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Trento
15 agosto | 06:00

Acquedotti a secco, è emergenza nei Comuni: tra ordinanze, appelli e autobotti in funzione senza sosta. Cereghini: “Accumuli e riduzione delle perdite non bastano più”

Le operazioni di rifornimento sono finalizzate a far fronte ai fabbisogni attraverso il riempimento delle vasche di accumulo individuate nei territori di otto Comuni: Avio, Bedollo, Borgo Chiese, Borgo d’Anaunia, Brentonico, Sant’Orsola Terme, Terragnolo, Ville di Fiemme.  Cereghini: "Diventa fondamentale affrontare anche l’aspetto culturale legato all’utilizzo dell’acqua”. Intanto dai sindaci si moltiplicano gli appelli alla popolazione per un uso responsabile delle risorse idriche

Acquedotti a secco, è emergenza nei Comuni: tra ordinanze, appelli e autobotti in funzione senza sosta

TRENTO. C'è chi ha chiuso le fontane pubbliche e chi ha emesso un'ordinanza per vietare assolutamente il prelievo dall’acquedotto comunale con l'obiettivo di tutelare i servizi essenziali.

 

La carenza d’acqua sta mettendo in difficoltà sempre più Comuni trentini. Con l’aggravarsi della situazione, le amministrazioni locali sono costrette a chiedere supporto alla Protezione civile per garantire l’approvvigionamento idrico e, in particolare, per il riempimento delle vasche di accumulo.

 

Cisterne e autobotti dei vigili del fuoco sono in funzione giorno e notte per aiutare la popolazione. “Stiamo registrando – spiega il presidente del Consorzio dei Comuni del Trentino, Michele Cereghini – un aumento di difficoltà per l'approvvigionamento idrico. Sono sempre di più i comuni che stanno chiedendo aiuto”.

 

Le operazioni messe in campo per aiutare i comuni sono in corso in diverse zone del Trentino. Una situazione che riporta al centro il tema della gestione della risorsa idrica, non soltanto nell'emergenza, ma anche in una prospettiva di medio e lungo periodo.

 

Nei giorni scorsi il Comune di Terragnolo ha emesso un'ordinanza per il divieto dell'uso di acqua potabile per l'irrigazione, giardini, orti, frutteti, campagna, a scopo refrigerante o per il lavaggio di cortili, automezzi, piscine e vasche. Il sindaco di Avio, Ivano Fracchetti, ha deciso di pubblicare un suo video dove si rivolge alla popolazione con un invito “all'uso ponderato dell'acqua perché sta scarseggiando".

 

Anche ad Ala proprio a causa della prolungata assenza di precipitazioni e delle temperature elevate, la risorsa idrica disponibile per l'acquedotto comunale sta registrando un calo significativo. “Per garantire l'approvvigionamento di acqua potabile a tutta la popolazione, il Sindaco ha emesso un'ordinanza che vieta, su tutto il territorio comunale, l'uso dell'acqua dell'acquedotto per scopi non strettamente domestici” è stato spiegato dal Comune.

Particolare attenzione anche nel comune capoluogo. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco di Trento, Franco Ianeselli ha firmato un’ordinanza che vieta l’irrigazione di orti e giardini nelle ore diurne. Solo tra le 21 e le 7 è consentita l'irrigazione di piccoli orti e giardini, limitatamente allo stretto necessario ed evitando qualsiasi spreco della risorsa.

 

Stessa situazione nel comune di Vallelaghi dove, nello specifico, è stato vietato ogni uso non domestico dell’acqua potabile nella frazione di Lon in considerazione dell’attuale livello dell’acquedotto. “La situazione è in linea ma veramente critica da un punto di vista della portata delle sorgenti. Chiediamo davvero il massimo aiuto nell’evitare consumi non indispensabili è l'appello che è arrivato nelle scorse ore anche dal sindaco di Folgaria Michael Rech.

Ma situazioni critiche si stanno registrando anche in tanti altri comuni trentini che tramite appelli e ordinanze stanno cercando di sensibilizzare la popolazione al problema. Dall'altro lato c'è il sistema di Protezione civile del Trentino che sta rispondendo alle problematiche. Le operazioni di rifornimento sono finalizzate a far fronte ai fabbisogni attraverso il riempimento delle vasche di accumulo individuate nei territori di otto Comuni: Avio, Bedollo, Borgo Chiese, Borgo d’Anaunia, Brentonico, Sant’Orsola Terme, Terragnolo, Ville di Fiemme 

 

"Si tratta di interventi mirati a risolvere specifiche situazioni di difficoltà. È importante precisare - spiega la Provincia - che i territori interessati non sono complessivamente in carenza idrica: le criticità riguardano singole località o porzioni di territorio e, in alcuni casi, interessano malghe in quota e lontane dagli abitati".

 

La difficoltà crescente nell’approvvigionamento idrico rende necessario iniziare a fare nuovi ragionamenti. “Oggi – ha spiegato a il Dolomiti il presidente del Comuni trentini, Michele Cereghini - non sono più sufficienti gli interventi per aumentare le capacità di accumulo e l'impegno a ridurre le perdite delle reti, diventa fondamentale affrontare anche l’aspetto culturale legato all’utilizzo dell’acqua”.

 

Il tema ovviamente riguarda tanto le attività produttive e agricole quanto i comportamenti quotidiani. Un conto è utilizzare l’acqua per l’agricoltura e per le esigenze essenziali, un altro è impiegare, ad esempio, per mantenere costantemente verde un giardino in un periodo di forte scarsità.

 

Questo è l’anno in cui porre le basi per un ragionamento di carattere collettivo” continua Cereghini. “Una riflessione dovrà essere fatta anche all’interno del Consiglio delle autonomie”. L’obiettivo è affrontare il problema non soltanto quando l’emergenza si manifesta, ma programmare interventi e politiche in vista di una situazione che potrebbe ripetersi anche in futuro.

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