al sindaco di prendere le distanze.
Di nuovo.
Ma il racconto degli altri coinvolti nella vicenda è diverso. "Siamo di fronte all’ennesima ricostruzione fantasiosa, utile solo ad alimentare tensioni mediatiche", dichiarano gli accusati. "Eravamo in piazza per preparare la festa di Carnevale".
Insomma, le opposizioni urlano "all'atto intimidatorio", gli interessati dicono "in realtà passavamo di là".
Ecco cos'è successo, nella ricostruzione delle due "fazioni", scese in campo a distanza di qualche ora l'una dall'altra.
“Quanto avvenuto oggi al mercato rionale della Circoscrizione Oltrisarco-Aslago durante la raccolta firme per il ripristino della chiusura della strada rappresenta un fatto grave sotto il profilo politico e istituzionale – scrivono le opposizioni raccontando l'accaduto - Nel corso dell’iniziativa si sono presentati Floriano Pietro Baratto, Daniela Andreani – presidente di Circoscrizione – e Massimo Trigolo, noto esponente di CasaPound. Dopo aver dichiarato di non voler sottoscrivere la petizione, i tre hanno stazionato a lungo nei pressi del banchetto, effettuando riprese fotografiche e video dei presenti. Successivamente è stato richiesto l’intervento della Polizia Municipale per verificare le autorizzazioni dell’iniziativa”.
I controlli hanno avuto esito regolare, ma i partiti denunciano: “L’utilizzo sistematico di riprese e la richiesta di controlli su un’attività civica autorizzata hanno oggettivamente prodotto un clima di pressione nei confronti di cittadini che stavano esercitando un diritto costituzionalmente garantito”.
“È inaccettabile che una presidente di Circoscrizione partecipi a iniziative che, nei fatti, risultano volte a mettere sotto osservazione e a scoraggiare la mobilitazione democratica. Ancora più grave è la presenza e il ruolo di esponenti riconducibili ad ambienti dell’estrema destra cittadina in un’azione che appare finalizzata a controllare e intimidire”, aggiungono i gruppi consiliari, che ora chiederanno risposte direttamente nell'aula del Consiglio Comunale, al primo cittadino Claudio Corrarati.
“E' stata depositata una domanda di attualità al Consiglio chiedendo di chiarire formalmente quanto accaduto, di prendere le distanze da comportamenti che possono configurare una pressione indebita sull’esercizio dei
diritti democratici e di garantire che nessun cittadino venga scoraggiato o messo sotto osservazione per aver partecipato a un’iniziativa legittima”. “Lo diciamo con nettezza: non ci faremo intimidire – chiosano le opposizioni - Se simili episodi dovessero ripetersi, verranno valutate tutte le iniziative politiche e legali opportune a tutela dei cittadini coinvolti".
"Altro che intimidazione", rispondono gli accusati che parlano di "delirio costruito per fare polemica".
“In merito al presunto “controllo intimidatorio” durante il banchetto in Piazza Bersaglio, siamo di fronte all’ennesima ricostruzione fantasiosa, utile solo ad alimentare tensioni mediatiche. I fatti sono molto più semplici - dichiara Daniela Andreani in un comunicato stampa. "Questa mattina io, in qualità di Presidente, insieme ai consiglieri di maggioranza, eravamo presenti fin dalle prime ore in Piazza Nikoletti, unici rappresentanti istituzionali, insieme alle associazioni del quartiere, ad allestire e preparare la festa svoltasi nel pomeriggio. Non abbiamo “stazionato per ore” davanti al loro banchetto. Non abbiamo intimidito nessuno. Siamo semplicemente passati per pochi minuti durante una pausa caffè, salutando in modo educato. Le associazioni presenti possono testimoniare dove siamo stati per tutta la mattina”.
Andreani conferma di aver chiesto la verifica delle autorizzazioni,
“E' perfettamente legittimo - dice - chiedere la verifica delle autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico. I controlli sono avvenuti in modo ordinario e imparziale, riguardando tutti i banchetti presenti, compreso quello di Fratelli d’Italia e quello del loro comitato” sottolinea Andreani.
“Respingo inoltre le narrazioni strumentali sui presenti – conclude Andreani - Non giro con estremisti, ma con rappresentanti politici pienamente legittimi della maggioranza circoscrizionale. (Massimo Trigolo, della Lega e Floriano Pietro Baratto di Fratelli d'Italia). Continuare a gridare allo scandalo per coprire l’assenza di contenuti è una scelta politica precisa. I cittadini meritano serietà, non il solito delirio polemico confezionato per qualche titolo”.












