"Non c'è acqua: non prendiamo più prenotazioni", l'allarme del Rifugio Papa sul Pasubio: "Ristorante la sera solo per chi dorme"
Il perdurare delle temperature elevate unito alla scarsità delle precipitazioni impone alle strutture in quota di riorganizzarsi per affrontare un momento difficile. Il rifugio Achille Papa: "Non possiamo accettare ulteriori prenotazioni per il pernottamento ne fare servizio ristorante la sera per chi non dorme in rifugio. Resterà comunque attivo il servizio bar al piano terra con bevande, panini e dolci"

PASUBIO. L'acqua scarseggia e il rifugio Achille Papa blocca le prenotazioni e sospende il servizio di ristorazione per gli escursionisti che non dormono in quota. La conferma di un momento estremamente complesso e difficile per le strutture di montagna.
Il rifugio Marco e Rosa De Marchi - Agostino Rocca al Bernina, che si trova a più di 3 mila metri, in Valmalenco e meta gettonatissima da tutti gli alpinisti e base di partenza per affrontare il Bernina ha annunciato la chiusura a causa delle "avverse condizioni delle vie di accesso dovute al caldo anomalo. Il rifugio chiude con decorrenza immediata e fino a nuove condizioni di fruibilità della montagna" (Qui articolo).
Le temperature elevatissime, con lo zero termico oltre i 4 mila metri, e il periodo particolarmente siccitoso mettono in difficoltà i centri abitati del fondovalle e soffrono moltissimo le strutture in quota (Qui articolo). Molti i gestori che invitano gli escursionisti a un uso responsabile e prudente dell'acqua, un invito a evitare gli sprechi di una risorsa che scarseggia. Una situazione trasversale, il rifugio Dal Piaz, situato a 1993 metri di quota in località Servo a Sovramonte, ha disposto lo stop alle docce mentre viene limitato l'utilizzo servizi igienici (Qui articolo).
La Provincia di Belluno e il Club alpino italiano Veneto hanno avviato un percorso comune per definire un protocollo capace di affrontare la crisi idrica: "La sfida climatica richiede una nuova alleanza tra istituzioni, Cai, ricerca scientifica, gestori e frequentatori della montagna" (Qui articolo).
Ora anche il rifugio Papa sul Pasubio prende provvedimenti per affrontare la scarsità delle risorse idriche, una rimodulazione del servizio in attesa di tempi migliori.
"A causa della penuria d’acqua non possiamo accettare ulteriori prenotazioni per il pernottamento ne fare servizio ristorante la sera per chi non dorme in rifugio. Resterà comunque attivo il servizio bar al piano terra con bevande, panini e dolci. Sarà nostra premura avvisare se l’attuale situazione si risolverà".

In assenza di piogge importanti, la stima in Veneto è di circa 10-15 giorni di autonomia, mentre in Trentino la situazione è più diversificata e il problema si presenta con intensità diverse in base alle diverse zone geografiche di riferimento.
“L'ambito dolomitico è quello messo peggio, la situazione è simile a quella che si registra in Veneto. La crisi si sente un po' di meno nel territorio dell'Adamello, per esempio, o sul Lagorai. Ma la problematica è ben presente e si lega non solo alla riduzione degli apporti delle sorgenti, ma soprattutto alla massiccia presenza antropica. Qualcuno arriva a chiedere ai gestori delle strutture di potersi fare la doccia sia la sera che la mattina. E in alcuni casi chi trova le docce chiuse per mancanza di acqua arriva addirittura a consumarne decine di litri lavandosi nel lavandino. Manca spesso una comprensione della situazione in cui ci si trova quando si va in montagna. Bisogna rendersi conto che se l'acqua finisce, le strutture sono costrette a chiudere”, le parole a il Dolomiti di Cristian Ferrari, presidente della Sat (Qui articolo).


















