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Trento
06 agosto | 16:50

Caldissimo e siccità, i Comuni chiudono le fontane e chiedono di non sprecare l'acqua: "Non è più una risorsa scontata". Raffica di provvedimenti in Trentino

L'aumento della pressione turistica e la domanda dell'agricoltura, uniti alla temperature elevate e alla perdurante siccità portano i Comuni a stringere sull'uso dell'acqua. Il sindaco di Pinzolo e presidente del Consorzio dei Comuni Trentini: "Non c'è ancora un'emergenza idrica, però serve molta attenzione. Si è lavorato con il Pnrr per ridurre le perdite degli acquedotti e di deve investire ancora in questa direzione ma serve anche un approccio culturale improntato a evitare gli sprechi" 

Caldissimo e siccità, i Comuni chiudono le fontane e chiedono di non sprecare l'acqua: "Non è più una risorsa scontata"

TRENTO. "Si invita tutta la cittadinanza, visto il perdurare delle alte temperature, delle scarse piogge e la leggera diminuzione delle portate delle sorgenti del territorio comunali, in via precauzionale, a un uso corretto e parsimonioso dell'acqua potabile soprattutto quella impiegata per orti e giardini, in modo da evitare sprechi. Si ringrazia per la collaborazione". Parole d'ordine: vietato sprecare le risorse idriche.

 

E' un po' questo il messaggio che tante amministrazioni del Trentino hanno inviato alla popolazione. In molti casi è stata emessa anche un'ordinanza per vietare l'uso delle risorse idriche per orti e giardini, per il lavaggio di auto, spazi e aree private, così come è stata disposta la chiusura delle fontane pubbliche

 

Una situazione che dall'inizio di questa estate, soprattutto sul fronte agricoltura, preoccupa il Veneto e la Lombardia (con il Trentino intervenuto per aiutare i vicini con i rilasci dal lago di Idro) mentre in provincia i dati vengono costantemente monitorati (Qui articolo), in particolare sulle portate dei fiumi (l'Adige per esempio all'altezza del ponte di San Lorenzo si attesta a 140 contro una media storia di 233 metri cubi al secondo) ma emerge sempre di più in generale una certa difficoltà sull'acqua

 

Qualche avvisaglia c'è stata nelle scorse settimane soprattutto tra il Garda, la Vallagarina e la Vallarsa ma negli ultimi giorni queste disposizioni si sono intensificate in varie altre zone del territorio provinciale. Alcuni esempi? A Folgaria per le località Carbonara, Nosellari, Pra di Sopra e Dazio, Altopiano della Vigolana e Vallelaghi, Roncegno Terme e Ronzo Chienis sono solo gli ultimi in ordine di tempo. I consumi sono inevitabilmente aumentati con la pressione turistica e c'è la domanda dell'agricoltura. Fattori che si uniscono alle temperature che si mantengono elevate e il periodo estremamente siccitoso e molto lungo.

 

"Non c'è ancora una crisi idrica o un allarme specifico ma si tratta di una scelta precauzionale perché si avverte una certa sofferenza", commenta Michele Cereghini, anche il sindaco di Pinzolo e presidente del Consorzio dei Comuni Trentini la settimana scorsa ha assunto questo provvedimento sul territorio comunale. Un trend, quindi, piuttosto diffuso e comune, "anche se attualmente non c'è una mappatura. Ogni amministrazione valuta e intraprende le specifiche decisioni a fronte di elementi evidenti: temperature alte e siccità".

 

La gestione delle risorse idriche ai tempi della crisi climatica non è più un tema riservato ai rifugi assetati in quota. Un po' tutte le amministrazioni si confrontano con le sorgenti e gli acquedotti che si abbassano a livello di guardia mentre in molti casi i vigili del fuoco sono chiamati agli straordinari con le autobotti e cisterne per alimentare e rifornire le strutture. Ecco così una raffica di provvedimenti che riporta questa criticità sul tavolo.

 

"Si è lavorato bene per intervenire sugli acquedotti per sviluppare una rete più moderna e digitalizzare le infrastrutture con l'obiettivo di intercettare e ridurre le perdite", dice Cereghini. "Questo è sicuramente un miglioramento strategico che può aiutare a contrastare gli sprechi e poter gestire in modo migliore le risorse idriche".

 

Il riferimento va ai 110 milioni di euro attinti attraverso il Piano nazionale ripresa e resilienza per finanziare 19 progetti in 28 Comuni con l'obiettivo di ammodernare le reti idriche, digitalizzare la gestione e ridurre le perdite degli acquedotti, che variano tra il 30% e il 70% in base alle zone (Qui articolo). Un'enormità.

 

"L'intenzione è di rafforzare questo percorso e valutiamo come supportare quei territori che non sono rientrati in questa misura", evidenzia Cereghini. "L'ammodernamento e l'efficienza degli acquedotti però sono solo un passo, serve qualcosa di altrettanto strutturale e di sistema perché queste situazioni ormai si ripresentano costantemente".

 

Investimenti nelle infrastrutture ma si pensa anche alla sensibilizzazione. "Fino a qualche anno fa mai avremmo pensato di dover affrontare questa criticità in passata ma oggi non possiamo più considerare l'acqua come un bene scontato e serve anche un diverso approccio culturale per evitare gli sprechi. Il ragionamento però deve essere molto ampio e allargarsi anche verso l'Alto Adige e i territori di confine perché la gestione idrica tocca più comparti, compresi per esempio agricoltura e turismo", conclude Cereghini.

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